La legge di Cirinnà: unioni gay, con figli come cani e gatti

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Non solo coniuge ma “altra parte dell’unione civile tra persone dello stesso sesso” e “conviventi di fatto”.

monica cirinnà
Sono le nuove dizioni previste dalla fantomatica legge Cirinnà, il disegno di legge N. 2081 “Regolamentazione delle unioni civili tra persone dello stesso sesso e disciplina delle convivenze”.
Partiamo dai conviventi con una considerazione elementare: ma se lo sono di fatto, conviventi more uxorio, perché dovrebbero stipulare un contratto, addirittura davanti al notaio? Boh? C’è un istituto millenario, de jure (l’opposto appunto di de facto), che regola i rapporti affettivi dai quali derivano obblighi anche patrimoniali: si chiama matrimonio.
Un doppione squallidino ideato forse per offrire una soluzione ad una coppia pigra, all’interno della quale non c’è fiducia reciproca o che non vuole fare una bella festa nuziale o che così si sente più alla moda?

Veniamo all’ “altra parte dell’unione civile tra persone dello stesso sesso”: si spendono, da anni, decine di miliardi di bit a scrivere “matrimonio gay” e “coniuge gay”, tutti sanno di cosa si tratta, chi accetta, chi ammira, chi disprezza, chi detesta.. e poi si affossa tutto l’orgoglio (il fantomatico pride dell’outing dell’esigua minoranza omosessuale) dietro a una formula così dannatamente impacciata?

Copertura finanziaria: 3,7 milioni di euro per l’anno 2016, 6,7 milioni di euro per l’anno 2017, 8 milioni di euro per l’anno 2018, 9,8 milioni di euro per l’anno 2019, 11,7 milioni di euro per l’anno 2020, 13,7 milioni di euro per l’anno 2021, 15,8 milioni di euro per l’anno 2022, 17,9 milioni di euro per l’anno 2023, 20,3 milioni di euro per l’anno 2024 e 22,7 milioni di euro annui a decorrere dall’anno 2025.
Ossia 103 milioni di euro da qui ai prossimi dieci anni, prelevati dai fondi del fondo della cassa dello Stato: “mediante corrispondente riduzione delle proiezioni, per l’anno 2017, dello stanziamento del fondo speciale di parte corrente iscritto, ai fini del bilancio triennale 2015-2017, nell’ambito del programma «Fondi di riserva e speciali» della missione «Fondi da ripartire» dello stato di previsione del Ministero dell’economia e delle finanze per l’anno 2015, allo scopo parzialmente utilizzando l’accantonamento relativo al medesimo Ministero”.
Lo Stato, verità che nessuno mai ti dice, non ha il becco d’un quattrino -e spende e spande soldi che non ha-…

E’ infine curioso questo progressivo incremento, di anno in anno, della dote (lapsus: ci sarà anche per le convivenze?) finanziaria: diverremo tutti sempre più gay?
Sembra proprio una leggetta raffazzonata, breve breve, scontata e fatta per accontentare chi si vuole accontentare, senza star troppo a calcolare conseguenze ed effettive applicazioni.

Chi ha redatto ‘sto disegno di legge?
Tal Monica Cirinnà, Senatrice del Partito Democratico: 52 anni di cui venti passati come consigliere comunale della città di Roma.

Un curriculum animalista quello di Cirinnà: “Ho infatti fondato l’ARCA (Associazione Romana Cura Animali) con l’obiettivo di prendersi cura delle colonie feline e dei gatti e di assistere i loro amici umani, a Roma detti ‘gattari’”; “Consigliera Delegata alle Politiche per i Diritti degli Animali”; “siamo riusciti a trasformare il vecchio Zoo di Villa Borghese nel Bioparco”; “creato il nuovo canile comunale di Muratella ed è stato trasformato in oasi felina il vecchio canile di Porta Portese”; “il Regolamento capitolino per la tutela degli animali”; “prendermi cura della mia città e di tutti i suoi cittadini, umani e non umani”; “legittimare le scelte alimentari vegetariane e vegane”etc.

Ma come considera i figli, la filiazione, questo disegno di legge?
Basta leggere il curriculum di Cirinnà: “Non ho figli miei ma ne ho acquisiti 4, quelli di mio marito, più i rispettivi nipoti. Con Esterino ci siamo conosciuti nel lontano 1993, durante l’amministrazione Rutelli nella quale eravamo entrambi eletti in Campidoglio, ci siamo poi sposati il 10 giugno del 2011. Abbiamo anche tanti figli non umani , quattro cani , Arno Luna e Orso maremmani enormi, e Libera, una piccola Beagle che ho salvato dalla morte per sperimentazione nel terribile canile Green Hill , a quattro gatti tutti salvati dalla strada , Red Tiger Mizzi e Rosita. Due meravigliose cavalle è una famigliola di asini amiatini”.

Tommaso Botto

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