La Regione FVG ricicla pensionati che il Governo rottama

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“Il conclamato addio alle poltrone d’oro ai pensionati è in realtà un più banale arrivederci?”
La domanda è contenuta nell’interrogazione presentata dal capogruppo di Forza Italia in Consiglio regionale del Friuli Venezia Giulia, Riccardo Riccardi, alla Giunta Serracchiani.

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Riccardi chiede, infatti, se la presidente e l’assessore competente ritengano che nelle recenti nomine del Consiglio di Amministrazione di Elettra-Sincrotrone Trieste siano davvero stati rispettati la lettera e lo spirito della normativa recentemente approvata dal Governo Renzi, che vieta di conferire ai pensionati cariche in organi di governo delle pubbliche amministrazioni o degli enti e società da esse controllati.
E ciò in riferimento alla designazione, da parte della Amministrazione regionale, di Mirano Sancin (classe 1945) quale consigliere di amministrazione della società consortile che gestisce il laboratorio Elettra.

Si tratta, a nostro avviso – precisa Riccardi – di una palese elusione della normativa che Renzi ha sbandierato ai quattro venti con tanto di slogan “Addio alle poltrone ai pensionati”, perché se è vero che la Regione non ha la maggioranza assoluta delle quote di Elettra-Sincrotrone, è altrettanto vero che ne possiede direttamente quasi il 40% e, al tempo stesso, è uno dei maggiori finanziatori del socio di maggioranza, cioè l’Area di Ricerca, che quindi non può certo essere considerata indipendente dalla Regione.

Non occorre scomodare l’articolo 2.359 del Codice Civile, che definisce il concetto di “controllante societario”, per capire che Elettra-Sincrotrone – ribadisce l’esponente forzista – è a tutti gli effetti una società controllata dalla Regione e quindi rientra nel divieto di nomina di amministratori pensionati.
Elettra, sulla base dei suoi successi internazionali, è riuscita finora ad attirare una grande quantità di risorse, con contributi e sponsorizzazioni dai maggiori Paesi europei e da progetti competitivi, chiudendo i propri bilanci in attivo. Quindi è un gioiello scientifico/tecnologico che va assolutamente utilizzato secondo criteri di competitività ed eccellenza scientifica.

Ma evidentemente Serracchiani e assessore – conclude Riccardi – la pensano diversamente. Con una battuta, si potrebbe dire che la Regione ricicla ciò che Renzi rottama, e che il nuovo che avanza non sembra poi così nuovo.

Redazione

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