LA STERILE POLITICA DI SERRACCHIANI&CO: NULLA PER INVERTIRE IL CROLLO DEMOGRAFICO

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In Friuli Venezia Giulia han tolto i bonus-bebè e le agevolazioni per le famiglie numerose. Le donne lavoratrici autonome non hanno assolutamente incentivi, gli asili nido costano cari e non c’è posto nelle scuole dell’infanzia…

bebè

Rischiamo l’estinzione. Le culle del Friuli Venezia Giulia sono sempre più desolatamente vuote. Solo gli immigrati fanno figli. E la Regione cosa fa? Snocciola una lista di numeri gelidi che certificano il crollo delle nascite. Ma si lava le mani con un atteggiamento di rassegnato fatalismo. Come donna e come mamma, prima che come politica, trovo disgustoso questo approccio”.

Così Barbara Zilli, consigliere regionale della Lega Nord, esprime “delusione profondissima per la risposta data in Aula dall’assessore Telesca alla mia interrogazione a risposta immediata.

“Una componente della Giunta, a maggior ragione se donna, non può limitarsi a leggere, con ostentato distacco, i numeri: a livello nazionale, in cinque anni, i nuovi nati sono calati di 64mila unità. In regione, storicamente fanalino di coda o quasi in
Europa sulla natalità, il trend è in calo irreversibile: da 9mila 579 del 2012 a 9mila 408 del 2013. Ma i numeri non dicono tutto: gli immigrati, che fanno figli con ritmi impensabili per noi, stanno riempendo il buco lasciato da friulani e giuliani“.

Ancora Zilli: “In alcune scuole, già oggi, il 40% degli iscritti è straniero. Possiamo chiedere alla Regione un report dettagliato
di quanti figli sono nati da famiglie autoctone negli ultimi anni? È troppo cercare di guardare in faccia alla realtà?
“Trovo offensivo e rivoltante”, continua la consigliera, “che qualcuno insinui che il problema è la fertilità delle nostre
donne. La verità è che, senza lavoro, senza tutele, senza bonus bebè o altri strumenti di sostegno per le giovani coppie, crescere un figlio è un impegno gravoso. Ma la politica deve fare una scelta di campo, e mettere risorse vere, e non parlo solo di soldi, sul capitolo natalità e crescita: se non invertiamo il trend, il Friuli Venezia Giulia diverrà, presto, una colonia per persone provenienti da altre latitudini“.

Redazione

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