LA REGIONE FVG NON INTENDE INCENTIVARE IL PARTO DOMICILIARE

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L’assessore regionale Telesca risponde ad una interpellanza di Ziberna

parto in casa

 

“Sostenere, anche economicamente, la donna che decide di partorire a domicilio, purché siano naturalmente garantite condizioni igienico-sanitarie di assoluta sicurezza per la madre ed il nascituro”. A chiederlo era stato il Vicepresidente del gruppo di Forza Italia in Consiglio Regionale Rodolfo Ziberna in un’interpellanza presentata alla presidente della Regione ed all’assessore regionale alla Salute.

“Il Sistema Sanitario Nazionale – rileva Ziberna – garantisce ad ogni donna in stato di gravidanza diritto a prestazioni sanitarie gratuite e prestazioni specialistiche in esenzione. Garanzia che non viene, però, estesa alle donne che partoriscono a domicilio che si trovano costrette a pagare di tasca propria un’ostetrica libera professionista, non potendo usufruire dell’assistenza sanitaria gratuita, come se si recasse in ospedale”.

“A ben guardare, questo è controsenso, visto che l’assistenza domiciliare a parti fisiologici non presenta rischi aggiuntivi rispetto all’assistenza negli ospedali e, inoltre, solleva le Aziende Sanitarie da gran parte delle spese, in particolare da quelle relative alla degenza che, da sole, si aggirano in media sui 600 Euro al giorno. Un parto fisiologico senza complicazioni ha un costo non superiore ai 1.500 Euro, a fronte dei 2.500-3.000 Euro di costo del parto operativo, ai quali si aggiungono appunto i costi di degenza”.

“Alcune Regioni, tenendo conto di questo paradosso – prosegue l’esponente del Pdl – hanno ben pensato di prevedere un piano di assistenza domiciliare a carico delle Aziende Sanitarie, o comunque il rimborso delle spese per l’assistenza ostetrica domiciliare quando effettuata da libere professioniste. Si tratta di Piemonte, Marche, Emilia Romagna, Lazio e della Provincia Autonoma di Trento. Il primo servizio pubblico di assistenza al parto domiciliare sorto in Italia è stato il Servizio Parto a domicilio dell’Ospedale S. Anna di Torino, istituito sulla base di una normativa della Regione Piemonte”.

“Ecco la ragione per cui – assicura Ziberna – condivido la proposta di Botteghi e De Zovo del Movimento 5 Stelle, di ampliare il percorso nascite con il parto domiciliare. Sarebbe opportuno che anche il FVG si adeguasse a quanto già disposto da altre Regioni – conclude Ziberna – in un’ottica di libertà di scelta del luogo più idoneo per accogliere il nascituro: a domicilio, in casa di maternità o in ospedale, in risposta al bisogno primario di intimità, individualità e condivisione familiare, naturalmente con adeguati livelli di sicurezza”.

“L’assessore alla salute Maria Sandra Telesca ha risposto alla mia interpellanza – rende noto Ziberna – ha rivelato che nella nostra regione sono circa 25 i parti che annualmente hanno luogo non in struttura pubblica.”

“Nel caso si verifichino eventi avversi – asserisce l’assessore regionale – solo la pronta attivazione di idonee misure da parte di un’equipe specialistica può essere in grado di scongiurare esiti sfavorevoli, infatti danni cerebrali permanenti possono verificarsi nel neonato in caso di ipossia/ischemia acuta e grave della durata di 5 minuti, tempo insufficiente per organizzare un trasporto di emergenza.”

“La Regione – ha assicurato altresì l’assessore Telesca a Ziberna – è impegnata in iniziative in un’ottica di demedicalizzazione e dell’umanizzazione dell’evento nascita, in particolare privilegiando la centralità dell’ostetrica ed il percorso territoriale della gravidanza a basso rischio. Allo stato attuale non sussistono tutte le condizioni per incentivare il parto a domicilio in sicurezza. La scelta della donna di partorire in un ambiente che garantisca intimità, individualità e condivisione familiare potrebbe trovare una risposta nella prospettiva di un’eventuale attivazione di strutture quali le “case di maternità” in un contesto che possa ricondurre al parto a domicilio garantendo però qualità e sicurezza.”

“ A questo proposito – conclude Ziberna – mi auguro che a Gorizia, coerentemente con le assicurazioni fornite precedentemente dalla Regione, si garantisca la sussistenza di tutti i requisiti per l’attivazione della Casa del parto che dovrà nascere a Gorizia anche nell’ambito del GECT.”

 

LEGGI LA RISPOSTA INTEGRALE:

<<Risp Interpell parto domiciliare 6_05_14>>

Redazione

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