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Il REDDITOMETRO: che roba è?
31 Marzo 2012 Inchieste
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L’Agenzia delle Entrate fa le pulci ai contribuenti: questo strumento servirà veramente a stanare gli evasori fiscali? O sono solo tediose e costose incombenze a carico di Pantalone?

Tra rassegnato fastidio e mistico terrore, è arrivato ed arriverà a parecchi Italiani il fantomatico redditometro, o ‘redditest’.
Si tratta, nella pratica, di una comunicazione formale e stringata in cui il Fisco ‘chiede’ al contribuente/cittadino/utente di fornire –entro 15 giorni– un tot di documenti.
Questa richiesta viene fatta a chi, tramite i controlli incrociati, risulta avere un tenore di vita superiore (almeno del 20%) ai redditi dichiarati.

I documenti in questione, riferentisi agli ultimi cinque anni, consistono in contratti di acquisto, di affitto, di leasing, di locazione… riguardo alla proprietà o la disponibilità di autoveicoli, motociclette, autocaravan, roulotte e immobili residenziali, per citare i beni più comuni.
Vengono richieste, inoltre, indicazioni riguardo eventuali collaboratori familiari, assicurazioni sulla vita, partecipazioni societarie e finanziamenti.

Più tecniche le dettagliate informazioni riguardo smobilizzi patrimoniali, accensioni di prestiti, possesso di redditi esenti e/o assoggettati a ritenuta alla fonte e spese sostenute per incrementi patrimoniali.

Tra queste ultime, oltre a contratti di compravendita e parcelle notarili, viene richiesto di documentare le spese sostenute per asili nido privati, scuole private, rette universitarie e collegi, iscrizioni a circoli, crociere, viaggi, acquisti di beni preziosi e detenzione di valuta estera.

Assieme a queste informazioni ‘normali’, il contribuente è obbligato a fornire dettagli su aerei ed elicotteri da turismo, alianti e motoalianti ultraleggeri, deltaplani a motore, imbarcazioni da diporto a vela o a motore, navi e cavalli da corsa o da equitazione, di sua proprietà o nella sua disponibilità.

Quindi, è necessario fornire anche il contratto d’ormeggio, dettagliare le spese sostenute per il rimessaggio delle imbarcazioni, documentare i rapporti associativi con circoli nautici e marine e i redditi percepiti dall’UNIRE (Unione Nazionale per l’Incremento delle razze Equine).

Un sacco di scartoffie che necessitano, ovviamente, della mediazione –a pagamento– del professionista fiscale (il commercialista).

Giusto è reprimere e sanzionare l’evasione fiscale ma un paio di dubbi vengono alla mente.

Il primo: come per la farsa del censimento demografico, lo Stato  (la Pubblica Amministrazione) non dovrebbe essere già in possesso di tutte (o quasi) queste informazioni?

Il secondo: l’idraulico disonesto che chiede “100 euro in black, altrimenti 150″, come lo beccano?

 

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