La politica energetica di Serracchiani è un disastro

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Elettrodotto Udine Ovest Redipuglia, Sergo (M5S): “Adesso è ufficiale. Terna si rassegni: abbiamo sempre avuto ragione noi!”

elettricità

“Anche l’Unione Europea si è espressa, così come sosteniamo da tempo e abbiamo sottolineato anche in occasione della visita del Premier Renzi: l’elettrodotto Udine Ovest – Redipuglia non è prioritario.

L’elenco dei progetti di interesse comune presentato nel 2013, per quanto riguarda il Corridoio prioritario “Interconnessioni di elettricità nord-sud nell’Europa centro-orientale e sud-orientale”, il cluster 3.20 prevedeva sia l’Interconnessione fra Udine Ovest e Okroglo sia la linea interna fra Udine Ovest e Redipuglia.

Nel nuovo elenco presentato il 18 novembre l’Unione Europea ha sensibilmente ridotto il numero dei Pic da 289 a 195. Infatti, il nuovo documento per quanto riguarda il cluster 2.0 riporta la frase “no longer considered a PIC”, ovvero, “non è più considerato come prioritario”.

Ebbene, in questa vicenda siamo stati attaccati, insultati, irrisi da Terna e dai suoi sostenitori, anche dopo aver, invano, avvertito il presidente del Consiglio Renzi del fatto che un mese fa si sarebbe recato a inaugurare un impianto siderurgico che per anni era stato ritenuto sostenibile solo con la realizzazione dell’elettrodotto Udine-Redipuglia, ma che invece è stato inaugurato lo stesso nonostante l’opera non fosse stata completata.

Ora che l’iter, grazie al decreto del Mise, dovrà ripartire da zero, per Terna ci sarà un ulteriore ostacolo da superare: non solo l’inequivocabile sentenza del Consiglio di Stato ma anche questa decisione della Commissione europea.

Il tutto era stato anticipato anche da noi in commissione una settimana fa quando abbiamo analizzato il “pacchetto energia europeo” e abbiamo chiesto di sottolineare con forza il fatto che l’Europa “prevede diversi PIC italiani nel settore dell’energia elettrica, soprattutto interconnettori tra Italia da una parte e Francia, Svizzera e Austria dall’altra e i necessari rafforzamenti interni, permetterebbero, una volta completati, di incrementare la capacità di interconnessione elettrica del paese, portandola a circa il 12% entro il 2020”. Proprio perché nel documento non c’è traccia delle interconnessioni con la Slovenia, abbiamo chiesto che nella risoluzione del Consiglio venisse sottolineato proprio questo aspetto.

Dopo l’estate torrida con i record di richiesta di energia elettrica e dopo l’inaugurazione del nuovo impianto di Cargnacco, che hanno dimostrato come la nostra rete elettrica è in grado di supportare l’attuale richiesta energetica – richiesta che secondo la previsione dell’amministrazione regionale dovrà anche ridursi con il tempo e con gli interventi di efficientamento energetico – adesso attendiamo cosa Terna e Regione si inventeranno per dichiarare l’opera strategica invece di puntare con decisione verso la realizzazione delle “smart grid” così come sostenuto dal Consiglio regionale con la risoluzione di maggio”.

 


ELETTRODOTTI: L’UNIONE EUROPEA FA SCELTE STRATEGICHE OPPOSTE ALLA REGIONE! MA LA REGIONE FVG DOVE ERA?

Elettrodotti, l’Unione Europea fa scelte strategiche opposte alla Regione! Ma la Regione FVG dove era e cosa faceva? Alla luce di quanto successo è più che opportuno che la presidente FVG e all’assessore competente vengano in Consiglio Regionale a riferire come mai la Regione ha detto NO all’interconnettore di linea elettrica con l’Austria Somplago-Wurmlach che invece è stata accolta dall’UE quale progetto prioritario tra Italia e Paesi confinanti (In Italia dei 31 progetti presentati sono stati accolti solo 16 tra cui questo il collegamento Lienz-Veneto) e che disporrà dei finanziamenti comunitari? come mai la Regione ha detto SI alle due linee elettriche Udine Ovest – Okroglo e soprattutto Udine Ovest – Redipuglia che invece sono state bocciate dall’UE e che quindi il Friuli Venezia Giulia sarà costretto ad autofinanziarsi?”.

Lo sconcertate comportamento dell’Esecutivo regionale è oggetto di richieste di chiarimento da parte del presidente di Area Popolare/NCD Alessandro Colautti che ha depositato una interrogazione sottoscritta anche dal vice presidente di Autonomia Responsabile, Roberto Revelant.

“Rilevato che le scelte strategiche della UE vanno quindi da un’altra parte rispetto alle indicazioni del Piano Energia della nostra Regione dato che il progetto di collegamento con l’Austria, tra cui il Wurmlach-Somplago non e più previsto nella pianificazione della nostra Regione che lo aveva depennato. Considerato, invece, che rimane fuori dall’elenco dei progetti finanziabili dall’Unione Europea il collegamento Udine ovest-Okroglo, ma soprattutto l’Udine ovest-Redipuglia, la cui realizzazione (benché oggi ancora ferma, sia pure con la costruzione dei tralicci ben oltre il 60 per cento) è auspicata dalla Regione e dalle imprese, si evidenzia in tutto ciò una grave mancanza di collegamento tra pianificazione regionale ed ufficio regionale a Bruxelles come altrettanto risulta evidente nei conseguenti rapporti con le istituzioni europee competenti oltre che un cortocircuito dei rapporti della Regione con i nostri parlamentari europei, che sa di beffa”.

“La Presidente FVG e l’assessore competente – continua Colautti – alla luce di un tanto spieghino anche se e quali rapporti la Regione FVG intrattiene con i nostri parlamentari europei e se non intenda, visto che tali fatti ne dimostrano chiaramente la necessità, di rafforzare seriamente l’ufficio regionale di Bruxelles per farne un vero presidio operativo e non solo un’ambasciata del Friuli Venezia Giulia”. 

 

Mozione sui cambiamenti climatici, Dal Zovo (M5S): «Dobbiamo abbandonare urgentemente le fonti fossili e favorire le politiche ecosostenibili»

Il gruppo del MoVimento 5 Stelle in Consiglio regionale questa mattina ha votato a favore alla mozione sulla necessità di predisporre misure adeguate a fronteggiare i fenomeni naturali di cambiamento climatico.

Ecco l’intervento della portavoce M5S Ilaria Dal Zovo:

Le stime parlano di un futuro fosco con un Pianeta sempre più caldo e più arido, un aumento degli eventi climatici estremi, delle alluvioni e delle siccità, con meno acqua e meno suolo fertile, con tutto quello che ne consegue.

Non ci aspetta quindi un futuro roseo se non saremo in grado di invertire la rotta.

Bisogna avere coraggio e fare delle scelte politiche completamente diverse da quelle fatte finora, basate su azioni concrete che portino a una riduzione di CO2 il più presto possibile. Siamo in tremendo ritardo con gli obiettivi che ci eravamo prefissati con la strategia 20 20 20. Avremmo dovuto ridurre del 20% entro il 2020 le emissioni, ma abbiamo abbondantemente fallito. Se non ci si accorda, infatti, su una cospicua riduzione, e continua il trend attuale, per il 2050 la temperatura media del pianeta sarà aumentata di 5 gradi. Niente che la Terra non possa sopportare, ma per la stragrande maggioranza degli esseri umani non ci saranno più le condizioni per la sopravvivenza.

Dall’inizio della legislatura, come MoVimento 5 Stelle abbiamo sempre avanzato delle proposte finalizzate a favorire le politiche ecosostenibili.

Dobbiamo abbandonare urgentemente le fonti fossili come il carbone, il petrolio e il gas perché – particolare troppo spesso dimenticato – anche il gas è una fonte fossile. È assurdo e grave che l’Europa continui a investire risorse imponenti nella realizzazione di rigassificatori, oleodotti e gasdotti.

È fondamentale puntare invece sulle fonti rinnovabili, sull’efficientamento energetico, sulla realizzazione di “smart grid”, sul rispetto della biodiversità, sulla tutela della fertilità dei suoli, abbandonando l’utilizzo di sostanze inquinanti in agricoltura e promuovendo filiere agroalimentari corte.

In quest’ottica bisogna includere anche il settore dei trasporti. La politica deve spingere con forza all’utilizzo di trasporti ecosostenibili.

Ci auguriamo pertanto che la conferenza di Parigi si dimostri in grado di trovare una soluzione per salvare il Pianeta, contrastando con coraggio le potenti lobby del petrolio e dell’energia”. 

 

Redazione

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