Il libro “Prospettiva Berlinguer” ossessiona Claudia Cernigoi, la meta-revisionista del Nord Est

Share Button

Il  dossier n. 49 de “La Nuova Alabarda” è un pdf che sta su internet nel blog di Claudia Cernigoi, sotto la rubrica “Revisionismo e falsificazioni”, 50 pagine di un qualcosa che sa di politica, un po’ di sociologia, partigianeria e tanto tanto tempo libero, dal titolo “Cinquanta sfumature di rossobruno”.

cernigoi

La Redazione de “La Nuova Alabarda” presenta il dossier n. 49 CINQUANTA SFUMATURE DI ROSSOBRUNO. di Claudia CERNIGOI

Nella stessa pagina web appare un sommario fortemente inquietante che la dice lunga sull’indottrinamento editoriale: ” L’ACCOSTAMENTO TRA I GENOCIDI OPERATI DAL NAZIFASCISMO E LE COSIDDETTE “FOIBE” E’ UN ABOMINIO STORIOGRAFICO  “; come dire, i morti per mano titina o comunista sono ‘meno gravi’…
Nel suo “Cinquanta sfumature di rossobruno”, Claudia Cernigoi, pubblicista triestina classe ’51, già nota alle cronache per essere oggetto di una interrogazione alla Giunta Serracchiani per “Cessare ogni contributo finanziario della Regione a chi nega l’esistenza delle foibe, come disciplinato dall’art. 414 del Codice penale, e tra queste anche alle signore Claudia Cernigoi e Alessandra Kersevan”, la Cernigoi se la prende con il libro “Prospettiva Berlinguer”, una collettanea di 260 pagine, curata da Ivan Buttignon, che raccoglie 16 saggi di diversi autori.
Per la Cernigoi che si considera spietata detentrice delle verità storiche più profonde e paladina della più fiera e più genuina dottrina comunista, sostanzialmente, il volume distorcerebbe la figura di Berlinguer, del PCI e Ivan Buttignon non sarebbe un uomo di sinistra.
Il capitombolo ideologico sfugge probabilmente alla signora che lasciamo volentieri a combattere la sua guerra pansovietica: basta però che non racimoli più finanziamenti pubblici per le sue ‘opere’.
La casa editrice che ha pubblicato “Prospettiva Berlinguer” (Safarà, Guido Pascotto) ha inviato una lettera di replica alla signora Cernigoi:

“Signora Cernigoi,
visti i suoi asettici ma infondati attacchi nel sito www.diecifebbraio.info alla nostra opera Prospettiva Berlinguer. Sguardi trasversali sul leader comunista, curata da Ivan Buttignon e prefazionata da Giovanni Fasanella, ci premuriamo di informare lei e chi ci legge dell’assoluta falsità di quanto lei va affermando.
Lei dubita della competenza degli Autori, mentre questi ultimi – tutti – hanno condotto con grande cura e minuzia ricerche su Berlinguer. Ma non si tratta solo di dedizione e impegno. Tutti gli Autori rappresentano nomi importanti sia in ambito culturale che scientifico, i quali già in passato avevano dimostrato di approfondire con grande acume ed energia aspetti importanti della figura del leader comunista. Le facciamo alcuni esempi, così che possa comprendere meglio la portata dei saggi e dei rispettivi Autori: Pietro Folena è stato un “ragazzo di Berlinguer” (tant’è che il suo contributo s’intitola “Io, ragazzo di Berlinguer”) e fa politica da decenni ispirato proprio dal pensiero berlingueriano; stessa cosa vale per Michele Mognato, già ViceSindaco di Venezia e ora parlamentare del Partito Democratico; Giovanni Fasanella si occupò già nei primi anni Novanta dell’attentato bulgaro nei confronti del leader comunista, per il quale ha indagato in prima persona; Fulvio Salimbeni è tra i più grandi esperti di storia della storiografia in Italia e sulla bibliografia dedicata a Berlinguer ha svolto un’accurata ricerca; Nicola Tranfaglia, ex vertice del PCI ai tempi della Segreteria Berlinguer, con il leader comunista ha fatto politica, cosa peraltro evidente nelle sue plurime e documentatissime pubblicazioni sulla questione; Ivan Buttignon, che già cinque anni fa fu coinvolto dal prof. Aldo Giannuli nella stesura di un volume sulla storia del PCI, si occupa da oltre un decennio di storia della politica, materia che insegna all’Università di Trieste e privatamente a partiti e associazioni politiche; Leonardo Raito insegna in due Atenei cinque corsi tra cui Storia della politica e Storia contemporanea, oltre che avere all’attivo diverse decine di pubblicazioni sulla storia dei rapporti tra il comunismo italiano e le organizzazioni marxiste europee (in primis jugoslave); Dario Mattiussi è Segretario dell’Istituto Leopoldo Gasparini e da decenni si occupa di storia del movimento di liberazione e delle strutture antifasciste, PCI in testa; stessa cosa Noel Sidran, Segretario uscente dell’Istituto Aldo Mori; Marco Gervasoni, che insegna storia della politica all’Università del Molise, ha all’attivo parecchie pubblicazioni che trattano, corroborate anche da spunti documentali inediti, il rapporto tra il PCI di Berlinguer e il PSI di Craxi. L’elenco potrebbe continuare.
L’opera, contrariamente a quanto lei erroneamente scrive (su quali basi?), non offre una sola rappresentazione di Enrico Berlinguer, bensì 16 diverse, cui nessuna è “rossobruna” (da quanto leggiamo la sua grande ossessione): infatti, stia tranquilla, nessuno degli Autori è anche solo velatamente razzista o nazionalista. Quindi quanto lei dichiara, cioè che l’intento della collettanea è quello di strappare Berlinguer “al di fuori del contesto del PCI” e quindi di snaturarlo associandolo ad altre fedi politiche è dovuto probabilmente a una sua scarsa comprensione degli interventi tenuti durante la presentazione del libro il 20 maggio alla Lovat di Trieste. O in alternativa, ma non lo vogliamo credere, a una dolosa distorsione dei fatti da lei perpetrata ad hoc.
Peccato però che proprio in quella occasione si siano ripetute considerazioni molto positive sul PCI da parte del curatore Ivan Buttignon (altra sua ossessione, pare), che gli altri astanti, con i quali siamo in contatto, ricordano. Il tutto è stato comunque registrato.
I due testimonial che hanno presentato il volume il 20 maggio, vale a dire l’esponente di Rifondazione comunista Marino Andolina e il Presidente dell’ANPPIA già coordinatore dei partigiani social-comunisti della Venezia Giulia Ljubomir Susic, sono rimasti entusiasti del libro e hanno avuto modo di commentarlo – come lei, Cernigoi, ricorderà -: “Il libro è un lavoro democratico e di sinistra perché ammette diverse voci” (parole del dott. Andolina); “Sono piacevolmente impressionato dall’elevato spessore intellettuale degli autori e soprattutto dalla profondità delle analisi. L’opera non ha precedenti per obbiettività” (parole del Sig. Susic).
Andolina e Susic, in tutta libertà, hanno consigliato più volte e con passione la lettura del libro proprio perché intellettualmente onesto e assolutamente scientifico. Semplicemente perché loro, a differenza sua, hanno letto il libro.
Non le chiediamo nemmeno fare lo stesso prima di commentarlo. Sarebbe un invito che, nei confronti di una persona che come lei vive di pregiudizi, non sortirebbe effetti”.

 

 

 

Tommaso Botto

Commenti

Nome *

Sito web

Ultime news