IL WELFARE INDOLENTE (Bonus Bebè 2014 FVG)

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“BONUS BEBE’ 2014: DICONO CHE PAGANO A FINE MESE…” è un messaggio comparso ieri in rete: un genitore residente in Friuli Venezia Giulia dà l’annuncio ai suoi ‘colleghi’.

bonus bebè

Nella pratica italiana, Welfare e sostegno alla natalità sono termini miseramente propagandistici che denotano un costante appiattimento verso il basso dei servizi e delle facilitazioni economiche offerte dai tanti Enti ai cittadini ed in particolare alle famiglie.

Il “Bonus Bebè” è un esempio emblematico di questa miseria, economica e morale: in Friuli Venezia Giulia, ad esempio si sta consumando una paradossale, asfittica e ben poco lusinghiera odissea burocratica per l’erogazione di 600 euro ai nati nel 2014.

Ci sono infatti bambini che hanno già compiuto i due anni di vita ma che non hanno ancora visto (per il tramite dei loro genitori) questa sommetta, già decurtata rispetto a quanto percepito dai neonati delle annate precedenti e di gran lunga inferiore ai nati negli anni successivi (se figli di lavoratori dipendenti).

Storia travagliata, in questa piccola regione, quella dei Bonus Bebè 2014.
Il beneficio venne abolito, con uno strascico di polemiche, dalla giunta Serracchiani che dichiarava che queste misure ben poco servono all’incremento della natalità, “perché è inutile dare un po’ di soldi a qualcheduno, visto che si fanno pochi bambini, e, piuttosto, è meglio investire nei servizi.”

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Serracchiani venne a breve smentita dallo stesso presidente del consiglio Matteo Renzi che introdusse un lauto Bonus Bebè, pari ad almeno ottanta euro al mese per la durata di tre anni (2.280€).

Serracchiani e l’assessore Telesca constatarono così che solo i nati nel 2014 ‘restavano fuori’ da questo contributo e fecero dietrofront: nel luglio 2015 la seconda regione più vecchia d’Italia stanziò appena 1.168mila euro per incentivare la natalità con un bonus bebè di 600€ bambino.

Le domande, complessivamente, furono 3.307: la soglia di reddito era un ISEE inferiore ai 15mila euro.

Nell’Autunno 2015 venne liquidata ai Comuni la prima quota relativa a 2.012 domande, quelle che vennero ricevute comunque dai Comuni nonostante l’iniziale diniego della Serracchiani.

L’attesa per le altre 1.295 domande, quelle presentate dopo il ‘dietrofront’ del governo regionale, dura sino ai giorni nostri ed è quella alla quale si riferisce il messaggio copiato qui sopra: in questi giorni la Regione sta liquidando ai Comuni questa seconda quota.

I singoli Comuni, quelli contattati direttamente, confermano che gli assegni verranno pagati entro fine mese, al massimo agli inizi di Maggio 2016.
La Regione precisa che “L’erogazione da parte dei Comuni è in fase di espletamento e pertanto il dato relativo al pagamento ai cittadini di questa seconda quota di assegni ad oggi non è ancora disponibile”.

Redazione

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