INPS-IRAP-IVA-INAIL !!!

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Non c’è lavoro?
Nessuno vi assume? Vi ingabbiano in contrattini cococo, copro, coccodè?
Mettetevi in proprio!

Questo suggeriscono governo ed istituzioni locali.
L’ultimo spot del Governo nazionale: “Aprire un’impresa in un giorno”.
La Regione Friuli Venezia Giulia promuove, attraverso un firmamento di progetti e progettini lo sviluppo della nuova imprenditorialità, anche nell’originale formula “autoimprenditorialità dei soggetti coinvolti in situazioni di grave difficoltà occupazionale”.
E i comuni, come quello di Udine, pubblicano e diffondono guide per “L’apertura di attività economiche”.

È singolare che l’anelito all’imprenditorialità venga proprio da chi, il politico, non è imprenditore, bensì dipendente pubblico, con tutti gli onori, i privilegi, gli stipendi, i permessi, le tredicesime e le indennità previste per questa casta privilegiata; quindi non sa che cos’è il rischio, la vera quintessenza dell’imprenditorialità.

D’ora in poi, divenire imprenditori sarà, secondo le dichiarazioni del ministro Tremonti, cosa assai facile: comunicazioni telematiche, una condita di autocertificazioni, et voilat, l’impresa è fatta.
Non importa in che settore, se c’è esperienza o conoscenza alle spalle o attitudini specifiche: l’importante è aprire una partita Iva e avviare un’azienda, ovviamente piccola, meglio se micro.

E poi?
E poi (questo gli entusiastici proclami non lo dicono) si tratterà di affrontare il mercato, nelle sue sfaccettature, in primis la concorrenza selvaggia, spietata non perché i competitor siano tutti bravi e onesti ma perché spesso sono troppi, improvvisati e inadatti alle responsabilità ed al duro lavoro di chi manda avanti un’azienda.

E poi si tratterà di regolare i propri rapporti con il fisco, creare la propria posizione contributiva, iscriversi alla Camera di Commercio etc.: quindi pagare, pagare, pagare e pagare; pagare l’Inps, pagare l’Iva, pagare l’Irap, pagare l’Inail, tentando di prendere domestichezza con studi di settore, minor credito, addizionali, autoliquidazioni, ravvedimenti,  etc.
Un oceano di “menate” da pagare e, soprattutto, da starci dietro.

Ci dicono che è tutto semplificato, tutto telematico, tutto on-line? Si, ma solo di facciata.
In verità capita, ad esempio, che, consultando il prodigioso “Fascicolo previdenziale” sul sito web dell’Inps, ci si accorge che non c’è tutto, che vi sono lacune e, in calce, compare un demolitivo “Questo estratto non ha valore certificativo”;  grazie!, anche del fatto che “Tutti i servizi INPS sono gratuiti”.

Capita che per pagare un F24 (ma ci sono anche l’F23, l’F35) uno deve umiliarsi ricercando, tra infiniti codici tributo (un numero di 4 cifre, 10 mila combinazioni possibili), quello che identifica la causale per cui stiamo pagando: solo alla voce “contribuente/imposte proprie/autoliquidazione”, sul sito dell’Agenzia delle Entrate, ne abbiamo contati ben 557.
In tutto superano il migliaio. Ci permettiamo di dare l’oscar al 5122: “Accise/Monopoli: sanzione pecuniaria imposta unica su altre scommesse diverse dalle ippiche e sportive, nonché su altri concorsi pronostici di competenza della regione Sicilia (ris. n. 4/e del 5.01.05)”.
Una selva oscura.

Futuri neo-imprenditori, tenete a mente l’ottava delle dodici fatiche di Asterix, “La casa che rende folli, lasciapassare A38”: se volete mettervi in proprio avrete a che fare con un’interminabile serie di formulari, modelli, moduli e rimandi di una burocrazia da crisi di nervi.

Chicca delle chicche, pochi giorni fa, dall’Inail di Udine è stata richiesta ad un contribuente/imprenditore la stampa della ricevuta del pagamento (che dev’essere fatto obbligatoriamente online) dell’F24 con il timbro della banca: alla faccia del No Paper Project!

Volete ancora mettervi in proprio?

Tommaso Botto

4 commenti

  1. […] investendo il risparmio sulla riduzione della pressione fiscale (meno 25 per cento dell’Irap, l’imposta regionale sulle attività produttive che verrà scontata di un punto, dal 3,9 al […]

  2. […] dovrebbe aggirare attorno ai 70,00/ 80,00 Euro/bancale. A tale cifra, poi, devono essere aggiunte I.V.A. (su quel genere di materiale è al 10%), tasse doganali e spese di trasporto (per fare un esempio, […]

  3. […] sbandierato l’innovazione nella Pubblica Amministrazione, capita, ad esempio, che l’Inail richieda al contribuente “La stampa del bonifico bancario on-line con il timbro della banca”, […]

  4. […] L’iniziativa, proprio perché interviene in uno dei settori strategici di sviluppo della montagna, è sicuramente lodevole ma, purtroppo, chi vuole aderirvi si trova a dover superare un vero e proprio percorso a ostacoli. […]

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