ITALIA 2017: LA PAGELLA TORNA CARTACEA #agendadigitale

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Eh già… che posto strano l’Italia!
Anziché andare avanti, torna indietro: quest’anno la pagella scolastica tornerà ad essere distribuita in formato cartaceo, anziché via internet.

pagella cartacea italia

Scuola 2.0” è lo slogan che da un quinquennio o più i vari governi italiani strombazzano dichiarando definitivamente vinta la guerra del digitale sul cartaceo, almeno nel variegato mondo dell’istruzione.
È dai tempi del ministro Brunetta (2008?) che il proclama “no paper” ci ronza nelle orecchie ma nella pratica resta un kantiano noumeno, assai distante dal fenomeno “carta”, immanente e, nei fatti, vincente.

Ci arrabattiamo da anni ad assecondare i continui iper-propagandistici adattamenti ai tempi della Pubblica Amministrazione: paradossali percorsi informatici, lungaggini infinite per ottenere uno user-ID, diuturni processi per ottenere semplici password, credenziali che scompaiono, che vengono cancellate ogni sei mesi anche se le usi una o due volte in tutta la tua vita, credenziali che vengono respinte perché, con tutta probabilità, la ditta informatica che ha vinto l’appalto è un’altra rispetto alla precedente e rifare tutto d’accapo rende sicuramente di più, fa girare l’economia, al pari delle ‘sfere’ di milioni di utenti.

La scuola italiana pareva comunque avercela fatta: con accanimento terapeutico vero e proprio certe attività erano state finalmente digitalizzate. Da due anni a questa parte, ad esempio, le iscrizioni alle scuole dell’obbligo vengono effettuate on-line (con i continui tribali concerti ripetitivi di codici fiscali, “nato a”, “residente a”, etc.).
Per le scuole dell’infanzia (che tutti continuano irrimediabilmente a chiamare ‘asili’) invece no: tocca ancora compilare un modulo e consegnarlo a mano: boh?

Ma la pagella elettronica, primo timido accenno di quel famigerato “registro elettronico” che il ministro Passera annunciava come inevitabile dall’anno scolastico 2014-15 (che ottimista!) è finalmente realtà da almeno tre anni.
È? O meglio: era!

Come mai?

AVVISO PAGELLA DI CARTA

Perché i siti web delle scuole hanno da essere tutti ristrutturati, ricostruiti, convertiti, “ALLINEATI”: la legge infatti prevede che pur essendo essi funzionanti, aggiornati, utili, utilizzati etc., vanno demoliti e ricostruiti secondo la burocratica regola che la URL (l’indirizzo web) deve terminare con i suffissi “.GOV.IT”.

In qualche Regione si applica naturalmente questa ultima cavillosa legge, tornando indietro; in altre dove la digitalizzazione non era ancora arrivata, nulla cambierà…

W L’ITALIA