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Lega Nord: Roma tremerà davanti a 25 milioni di Settentrionali?
24 Settembre 2012 Comunicati
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Con toni al limite della balcanizzazione, viene riproposta la Macroregione del Nord.

Lo Statuto speciale del Friuli Venezia Giulia come modello da potenziare e applicare a tutte le regioni del Nord.
Per trattenere il 75% del gettito sul territorio (fatte salve condizioni specifiche migliori già previste dallo Statuto).
E dare vita a una Macroregione del Nord che abbia i numeri per negoziare con Roma un nuovo patto fiscale.

È, in estrema sintesi, la richiesta che la Lega Nord avanza ai Consigli regionali di Friuli Venezia Giulia, Veneto, Lombardia e Piemonte con una mozione che verrà presentata domani mattina (martedì) dalla delegazione del Gruppo consiliare regionale del Carroccio presente in piazza Oberdan, composta dal capogruppo Danilo Narduzzi e dai consiglieri Ugo De Mattia, Mara Piccin, Enore Picco e Federico Razzini, in accordo con il segretario nazionale Matteo Piasente.

Narduzzi spiega: “Il paradigma di riferimento è la specialità della nostra regione, e l’obiettivo è dilatare ulteriormente i margini di autonomia: oggi noi tratteniamo circa il 60% delle risorse, l’obiettivo è salire al 75%, e magari oltre.
Noi ci guadagniamo direttamente, e soprattutto potremo finalmente contare sul sostegno convinto delle altre Regioni del Settentrione”.

Roma applica da sempre il principio del divide et impera.
Crea e alimenta contrapposizioni tra Regioni a Statuto speciale e ordinario.
Noi puntiamo a tagliare la testa al toro, costituire un coeso, ampio asse del Nord che strappi a Roma un nuovo patto fiscale.
Roma non trema davanti a un milione e 200.000 friulani e giuliani.
Ma come si comporterà al cospetto di 25-27 milioni di settentrionali?


Con la Macroregione aumenta l’autonomia.
L’auspicio è, ora, che anche la maggioranza regionale e i movimenti autonomisti si uniscano a noi per raggiungere questo grande obiettivo”.

 

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