#IODICONO : le ragioni del NO al referendum costituzionale (M5S)

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Le ragioni del NO al referendum costituzionale

#IODICONO_referendum_M5S

E’ vero che il Senato viene abolito?

NO. Verranno nominati nuovi senatori, scelti tra i sindaci e consiglieri regionali, oltre a quelli nominati dal Capo dello Stato. Continueremo a pagare la gran parte dei costi del Senato, la gestione degli immobili e dell’intera struttura, i servizi, il personale e cosi via.

Garantisce la sovranità popolare?

NO. Insieme alla nuova legge elettorale (Italicum), già approvata, espropria la sovranità al popolo e la consegna a una minoranza parlamentare che, solo grazie al premio di maggioranza (incostituzionale) si impossessa di tutti i poteri.

È una riforma legittima? 

NO, perché è stata prodotta da un parlamento eletto con una legge elettorale incostituzionale.

Le leggi si faranno più velocemente?

NO. Si aggiungono più di 10 nuovi percorsi di approvazione di una legge e circa 22 categorie di norme restano bicamerali, dunque di competenza sia della Camera che del Senato.

Amplia la partecipazione diretta da parte dei cittadini?

NO, triplica da 50.000 a 150.000 le firme per i disegni di legge di iniziativa popolare. E’ vero che è stato abbassato il quorum che rende valido un referendum, ma questo abbassamento del quorum (equivalente alla maggioranza dei votanti nelle ultime elezioni politiche) vale solo per un quesito che sia sostenuto da ben 800.000 firme.

E’ vero che si supera il bicameralismo perfetto?

NO. Il Senato avrà sempre la possibilità di proporre modifiche alle leggi che la Camera sarà costretta a respingere con un voto a maggioranza. Su una serie di temi, come la riforma della Costituzione e le autonomie locali, il Senato manterrà una competenza identica a quella di oggi, per cui andrà ancora adottata la procedura bicamerale.

È una riforma innovativa?

NO, conserva e rafforza il potere centrale a danno delle autonomie, private di mezzi finanziari.

Diminuisce i costi della politica?

NO. La Boschi ha parlato di 490 milioni di euro di risparmio all’anno, Renzi di un miliardo. La ragioneria generale dello Stato ci dà la cifra ufficiale: circa 57 milioni di euro. E’ un risparmio irrisorio rispetto al bilancio dello Stato. Per capirci: non avendo accorpato il referendum sulle trivelle col voto per le amministrative, il Governo Renzi ha buttato via 300 milioni di euro.

Garantisce l’equilibrio tra i poteri costituzionali?

NO, perché mette gli organi di garanzia (Presidente della Repubblica e Corte Costituzionale) in mano alla falsa maggioranza prodotta dal premio.

La riforma Renzi/Boschi stravolge radicalmente l’impianto della Costituzione del 1948 – basata sui fondamentali principi della partecipazione democratica, della rappresentanza politica e dell’equilibrio tra i poteri – concentra il potere dell’esecutivo, riduce la partecipazione democratica e incide sulla sovranità popolare, sulla rappresentanza, sul diritto al voto.

Partendo da questa convinzione il MoVimento 5 Stelle del Friuli Venezia Giulia invita a votare NO al prossimo referendum costituzionale che si terrà in autunno e annuncia l’avvio della campagna referendaria con una serie di iniziative, eventi ed incontri che spiegheranno in profondità ai cittadini le ragioni del NO.

Il tentativo dei “padri ricostituenti” Renzi, Boschi e Verdini di cancellare 68 anni di storia repubblicana basata su quella che in molti definiscono la più bella costituzione del mondo – ha dichiarato il referente regionale per la campagna referendaria Stefano Patuanelli – deve essere fermato. Anche in Friuli Venezia Giulia il M5S si attiverà in ogni sede per raccontare ai cittadini i molti difetti della riforma costituzionale e le bugie di chi si sta schierando a favore del SI, organizzando dibattiti, eventi e banchetti, stando, come sempre, tra la gente nelle piazze delle nostre città”.

Ogni sabato e domenica, da qui al momento del voto, saranno organizzati banchetti informativi in tutti i capoluoghi di provincia e in molti altri comuni della regione. Nel mese di agosto saranno organizzate delle iniziative estemporanee in alcune località di vacanza. Il 13 agosto al Lido Ausonia di Lignano verrà realizzato un flash mob: saranno i bagnanti stessi a formare la scritta IO DICO NO, per lanciare un messaggio chiaro a chi ci governa. Il NO alla riforma costituzionale arriverà anche sulle vette delle montagne friulane: il 21 agosto un gruppo di attivisti e di Portavoce, arriverà sulla cima del monte Lussari per srotolare un grande striscione con il NO; il 28 agosto sarà la volta dello Zoncolan e il 4 settembre del Pal Piccolo.

Queste sono solo alcune delle iniziative previste, in un calendario che si sta via, via affollando di eventi che entrerà nel vivo da settembre in poi, e che vedrà anche l’impegno di alcuni big del M5S nazionale: nel fine settimana del 10 settembre sarà presente in regione il Portavoce alla Camera Manlio di Stefano, capogruppo del Movimento 5 Stelle in Commissione Affari Esteri e Comunitari e delegato italiano presso il Consiglio d’Europa, oltre che Responsabile Nazionale di LEX Camera, la funzione interna al portale Rousseau atta alla stesura delle leggi del M5S; il 16 settembre sarà Nicola Morra, Portavoce al Senato e Segretario della I Commissione Affari Costituzionale, a promuovere le ragioni del NO in Friuli Venezia Giulia; il 2 novembre sarà invece la volta di Barbara Lezzi, Portavoce al Senato, vicepresidente della commissione permanente bilancio e programmazione economica e membro commissione permanente per le politiche europee.

Senza dimenticare l’evento centrale della campagna referendaria a livello nazionale che sarà #Italia5Stelle che si terrà a Palermo il 24 e 25 settembre.

A presentare le iniziative per il NO, insieme al coordinatore Patuanelli, già Portavoce M5S a Trieste, anche Marco Zullo, Portavoce M5S al Parlamento Europeo, Ilaria Dal Zovo e Andrea Ussai, Portavoce M5S in Consiglio Regionale ed altri Portavoce e attivisti dei comuni del Friuli Venezia Giulia, a testimonianza dell’impegno che tutto il MoVimento 5 Stelle regionale intende proferire per bloccare questa riforma che sconvolge le istituzioni e le rende meno democratiche. Zullo in particolare ha definito “una catastrofe questa riforma, che provocherà una grave perdita di democrazia. Per questo – ha detto – tutto il MoVimento 5 Stelle, dai cittadini, agli attivisti, fino ai nostri Portavoce nelle istituzioni, si mobiliterà per bloccarla”.

Redazione

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