La cancellazione del bonus bebè non ha spiegazioni: un politico ci prova…

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AI NEONATI DEL 2014 NIENTE SOLDI MA PAROLE: FINANZIARE I ‘SERVIZI’ A “LIVELLO D’AMBITO DISTRETTUALE” ANZICHE’ LE FAMIGLIE PER “EVITARE UNA DOPPIA PROGRAMMAZIONE E SOVRAPPOSIZIONI”.

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Sulla questione bonus bebè interviene Pietro Paviotti, capogruppo dei Cittadini in Consiglio regionale del Friuli Venezia Giulia.

“Quella stabilita dalla scorsa Finanziaria – sottolinea Paviotti – è stata una precisa scelta politica della maggioranza di centrosinistra, che ha preferito finanziare i servizi piuttosto che continuare a erogare singoli contribuiti in denaro. I problemi legati alla genitorialità vanno risolti cercando di creare le condizioni migliori affinché le esigenze delle famiglie e del mondo del lavoro possano trovare adeguate risposte. In questo senso, un potenziamento dei servizi dedicati deve passare attraverso una sempre più auspicabile maggiore disponibilità di fondi, ma soprattutto deve essere gestito a livello di ambito distrettuale“.

“Più fondi ai Comuni – aggiunge – significa dunque una migliore programmazione su scala territoriale di servizi di qualità rispondenti alle reali esigenze delle varie comunità. Una doppia programmazione invece, con una Regione che finanzia direttamente i cittadini e poi con i Comuni che a loro volta erogano servizi simili, non aveva più senso di esistere ed è stata giustamente sostituita”.

“Tendiamo a evitare sovrapposizioni: la Regione finanzia i Comuni che a loro volta, con la programmazione dei piani di zona, decidono come impiegare le risorse sul territorio. Si tratta di un meccanismo che funziona meglio e che tende a eliminare una pletora di provvedimenti burocratici”.

“Uno dei servizi che noi Cittadini riteniamo fondamentale per un concreto aiuto alle famiglie – conclude Paviotti – è quello degli asili nido. Il nostro impegno a cercare di aumentare i fondi disponibili è finalizzato ad abbattere le rette che ancora oggi, in alcuni casi, risultano onerose e limitano l’accesso al servizio. Gli asili nido consentono ai genitori di continuare la propria attività lavorativa, ma allo stesso tempo garantiscono ai loro figli l’accesso a un servizio che rappresenta prima di tutto un progetto educativo di sviluppo e di crescita”.

Redazione

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