LE ISEE FURBE DEGLI EXTRACOMUNITARI

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PER GLI EXTRA COMUNITARI LE DICHIARAZIONI ISEE DOVRANNO ESSERE CERTIFICATE DAI CONSOLATI DI APPARTENENZA

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“A certificare la “non proprietà” di beni immobili e mobili nello stato di appartenenza non sarà più l’immigrato con una semplice autocertificazione, ma dovrà essere il Consolato. In questo modo saranno disincentivati i cittadini extracomunitari che hanno l’intenzione di acquisire un punteggio migliore attraverso una falsa dichiarazione nella compilazione del modello ISEE con cui dichiarano di non avere alcuna proprietà”.

L’emendamento presentato dai consiglieri regionali di Fratelli d’Italia – Alleanza Nazionale Luca Ciriani e Barbara Zilli della Lega Nord alla legge sull’immigrazione discussa oggi in aula è stato accolto dalla maggioranza e votato all’unanimità.

“Con questa misura i cittadini extracomunitari non potranno essere avvantaggiati attraverso una falsa dichiarazione rispetto ai cittadini italiani nelle misure di sostegno derivanti dall’ISEE. Come sappiamo – precisa Ciriani – le autorità preposte possono facilmente controllare se un cittadino italiano ha dichiarato il falso nel modello ISEE circa la proprietà di beni mobili e immobili e per questi una autocertificazione della situazione patrimoniale continua ad essere concessa. Discorso differente, invece, per i cittadini extracomunitari la cui veridicità della dichiarazione è impossibile da verificare da parte delle autorità italiane, per questo motivo è richiesta la certificazione da parte del Consolato di appartenenza”.

“Le proprietà sia immobiliari e che mobiliari, per quanto riguarda il modello ISEE, contribuiscono alla determinazione del reddito, e la misura vuole impedire false dichiarazioni da chi non è assoggettato ai controlli per ottenere un punteggio maggiore e quindi ottenere le agevolazioni, magari a scapito di chi avrebbe più diritto. Soltanto l’atto del Consolato, quindi, varrà quale certificato della situazione patrimoniale del richiedente extra comunitario”.

“L’emendamento accolto dalla Giunta – conclude Zilli – permette di fare chiarezza rispetto all’accesso alle prestazioni sociali riportando nell’alveo della legalità situazioni di appropriazione certamente indebita di contribuzioni o posizioni in graduatoria più favorevoli ingiustificate proprio per l’impossibilità di controllare la situazione economica dei beneficiari immigrati. E’ un importante contributo sul piano operativo. Ed è altrettanto importante sottolineare che si tratta di un provvedimento che porta la firma dell’opposizione e che la maggioranza non ha potuto far altro che accogliere”.

Redazione

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