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La casta predatrice parla ancora di politica credibile: PD snobba i tagli di stipendio di M5S
25 Luglio 2014 Comunicati
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Dopo quattro mesi e mezzo di battaglie da parte del MoVimento 5 Stelle contro gli aumenti delle “indennità di funzione” degli amministratori pubblici già in pensione, la casta dei partiti in Consiglio regionale ha ceduto e nottetempo ha presentato un “sub emendamento” per cancellare questo spreco assurdo. «È una grande vittoria – commenta la capogruppo M5S Eleonora Frattolin -. I nostri “colleghi” – carini – hanno anche voluto farci una sorpresa, tenendoci all’oscuro fino all’ultimo momento. Una volta tanto una sorpresa a lieto fine».

casta predatrice

«Nonostante il gruppo consiliare del MoVimento 5 Stelle avesse sollevato la questione a partire dal marzo scorso con diverse interrogazioni e comunicati stampa in merito, arrivando addirittura a interrogare ogni singolo comune e provincia del Friuli Venezia Giulia per raccogliere tutti i dati necessari ad avere un quadro completo della situazione – ricorda la portavoce M5S -, la giunta Serracchiani e la maggioranza di centro sinistra finora avevano fatto orecchie da mercante anche per non scontentare gli amministratori “amici”».

«Secondo i nostri calcoli – che, vista la mancata risposta di diversi enti locali, non possono essere che per difetto – da quando si è insediata la nuova giunta regionale le casse pubbliche hanno perso almeno 500 mila euro in una Regione come il Friuli Venezia Giulia dove gli enti locali sono rappresentati da 218 comuni e 4 province – spiega la consigliera regionale -. Inoltre su questo argomento pochi giorni si era espressa con un parere anche la Corte dei Conti. Interpellata da uno dei comuni in dubbio sull’applicazione della delibera, la Corte aveva, infatti, stabilito che, non essendo citato in maniera esplicita il caso di amministratori in quiescenza, la disciplina regionale andasse considerata in base agli orientamenti restrittivi sulle maggiorazioni delle indennità di funzione, in quanto espressi in sede di fissazione dei limiti dovuti al coordinamento della finanza pubblica».

«Visto che il consigliere Ciriani, con tutte queste “poste puntuali” da votare, si era scordato di coinvolgerci, abbiamo chiesto di aggiungere anche le nostre firme a questo provvedimento che, magicamente, ha raccolto una adesione trasversale. Non potevamo, infatti, che apprezzare questa iniziativa – conclude Frattolin – che segna la fine di una vicenda che per troppo tempo è sembrata interessare solo il MoVimento 5 Stelle».

 

Disponibili anche a parlare di ulteriori tagli ma rivendicando di essere la Regione più virtuosa d’Italia e senza seguire onde demagogiche che rischiano solo di indebolire il Consiglio Regionale del FVG. A delineare un confine sul tema dialogo è il capogruppo del Pd in Consiglio regionale, Cristiano Shaurli.

“Non si può continuare a discutere di queste cose sull’onda della demagogia. I cittadini chiedono prima di tutto capacità, onestà e competenza e dico che magari ci fossero più amministratori e politici che fanno bene il loro mestiere. Diventa sempre più rilevante maturare le competenze necessarie per svolgere al meglio un incarico importante come il consigliere regionale. Un po’ di umiltà cimentandosi magari prima nei consigli comunali eviterebbe di essere stipendiati per imparare e regalerebbe un po’ di senso critico verso spot e guru mediatici“.

Accanto all’intervento di Shaurli c’è anche l’ammonimento di Vincenzo Martines che rivolgendosi ai consiglieri del M5S ha
parlato di “sfregio al nostro lavoro. Versare soldi all’interno di un piccolo catino che dovrebbe confluire nelle Pmi e nelle
imprese artigiane è una cosa a dir poco minimale rispetto al lavoro che stiamo portando avanti ed è bene che i Grillini lo
capiscano e rispettino quanto di buono viene fatto in Consiglio”.

Entrambi, infine hanno ricordato al M5S che “invece che indebolire il Consiglio regionale per la propria visibilità di partito andrebbe rivendicato ciò che ci pone ai primi posti in Italia e ci permette di chiedere uguale coraggio al Parlamento nazionale alle altre Regioni e percorsi nazionali che partono intanto da quanto da noi già fatto”.

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