L’Uomo di Cala Rotonda ha preso le botte, fortunatamente era già morto

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Indaga la Procura di Trapani sugli atti vandalici ai danni del Teschio di Favignana

 teschio di Favignana 01 UOMO DI CALA ROTONDA

Frufru‘, come l’avevano soprannominato i turisti, non sta più in spiaggia: un mese fa circa, ignoti (ufficialmente, forse noti alla vox populi) hanno danneggiato il teschio ritrovato ad Agosto a Favignana (Tp).
Pare che sia stato fracassato proprio il volto dell’antenato, comparso a Cala Rotonda, incassato nei sedimenti in una curiosissima postura proprio da spiaggia.
Successivamente, anche il mare, con il moto ondoso delle mareggiate autunnali, ha infierito…
I Carabinieri ci informano che, nonappena avuta notizia del vile atto vandalico, personale della Soprintendenza ha finalmente raccolto i resti di quest’uomo di epoca imprecisata, portandoseli via per gli esami del caso.
Tre mesi dopo la sua scoperta.
E dopo il, tocca dirlo, prevedibile disatro.
Si: disastro. E, repetita iuvant, prevedibile.
Al di là di emozioni e romantiche fantasie che questo teschio con le sue quattro ossa in vista ha generato in migliaia di turisti e curiosi visitatori, l’Uomo di Cala Rotonda è -o meglio, era- eccezionale da un punto di vista scientifico.
Perché, a detta di esperti del settore, “il particolare stato di conservazione dovuto all’impronta negativa del corpo fatta con l’argilla che lo aveva ricoperto, caratterizza(va) proprio questo ritrovamento, importantissimo, quindi, da un punto di vista antropologico”.
Dopo le prime cure prestate da archeologi in vacanza sull’isola (!) e un misterioso intervento ‘tampone’ post-ferragostano che ha imbrigliato teschio e scheletro in un sarcofago di legno, l’Uomo di Cala Rotonda è rimasto lì, in riva al mare a pochi metri dall’acqua, in mezzo al Mediterraneo .

teschio di favignana non c'è più
Tutti si chiesero: “Ma quanto resta qui, non lo prelevano?”
Infatti, pareva urgente ai tanti tecnici, esperti, professionisti ritrovatisi per caso, in costume da bagno, davanti a questa importantissima scoperta, un intervento di recupero delle spoglie mortali di Fru-fru.
Un intervento particolare, delicato e prezioso, inquanto “non si sarebbe trattato di un semplice recupero come potrebbe essere quello di un’anfora in fondo al mare: si sarebbe dovuto, se lo si avesse voluto, documentare e scavare in modo corretto tutte le sequenze stratigrafiche che lo ricoprivano, in modo da determinare con più facilità le dinamiche che hanno contribuito alla sua conservazione e anche per capire un po’ di più sulla datazione e sui luoghi in cui è vissuto ‘il nostro amico’ “.

Qualcuno ci avvisò: “Pazienza, vuol dire che perderemo, probabilmente con una mareggiata, una delle scoperte piu importanti dal punto di vista antropologico che Favignana potesse restituire e poi chi sa, magari ce ne saranno tanti altri di scheletri!”.
La Soprintendenza di Trapani aveva assicurato il suo intervento al più presto “appena arriveranno i fondi richiesti per affrontare uno scavo archeologico”.
E invece..: la scusa potrebbe essere che siamo in un periodo di crisi economica dove non ci sono neanche i soldi per una fotocopia. La burocrazia rallenta tutto e per fortuna il paziente era già morto!
Questa è l’Italia dalle mille occasioni perdute. Visto che il nostro paese è considerato un bene culturale unico, allora possiamo permetterci di perderne un pezzettino infinitesimale. Ma un pezzettino oggi, un pezzettino domani, cosa rimarrà?

Rimangono, di certo, quei due coglioni, ignoranti, inutili e dannosi che hanno dato botte ad un cadavere.
Questi, oltre al mare grosso, erano certamente prevedibili.

Tommaso Botto

2 commenti

  1. Codeluppi Walter says:

    Dic 16, 2013

    Rispondi

    Questa è l’Italia dal Friuli alla Sicilia, tenendo conto che a Udine abbiamo qualche resto della V Cinta Muraria ( vedere in Via Petrarca ) che non può essere avvicinato per una pulizia profonda, senza l’intervento di un Funzionario della Sovrintendenza per controllare i lavori, dopo che negli anna 70 quanto c’era della V Cinta è stato distrutto per far posto a strade e condomini!! Ma facciamoci ridere, chi volete che si metta a fare qualcosa in queste condizioni?
    Mandi

  2. legambiente says:

    Dic 18, 2013

    Rispondi

    Favignana. Vandalismo a Cala Rotonda: distrutto lo scheletro
    >scoperto la scorsa estate
    >
    >A Favignana, lo scorso mese di agosto, il ritrovamento
    >fortuito da parte di un turista di uno scheletro umano,
    >probabilmente risalente all’epoca preistorica, ha generato
    >forte curiosità e interesse nella popolazione locale, tra
    >i visitatori presenti sull’isola e il mondo accademico.
    >Tra i vacanzieri, per caso, si trovavano due archeologi
    >romani, che si sono messi a disposizione della
    >Soprintendenza dei BB.CC. di Trapani, per organizzare un
    >primo campo di fortuna ed evitare un sicuro danneggiamento
    >dei resti. Nell’attesa dell’intervento dell’antropologo per
    >la datazione del reperto, alcune parti dello scheletro sono
    >state recuperate dai due volontari e quindi, catalogate,
    >registrate e trasportate presso il museo dell’ ex
    >stabilimento Florio. La Soprintendenza dei BB.CC. di Trapani
    >comunicò che gli scavi sarebbero iniziati nel mese di
    >settembre ma, ancora nulla è stato fatto. Oggi quello che
    >è accaduto è sotto i nostri occhi: lo scheletro è
    >andato distrutto e le parti rimaste sono irrimediabilmente
    >danneggiate da vandali.
    >“Da una parte la Sovrintendenza che non ha protetto il
    >bene archeologico ritrovato nell’isola, dall’altra
    >l’atto vandalico – dichiara Gianfranco Zanna, direttore
    >regionale di Legambiente Sicilia – ci dimostrano quanta
    >strada dobbiamo ancora percorrere per salvare il nostro
    >patrimonio archeologico e naturale. Sollecitiamo la
    >Sovrintendenza ad iniziare gli scavi a Cala Rontonda nel
    >più breve tempo possibile, ma nel frattempo lavoriamo
    >anche “dal basso”. In questo periodo Legambiente è,
    >infatti, impegnata, a portare avanti il concetto di
    >legalità attraverso comportamenti civici corretti con un
    >progetto presentato alle scuole elementari di Favignana. Lo
    >scopo è quello di far conoscere, a partire dai più
    >piccoli, le loro origini culturali e storiche, per poterne
    >capire l’importanza, e quindi, averne rispetto. Difendere
    >la nostra storia significa anche tutelare le testimonianze
    >materiali che la raccontano, come lo scheletro di Cala
    >Rotonda: se vengono danneggiate, veniamo danneggiati tutti,
    >se vengono trafugate, veniamo derubati tutti”.
    >

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