In Friulandia non si sente la crisi

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Milioni e milioni a sostegno del friulano, mentre la crisi fa emigrare i friulani. Senza sapere esattamente quanti parlano friulano.

Si stima (perché fare la somma di tutte le voci richiederebbe una equipe contabile dedicata) che le azioni di sostegno alla promozione della lingua friulana hanno comportato un trasferimento pubblico di denaro, negli ultimi quindici anni, attorno ai 50 milioni di euro.
Non poco per una lingua che si reputa viva ma che si continua stranamente a sostenere: per il latino, considerato morto (ma conosciuto da un 30% di Italiani), si spende molto meno.
Non poco per un dialetto che, per convenienze politiche e sconforti post-terremoto, è stato elevato giuridicamente al rango di lingua, nonostante le sue varianti non siano sempre reciprocamente intellegibili, la grafia e la grammatica siano, in verità, artifici che non mettono ancora tutti d’accordo.

Una spesa non da poco che spesso non ha dato i risultati che ci si aspettava.
Talvolta questi denari sono finiti nel ridicolo: due anni fa la Provincia di Udine ha speso la bellezza di 35mila euro per sviluppare la bancadati dell’applicazione T9 per telefonini in friulano; un’assurdità che è finita nel dimenticatoio.
Altro comico investimento: due mesi prima la regione paga e presenta “Lenghis in goal”, un pamphlet contenente un glossario trilingue (italiano, sloveno e friulano) sulla terminologia sportiva.

L’ilarità fa coppia con l’assurdo quando leggiamo la cartellonistica stradale: dev’esserci qualche amico degli amici nelle aziende che producono i cartelli stradali!
Friulanizzare Venezia con “Vignesje”, oltre che un paradosso storico (è la Serenissima che ha colonizzato il Friuli, non il contrario) sa di barzelletta. Tutti i cartelli, sia che indichino città e paesi o uffici pubblici, tribunali, ospedali… tutti sono forzatamente bilingui. Anche a Udine, unica città del Friuli, sua capitale ma dove non si parla friulano: la parlata autoctona del centro storico è veneta e stride non poco negli occhi degli udinesi quell’ Udine-Udin all’ingresso della città. Qualcuno sì parla friulano, particolarmente nelle periferie ma si tratta di persone immigrate dalla provincia.
La propaganda fa passare spesso le minoranze per maggioranze.

Torniamo ai “soldi”, ai “bêçs” come dicono gli abitanti di Friulandia.
C’è una crisi devastante in corso, forse più drammatica in questa regione che altrove, anche se la leadership ne nega l’evidenza. Taglia qua e taglia là ci siam ridotti all’osso, il grosso della spesa la paga solo Pantalone, non si sa cosa accadrà quest’autunno… Sicuramente niente di buono…

Sarebbe logico tagliare il superfluo: il friulano è superfluo, nel senso che dà da vivere solo a quei quattro che lo sostengono a spada tratta, dimenticandosi (o facendo finta di dimenticarselo) che una lingua è tale quando è viva, parlata dalla maggioranza, condivisa e utilizzata costantemente.

Accade invece che l’Assessore Molinaro stanzia 500mila Euro per l’introduzione del friulano nelle scuole, con grande biasimo dei friulanisti che avrebbero voluto uno stanziamento maggiore e una polemica infinita su chi deve insegnare cosa, visto che il Master di II livello “Insegnare in Lingua Friulana”, attivato a partire dell’anno accademico 2007/08 presso la Facoltà di Scienze della Formazione dell’Università degli Studi di Udine e realizzato con il sostegno dell’ARLeF (Agjenzie Regjonâl pe Lenghe Furlane), non è riconosciuto come titolo culturale preferenziale.

Accade invece che è tutto un fiorire di nuova sovrabbondante cartellonistica bilingue (certi paesini hanno più tabelle che abitanti, come le rotatorie stradali).

Accade invece che nell’ Assestamento del bilancio 2011 e del bilancio pluriennale per gli anni 2011-2013 della Regione Friuli Venezia Giulia, in cui ci sono da indirizzare 186,5 milioni di euro, per accompagnare con nuovi investimenti la ripresa dell’economia e mantenere la coesione sociale, solamente negli artt. 6 e 7, cultura e formazione, vengono stanziati, per provvedimenti inerenti il Friuli ed il friulano, 790.000 € complessivi, così ripartiti:

 Finanziamenti a favore associazioni friulaniste, 280.000 €, suddivise come segue:

  • associazione culturale Colonos di Villacaccia di Lestizza, 30.000 euro;
  • associazione Glesie Furlane di Villanova di San Daniele, 26.000 euro;
  • associazione culturale La Grame di Mereto di Tomba, 22.000 euro;
  • Clape di culture Patrie dal Friûl di Gemona del Friuli, 31.000 euro;
  • associazione culturale Istitût Ladin Furlan Pre Checo Placerean di Codroipo, 30.000 euro;
  • Informazione Friulana soc. coop. di Udine Radio Onde Furlane, 81.000 euro;
  • Radio Spazio 103 s.r.l. di Udine dell’Arcidiocesi di Udine, 29.000 euro;
  • Kappa Vu s.a.s. di Udine, editoria progetti didattici ed eventi culturali, 31.000 euro.

Si legge anche: Finanziamento straordinario ARLEF Agjenzie Regjonâl pe lenghe furlane : l’Amministrazione regionale è autorizzata a concedere all’ARLeF un contributo straordinario (EURO 100.000) per lo svolgimento e lo sviluppo del progetto Farie Teatral Furlane.

E ancora: Finanziemento canzone friulana: L’Amministrazione regionale è autorizzata a concedere al Comune di Manzano un contributo straordinario (euro 40.000) per le attività di organizzazione, realizzazione e promozione del “Festival della Canzone Friulana – 2^ edizione”.

A questi vanno aggiunti altri 220.000 così spartiti:
convenzioni per la realizzazione di programmi radiofonici o televisivi in lingua friulana 150.000 €;
sovvenzione all’ associazione filologica friulana “G. I. Ascoli” per l’ attivita’ di conservazione, diffusione e valorizzazione della lingua e della cultura friulana, 50.000 €;
Sovvenzioni agli enti riconosciuti per l’ attività di conservazione, diffusione e valorizzazione della lingua e cultura friulana 20.000 €;

Poi: l’Amministrazione regionale è autorizzata a concedere all’Università degli Studi di Udine un contributo di 50.000 € per la realizzazione di iniziative nell’ambito del progetto Repubblica della Carnia 1944. Le radici della libertà e della democrazia.

E, per l’attuazione degli interventi finalizzati a promuovere l’insegnamento della lingua friulana nel territorio regionale, è autorizzata la spesa di euro 100.000 per l’anno 2011 con la denominazione “Sostegno finanziario ai sensi dell’articolo 15 della L.R. 29/07 per l’insegnamento della lingua friulana alle scuole situate nei territori dei comuni delimitati ai sensi dell’art. 3, comma 1, della legge medesima”.

Senza dimenticare poi i contributi all’editoria friulana: una valanga di denaro che finisce nelle tasche di una miriade di giornaletti e radioline (queste spesso di proprietà veneta).

Senza sapere esattamente quanti parlano, comprendono o leggono (molto difficile) il friulano.

Lo stesso Consiglio Regionale dilapida denari con un servizio di traduzione simultanea totalmente inutile:

“1 Ago 2011: Interrogazione del consigliere regionale del Pdl Piero Camber, che chiede di sopprimere il servizio di traduzione simultanea durante le sedute d’Aula, e quindi di non rinnovare la gara d’appalto, in modo da utilizzare
i 40 mila euro in altre più utili attività, anche finalizzate alla tutela delle minoranze linguistiche della regione.
Il regolamento interno del Consiglio regionale – ricorda Camber – all’articolo 62 stabilisce che i consiglieri si possano esprimere in una delle lingue parlate nell’ambito del territorio regionale ammesse a tutela ai sensi dell’articolo 2 della legge 15 dicembre 1999 n. 482.
Fin dalla scorsa legislatura regionale il Consiglio ha attivato, con apposite gare d’appalto, un servizio di interpretariato in Aula sia per il friulano che per lo sloveno al costo di 20.000 euro annuali per ciascuna lingua; detto servizio è risultato oggettivamente inutile – sottolinea Camber – in quanto la totalità dei consiglieri si esprime in lingua italiana e
solamente un paio di essi ha utilizzato il servizio in sporadiche occasioni.
La traduzione simultanea – conclude Camber – potrebbero effettuarla direttamente i consiglieri stessi, così i fondi
potrebbero essere utilizzati altrimenti, in servizi molto più utili per la comunità regionale, anche finalizzati alla  tutela e la valorizzazione delle lingue minoritarie”.

Bon, cumò vonde? (bene, basta adesso?)

Tommaso Botto

12 commenti

  1. […] Naturalmente, “la lingua friulana va tutelata e valorizzata, tenendo presenta la differenza fra lingua-madre e le altre tipologie linguistiche”. admin […]

  2. Ercole Ponton says:

    Ott 28, 2011

    Rispondi

    Non so se Tommaso Botto sia friulano o meno di nascita, ma certamente non lo é di cultura. Carto Tommaso, forse dimentichi che la nostra COSTITUZIONE tutela le lingue minoritarie, ed il Friulano é una di queste. I finanziamenti di cui parli, che dò ovviamente per buoni, li ritengo appropriati se servono a sostenere la “marilenghe”. Le critiche andrebbero fatte per un uso non consono alla finalità, ma il principio é valido e corretto. Come si fa a dire che il friulano é inutile! E’ la nostra lingua, fa parte della nostra cultura!!! Se tu non senti questo, pazienza, ma permetti a chi, come me, si sinte tale di poterlo continuare a fare, senza essere ghettizzato “in cjase”. Infine a proposito di giornaletti e radioline (detto con senso spregiativo), non ti sembra di essere irriverente e di mancare di rispetto per gli altri? Cosa ti credi di essere? Il GIORNALISTA per eccellenza? Di scrivere su un GIORNALE? Ma fammi il piacere, che nessuno ti conosce (io ti ho scoperto per caso e solo perché navigavo su internet per altri motivi)!!! Tuo stimato ORGOGLIOSO FRIULANO ERCOLE. Mandi Mandi

  3. Redazione says:

    Ott 28, 2011

    Rispondi

    a Ercole Ponton:
    Grazie per la sua opinione.

  4. […] dell’Ana di Udine), ci attacca goffamente con una perla di commento in calce ad un nostro articoletto sui costi per la collettività (in euro) della cosiddetta tutela del friulano. Non smetteremo mai […]

  5. […] televisioni e delle radio presenti in regione per larealizzazione e trasmissione di programmi in lingua friulana. Con un provvedimento a firma del del direttore di servizio dei corregionali all’estero e […]

  6. […] fantasma, un’ombra, si staglia sulla storia della terra friulana. Una delle sue fonti più importanti starebbe per essere prosciugata dai responsabili dell’ […]

  7. […] fossero il sudtirolese, il ladino, il trentino, il bergamasco, il livignese, il camuno, il friulano, avessero un unico suono: quello […]

  8. […] di risorse assolutamente irrisorie per il complesso delle attività rispetto allo sloveno e il friulano, attendono ancora l’applicazione di alcune parti importanti della propria legge (vedi la […]

  9. […] si sperperano milioni per dialetti vari e lingua slovena, la forbice di Mario Monti azzera i fondi per gli Italiani di Slovenia e Croazia e […]

  10. Luca says:

    Ago 7, 2013

    Rispondi

    Elenc di dutis li MONADIS e BAUSIIS scritis tal articul:
    1) 50 milions di euros pal furlan?! Di dulà rivie chiste sume???
    2) le lenghe furlane (no a câs, jessint lenghe, fate di difarents dialets!)esist di scuasit UN MILENI prin dal talian…alore al talian l’è un DIALET 2 VOLTIS viodût c’al è nassût cetant dopo!
    3) co al Friûl ere za ducât autonom langobart cun capitâl Cividât (e al so teritori rivave fin a Verone) Akileja (fondade di San Marc) esisteve di secui e le culture furlane za tacave a formâsi…Vignesie ere dome un palût!
    4) Udin uniche citât dal Friûl?!? E Pordenon e Guriza??? Pe croniche jo soi gurizan!
    5) “Udin” l’è al vêr non de citât! Le “-e” finâl le an zontade co son rivâts i talianots…e cussì ducj i toponims dal Friûl che in origjin erin ducj par furlan prin de “toscanizzazione” (sarà par chel che cumò fasin i cartei bilengâi cul NON ORIGJINÂL FURLAN???)…dutcâs baste lei li antighis bergaminis de Ete di Mieç (scritis par furlan e latin!) ma l’è dificil di capî par int che intaliane “London” tanche “Londra”! 😉
    6) a Udin le fevelade autoctone l’è al furlan…al venit l’è vignût fûr daspò cu le dominazion viniziane e cui tancj nobii vinizians impuartâts!

    Par siarâ si podarès sparagnâ BÊÇS ancje cul talian…a ce covential al talian?? Si zire al mont cul talian??? NO WAY! Alore gjavìn ancje al talian des scuelis e lassinlu cjase ae television che lu sberle za avonde!
    Insegnin a scuele dome cinês, inglês, spagnûl, portoguês, francês e hindi!!! Pecjât che se ducj fasaressin cussì al 99% des lenghis de umanitât e sfantarès! Amancul che no si à voe di fâ dal gjenar uman une schirie di REPLICANTS ducj compagns di Gaborone a Helsinki e di Bangkok a La Paz!
    Mandi a ducj i colonizadôrs, colonizâts, talians, intalianâts, nazionaliscj talianots, parbeniscj e radical-chic! 🙂

  11. Luca says:

    Ago 7, 2013

    Rispondi

    Scusait, mi è scjampât un concet: Akileja je stade fondade dai Celts, le “Glesie aquileiese” di San Marc…che daspò i vinizians an puartât dut a Vignesie je un’atre (lungje e censorade!) storie!

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