IL FINTO TONNO DI FAVIGNANA ARRIVA IN PARLAMENTO

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Il 3 Aprile 2012 Dovatu.it svelò una frode alimentare che sarebbe altrimenti passata inosservata.
Giuseppe La Torre vendeva sull’isola di Favignana (Tp) scatolette di tonno, al prezzo anche di 50 euro, con un’etichetta fasulla.

frode tonno

In seguito, per tre anni, pubblicammo altri approfondimenti su questo caso, triste esempio di come il prezioso “made in Italy” in verità non sia tutelato come dovrebbe (la lunga vicenda è rielaborata nel libro “Quando l’Ente mi tenta”).

Dopo una sfilza di ispezioni, sequestri, denunce e l’interrogazione del consigliere comunale Michele Rallo e, contemporaneamente, minacce, ingiurie, diffamazioni ed aggressioni ai danni del giornalista Tommaso Botto e della sua famiglia (gravi reati tuttora tristemente impuniti), due mesi fa la vicenda è giunta alla Camera dei Deputati, con un’interrogazione a risposta in Commissione, rivolta Al Ministro dello sviluppo economico, al Ministro delle politiche agricole alimentari e forestali.

Prima firmataria, l’integerrima ed ostinata parlamentare Giulia Di Vita, Portavoce alla Camera dei Deputati per il Movimento 5 Stelle.

Una similare interrogazione è stata presentata da Giorgio Ciaccio, portavoce all’Assemblea Regionale Siciliana di M5S.

Di seguito, il testo dell’interrogazione parlamentare:

 

 

NTERROGAZIONE A RISPOSTA IN COMMISSIONE

Atto Camera: 5-07203 presentato da DI VITA Giulia
testo di Mercoledì 16 dicembre 2015, seduta n. 537

 DI VITA, GALLINELLA, LUPO, MANNINO, NUTI, MANTERO, SILVIA GIORDANO, LOREFICE, GRILLO, BARONI, COLONNESE e DI BENEDETTO. —  M5S

 

Al Ministro dello sviluppo economico, al Ministro delle politiche agricole alimentari e forestali .

Per sapere –

premesso che:

la contraffazione di un prodotto, di un marchio o di un brevetto, è causa di effetti devastanti per la salute del consumatore, di cui mette a repentaglio la vita, di danni all’economia nazionale, di diminuzione del fatturato delle imprese titolari dei marchi dei prodotti contraffatti per la perdita di profitti, di danno erariale per il mancato versamento di imposte, di perdita di posti di lavoro e, infine, di minaccia per la sicurezza pubblica con il finanziamento indiretto delle grandi organizzazioni criminali che si muovono su uno scenario internazionale e, sempre più spesso, gestiscono questo smisurato mercato del falso;

in Italia tale fenomeno è sviluppato in maniera diffusa ed è diventato, ormai, un problema comune che richiede l’intervento degli enti territoriali e nazionali e delle associazioni degli operatori commerciali, nonché l’azione congiunta di tutte le forze di polizia per affrontare ed arginare tale attività illecita;

l’articolo 2, comma 1, del decreto legislativo 27 gennaio 1992, n. 109, «Attuazione delle direttive n. 89/395/CEE e n. 89/396/CEE concernenti l’etichettatura, la presentazione e la pubblicità dei prodotti alimentari», stabilisce che «L’etichettatura, la presentazione e la pubblicità dei prodotti alimentari non devono indurre in errore l’acquirente sulle caratteristiche del prodotto e precisamente sulla natura, sulla identità, sulla qualità, sulla composizione, sulla quantità, sulla durabilità, sul luogo di origine o di provenienza, sul modo di ottenimento o di fabbricazione del prodotto stesso;

presso l’assessorato delle attività produttive della regione siciliana il servizio 5.S affari legali, contenzioso e procedure di recupero entrate — dipartimento regionale delle attività produttive — è l’ufficio regionale cui compete l’attività sanzionatoria e di riscossione, anche con riferimento alle disposizioni previste dalla norma sull’etichettatura dei prodotti alimentari appena citata;

sono noti, visto il loro ripetersi degli ultimi anni, i sequestri di partite di tonno contraffatto effettuati presso l’Isola di Favignana;

l’accusa di vendere tonno comune come tonno di alta qualità è stata formulata per la prima volta nei confronti del signor Giuseppe La Torre nel 2007 dal titolare di un’azienda di Bagheria che produce tonno in scatola e ha presentato una denuncia ritenendosi danneggiato dalla sua attività;

in seguito a quella denuncia, ad agosto del 2007, la Guardia di finanza sequestrò nel negozio di La Torre oltre 300 chili di tonno in scatola e gli ordinò di rimuovere dei cartelli pubblicitari ritenuti ingannevoli. Il sequestro fu annullato meno di un mese dopo dal Gip di Trapani per un vizio di forma;

occorre ricordare in proposito che l’ultima mattanza è avvenuta nel 2007. Il tonno si può conservare fino a un massimo di 5 anni e l’ultima partita di tonno di quell’anno è stata acquistata da un altro esercente, l’unico autorizzato quindi a vendere «tonno di Favignana», almeno fino al 2012;

nel settembre 2012 a Favignana venne sequestrata una partita di tonno contraffatto in seguito ad una inchiesta giornalistica condotta dal giornalista Tommaso Botto;

nell’estate 2013 si è assistito ad un nuovo intervento da parte del Comando carabinieri per le politiche agricole e alimentari NAC di Salerno che ha sequestrato alcune partite ancora in commercio: le perquisizioni dei carabinieri sono state effettuate in tutte le rivendite di tonno dell’isola ed hanno riscontrato contraffazioni e frodi solo presso la «Casa del Tonno» e «Capricci del Tonno» di proprietà del signor Giuseppe La Torre. L’esercente trapanese, nello specifico, è stato multato per aver venduto tonno di Malta spacciandolo per tonno di Favignana;

nel corso dell’estate 2014 il giornalista Tommaso Botto ha nuovamente denunciato fatti analoghi con un articolo pubblicato sul suo blog l’11 settembre 2014, intitolato «”Il tonno delle Egadi” si fa beffe dello Stato»;

questa volta Tommaso Botto racconta di un grande cartello pubblicitario tenuto esposto per tutta la stagione estiva nella centralissima piazza Matrice, al di fuori del negozio Capricci del Tonno, di Giuseppe La Torre (proprietario anche de La Casa del Tonno), gestito da Giuseppe Li Greci, che lancia questa pubblicità; «Solo da noi puoi degustare ed acquistare il tonno più buono pescato nelle acque delle Egadi», la traduzione in inglese e, poco più sotto, «Tonno rosso di Mattanza»;

l’interrogante ha ripetutamente sollecitato nell’ultimo anno L’ICQRF di Palermo (ex ufficio periferico del dipartimento dell’ispettorato centrale della tutela della qualità e della repressione delle frodi dei prodotti agroalimentari) a disporre le opportune attività ispettive in relazione ai fatti sopracitati relativi all’anno 2014;

l’ICQRF di Palermo ha riferito agli interroganti la circostanza che il competente ufficio regionale (quinto servizio 5.S affari legali, contenzioso e procedure di recupero entrate – applicazione sistema sanzionatorio nelle attività di competenza del Dipartimento delle Attività Produttive) non avrebbe provveduto al recupero, nei confronti del Signor Giuseppe La Torre, delle somme dovute per le sanzioni elevate nei confronti di costui disposte dall’ICQRF, a seguito delle attività ispettive in relazione ai sopracitati fatti del 2013, con riferimento alla vendita di prodotto in scatola «tonno di Favignana», col conseguente rischio di determinare la decorrenza infruttuosa dei termini di prescrizione di dette sanzioni, nonché in generale vanificare gli esiti dell’attività svolta dall’ispettorato medesimo;

per le diverse condotte poste in essere nel 2014, invece, l’ICQRF di Palermo ha riferito agli interroganti di aver ultimamente perfezionato un ulteriore contestazione nei confronti del Signor Giuseppe La Torre, ritenendo perseguibili come illecito in sede amministrativa ai sensi dell’articolo 2 del decreto legislativo n. 109 del 1992 le indicazioni mendaci sull’origine del tipo tonno;

nonostante ciò, l’ICQRF stesso conferma la necessità che nel vasto territorio siciliano vengano intensificate l’attività di controllo e di contrasto alla contraffazione alimentare e all’agropirateria, lamentando in primis la carenza di personale da impiegare a tale scopo, così da salvaguardare il ricchissimo patrimonio enogastronomico dell’isola, sempre più a rischio di contraffazione, e tutelando allo stesso tempo la salute dei consumatori che spesso vengono ingannati da prodotti che vengono spacciati per siciliani, ma che in realtà non lo sono e anzi spesso sono di scarsa qualità;

sulla vicenda in questione, non senza preoccupazione, con la presente si intende segnalare dunque l’assenza di una vera e propria azione deterrente da parte delle competenti autorità locali che scongiuri definitivamente il perpetrarsi e protrarsi di analoghe frodi a danno di abitanti e visitatori di Favignana, soprattutto al fine di tutelare la salute di tutti i potenziali consumatori del più prezioso prodotto locale e difendere, in ultima analisi, l’immagine stessa dell’isola –:   

se sia a conoscenza dei gravi e ricorrenti fatti denunciati in premessa;

se possa rendere eventuali utili notizie e aggiornamenti in relazione ai fatti oggetto del presente atto;

se possa indicare quali politiche mirate il Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali metta oggi in campo per contrastare il genere di frodi denunciato in premessa;

se e quali iniziative anche di carattere normativo, intenda intraprendere al fine di riordinare o potenziare gli uffici territoriali competenti in materia e rendere più efficace l’intervento di questi ultimi;

se possa indicare con quali modalità o protocolli avvenga il coordinamento tra le attività degli uffici ministeriali e quelle delle forze dell’ordine territorialmente competenti, e attraverso quali modalità informative tali procedure siano eventualmente divulgate al pubblico al fine di favorire la presentazione di segnalazioni e denunce anche da parte dei cittadini;

in relazione ai fatti illustrati in premessa, quali iniziative urgenti intenda porre in essere per contrastare in modo netto e definitivo l’attività di contraffazione del tonno che risulterebbe tuttora perpetrarsi nell’isola di Favignana.

(5-07203) 

 

Redazione

7 commenti

  1. […] Dopo una sfilza di ispezioni, sequestri, denunce e l’interrogazione del consigliere comunale Michele Rallo e, contemporaneamente, minacce, ingiurie, diffamazioni ed aggressioni ai danni del giornalista Tommaso Botto e della sua famiglia (gravi reati tuttora tristemente impuniti), due mesi fa la vicenda è giunta alla Camera dei Deputati, con un’interrogazione a risposta in Commissione, rivolta Al Ministro dello sviluppo economico, al Ministro delle politiche agricole alimentari e… [leggi su dovatu.it] […]

  2. escaviva says:

    Gen 27, 2016

    Rispondi

    e chi era quella consigliera comunale che disse “ma no, sono nostri amici, mi portano anche i pacchi doni a natale”?

  3. vincenzo s. says:

    Gen 27, 2016

    Rispondi

    e il sindaco che dice? lo mette assessore al turismo? pagoto è peggio di antinoro

  4. rosalia says:

    Gen 27, 2016

    Rispondi

    la guardi di finanza cosa faceva? andava in giro con la’uto elettrica?

  5. vt says:

    Gen 28, 2016

    Rispondi

    tutti zitti sempre

  6. roberto says:

    Feb 13, 2016

    Rispondi

    che vergogna

  7. Scappare says:

    Giu 26, 2016

    Rispondi

    Sicilia…

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