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Lega Nord: Mazzolini querela DOVATU
26 Settembre 2012 Inchieste
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‘I terroni non li vogliamo’ gli avrebbe fatto perdere le elezioni. Una lite molto temeraria.

 

L’esponente della Lega Nord Tarvisiana ha querelato per diffamazione a mezzo stampa il giornalista professionista Tommaso Botto, ‘colpevole’ di aver denunciato gli epiteti razzisti uditi (e ribaditi) all’interno del ristorante del signor Stefano Mazzolini, il Vecchio Skilift di Tarvisio (Ud).

L’articolo incriminato, dal titolo LEGA NORD: I TERRONI NON LI VOGLIAMO , non è altro che il freddo e stringato resoconto degli insulti, sintomatici di un odio razziale che va estirpato dalla nostra società, sui quali troppo spesso si sorvola (vale per ‘terroni’ al Nord, quanto per ‘polentoni’ al Sud), proferiti da una cameriera a tre clienti che sorseggiavano il caffè.

Nell’articolo scandalo non si citava né il signor Stefano Mazzolini, né il locale/sede politica.
Unico ‘indizio’ una foto esterna del ristorante addobbato elettoralmente con uno striscione di chiaro stampo leghista (niente di male in questo) ma di dubbia liceità ‘urbanistica’ (un pugno allo stomaco in un fondovalle così bello).

Il nome di Stefano Mazzolini è comparso sulla pagina web dopo poche ore, inserito dallo stesso Mazzolini all’interno di un commento in cui minacciava la querela e diffamava il giornalista.

Per questa offensiva dichiarazione il giornalista ha presentato querela nei confronti dell’estensore dell’offesa.
Di pari passo, sta valutando la medesima opzione legale nei confronti dei ‘commentatori’ anonimi (identificati con numeri IP di cellulari, abitazioni, uffici ed uffici pubblici, cinque in tutto) che hanno riversato decine di messaggi (con nomi fasulli, moderati e non pubblicati), contenenti insulti, minacce e congetture allusive e diffamatorie. Per le ‘schifezze’ scritte su Fessbook etc., non si ritiene opportuno agire legalmente in quanto quella estremamente minoritaria ‘falange politica’ (che non è la Lega Nord ma probabilmente ci sta dentro) ha ricevuto già risposta da qualche migliaio di Italiani (e non solo del Sud).

Nella giornata odierna il giornalista si è serenamente sottoposto all’interrogatorio formale presso la Procura della Repubblica di Udine, assistito dal suo avvocato di fiducia, rispondendo a tutte le domande, riconoscendo la paternità dell’articolo, confermandone i contenuti, identificando la persona che ha espresso quelle odiose parole e fornendo nominativi e recapiti dei testimoni.

Nell’udire l’accusa, un dettaglio della denuncia di Mazzolini ha rinfrescato, con una certa allegria, l’afoso pomeriggio di scirocco: sembrerebbe (l’atto ci è stato letto) che Mazzolini imputi a Dovatu.it di avere perso le recenti elezioni amministrative a Tarvisio (per la cronaca, 489 voti alla lista Lega Nord, 18,87%, +1% di voti rispetto alle elezioni precedenti, due consiglieri, confermato il sindaco Renato Carlantoni, PDL, con il 59,53%, un abisso?).
È la stampa, bellezza!, verrebbe da dire… Ma Dovatu.it non ha chiaramente questo potere. O forse si? Boh?!

Chiediamo lumi alla Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia sulla compatibilità tra questa straordinaria personalità e la carica di presidente di Promotur (già Spa pubblica, ora rottamata in agenzia/ente, che gestisce gli impianti di sci della regione).

 

Promozione Turistica: a quei tre turisti, la cameriera ha fornito un’indimenticabile immagine di Tarvisio, non c’è dubbio. Da chiedere i danni…

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Rispondi a Sci e business a Tarvisio: Mazzolini si fa il Moneypark « Dovatu
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