Regione FVG e rischio bail in (garanzia interna)

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La Giunta regionale si è cautelata dal rischio “bail in” determinato da criticità degli istituti di credito presso i quali sono depositate le sue finanze? Ha promosso azioni di cautela e prevenzione presso gli enti locali della regione?

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“Dal 1° gennaio scorso, come noto, si applica il famigerato bail-in nei rapporti tra banche e risparmiatori, cioè non interverrà più lo Stato a pagare i debiti e gli errori delle banche (bail out) ma saranno i clienti stessi (bail in).
La Regione, che detiene ingenti risorse presso banche regionali ed altrettanto i comuni come si cautelano da questi rischi, capaci di mettere a repentaglio capacità amministrativa degli enti?”. E’ questo sostanzialmente ciò che Rodolfo Ziberna, vicecapogruppo di Forza Italia in consiglio regionale, ha chiesto con una interrogazione alla presidente Debora Serracchiani ed all’assessore competente.

“Come noto a partire dal 1° gennaio 2016 – precisa Rodolfo Ziberna – l’eventuale crisi di una banca viene risolta con il nuovo meccanismo detto “bail-in”: il salvataggio dell’istituto di credito, cioè, non avviene più con soldi pubblici dello Stato e/o delle banche centrali, come è stato sino a oggi, bensì attraverso la riduzione del valore delle azioni e di alcuni crediti (come quelli dei correntisti che abbiano depositato più di 100mila euro) o la loro conversione in azioni, per assorbire le perdite e ricapitalizzare la banca in misura sufficiente a risolvere la crisi e a mantenere la fiducia del mercato.
Si è parlato di ‘prelievo forzoso’, e certo il recente caso delle quattro banche salvate per decreto, anche se ancora al di fuori delle procedure legate al bail-in, ha suscitato non poche polemiche, e fatto intuire che il rischio aumenta all’aumentare dei problemi finanziari dei vari istituti di credito.”

“Non tutti i risparmiatori avranno tempo e competenze per leggere i bilanci della propria banca – aggiunge il consigliere regionale azzurro – e per rilevare lo ‘stato di salute’ di un istituto bancario e le criticità, che potranno emergere in qualsiasi momento, se non tempestivamente rilevate faranno sì che siano chiamati a pagare il conto di errori di gestione ed eventuali illeciti del management innanzitutto gli azionisti, in subordine gli obbligazionisti e, se non bastassero i loro sacrifici, anche i correntisti (ma, come noto, solo coloro che hanno più di 100mila euro depositati).”

“Considerato che l’Amministrazione regionale ha depositati ovviamente importi superiori ai 100mila euro ed analogamente una parte significativa dei comuni del Friuli Venezia Giulia, non posso non essere preoccupato per ciò che accadrebbe ai comuni e conseguentemente ai cittadini a causa del venir meno di importanti risorse che provocherebbero l’impossibilità di operare interventi, assicurare servizi, sino a pagare gli stipendi dei dipendenti. Temo che questa giunta regionale, nota per il suo disfattismo ed incapacità di governo, non abbia pensato a queste conseguenze, ed è per questa ragione che ho rivolto una interrogazione alla presidente Serracchiani – comunica Rodolfo Ziberna – per conoscere se e quali precauzioni abbia adottato la regione e come sia intervenuta per tutelare i comuni, soprattutto quelli più piccoli.”

Redazione

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