“IL CENTRO PER L’IMPIEGO NON SERVE A UN CAZZO”

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Tanti personaggioni parlano di disoccupazione e reddito di cittadinanza. Dicono grandi nomi e progetti ma non sanno cosa vuol dire restare senza lavoro. Quella battuta che gira rende bene l’idea: “il jobact è un blowjob?”. Ne parlano, a vanvera, si parlano di “pompini” tra di loro, speculano sulla disperazione di milioni di italiani. Parlano di aiutare le imprese e poi le imprese, che hanno ragione e fanno solo i loro interessi, licenziano e vanno via.

SOTTO IL TAVOLO

La butto in ridere per nascondere a me stesso la mia disperazione.
Sono disoccupato da tre anni: ho fatto tutto quello che si deve fare, che ti dicono di fare.
Oltre alla ricerca personale, con internet, giornali, e tutto quello che viene in mente di fare, sono andato, da subito, all’ufficio per l’impiego della mia zona.

Ho fatto la coda in mezzo agli extracomunitari, ero l’unico bianco, italiano, è brutto dirlo ma va detto.
Ho dovuto stare in coda, attendere seduto fuori di un ufficio, davanti a chiunque passasse là dentro o là fuori, come in vetrina. Non mi sono mai sentito così umiliato.
Mi sono trovato in mezzo ad un mondo non mio: gente poverissima, sporca, puzzolente, ridotta veramente male ma che viene da alte zone del mondo dove staranno anche peggio. Non è colpa loro ma continuavo a chiedermi cosa ci facessi io in mezzo a quella tribù. Me lo chiedo tuttora. Io sono nato qui, in Italia e loro no: perché restano qui?
Io ero fiscalmente autonomo, quegli altri no: stavano in coda per avere la disoccupazione dell’inps. A loro l’hanno data, a me no, non avevo i requisiti. Quando l’ho capito ho iniziato a incazzarmi.

Sono veramente incazzato e disperato, non cerco nemmeno lavoro da più di un anno: non ce n’è, non se ne trova, quei pochi annunci sono solo finti lavori di vendita di prodotti incredibili o truffe.
Non credevo fosse così diffile.
Soprattutto non credevo che in tre anni il Centro per l’impiego non mi avrebbe mai chiamato.
Non mi ha mai chiamato: in tre anni, non mi ha mai chiamato. Mai mai mai.
Ci sono tornato un paio di volte a chiedere cosa fare: dopo il colloquio di orientamento ho capito che lavoro non c’era, me l’hanno detto, e che la banca dati è vuota e che non è organizzata bene: il mio precedente lavoro non corrispondeva a nessuna voce, eppure l’ho fatto per dieci anni!
L’ultima volta ho rifatto la coda e mi sono reiscritto tra i disoccupati: non mi hanno detto nulla, nessuno ha notato che ero già disoccupato. Ero iscritto e mi hanno riscritto.

Ho così verificato che il Centro per l’impiego non serve a un cazzo.
La mia vita, a quarantanni suonati, è rovinata: non ho più voglia, non ce la faccio.
Sono stanco, stufo, ho debiti, mi ero precedentemente separato e mi vergogno a farmi vedere dai miei figli.
Vivo da mia madre: sono tornato da lei dopo venti anni e faccio la vita che fa una pensionata di quasi ottanta anni.

Io esigo il reddito di cittadinanza: non si può lasciare la gente per strada, abbandonarla così.
Lo voglio anche per gli anni passati, non è possibile partire da zero.
Sono tre anni che aspetto un aiuto, per vivere. Un paese civile non abbandona la gente. E invece sti stronzi parlano parlano parlano.

Il lavoro non me lo troveranno mai perché non c’è e quegli uffici lì non fanno nulla, non servono a niente.
Il lavoro se lo sono mangiato tutto in tasse per pagare le spese di chi sta sulle poltrone: ora non hanno più soldi nemmeno per loro, hanno speso tutto, e fanno già i conti per non pagare quello che hanno promesso.
Io li odio tutti.

Vorrei che provassero quello che provo, che passassero sei mesi come i miei tre anni.

 

Un lettore

Redazione

11 commenti

  1. Claudio says:

    Lug 11, 2014

    Rispondi

    Mi dispiace davvero. Io ho 31 anni, laureato, e leggendo questo articolo sto avendo un’anticipazione di quel che sarà il mio futuro. E’ di una tristezza immonda

  2. Davide says:

    Nov 10, 2014

    Rispondi

    Emigra come hanno fatto gli altri e lascia l’italia ai negri. Caio

  3. Ingrid says:

    Giu 29, 2016

    Rispondi

    vergogna per questi insulti razzisti, la gente ‘negra, sporca etc’ è gente che ha una profonda dignità! se i bianchi occidentali non andassero a depredare altri mondi delle loro ricchezze e a imporre le loro politiche schiaviste, tanta gente non verrebbe qua….Però a te piace pensare, come la maggior parte degli italiani imbecilli, che loro vengono a rubare il lavoro a noi. La verità è che questa Italia rispecchia pienamente l’italiano medio: disonesto, piagnone, ignorante non dico del proprio passato, ma neanche del proprio presente.
    Per il resto, l’unico commento che mi viene da dire: ti fa schifo il tuo paese, e non vuoi far nulla per cambiarlo, alza il culo e vai altrove.
    Firmato, una studentessa neolaureata in partenza per l’estero.

    • Mamma didperata says:

      Ott 31, 2016

      Rispondi

      Non meriteresti neanche una risposta visto che parli senza sspere niente. visto che sei Laurrata e sai tutto tu la scia tu l”Italia perché sei una dei cosìdetto benpensanti che continuano a distruggere questo paese.

    • Lorenzo says:

      Ott 24, 2018

      Rispondi

      Cara studentessa neolaureata che a giugno 2016 come vedo dalla data di pubblicazione della risposta è in partenza per l’estero, mi sento di dirLe un paio di cose. Questa discussione è relativa alla disoccupazione qui in Italia. Innanzitutto spero che sia all’estero e che abbia trovato fortuna. Quello che io posso rimproverare a chi pubblicò nel febbraio 2014 è la terminologia con cui definisce quelle persone. Per il resto posso solo schierarmi dalla parte dello stesso. Chi Le scrive è un utente che dovrebbe godere dei privilegi di cui la legge 68/99. Dal 2015, anno in cui mi sono iscritto alle liste del collocamento obbligatorio previsto dalla sopra menzionata legge (se la vada a leggere se non la conosce), con percentuale di invalidità pari all’80% non ho fatto un’ora, dico un’ora di lavoro dopo numerosi colloqui con la responsabile del centro per l’impiego. Ho fatto delle supplenze come docente di 2a. fascia essendo iscritto alle graduatorie, ma questo non ha nulla a che fare con i centri per l’impiego. Ho avuto un colloqui con l’addetta al collocamento obbligatorio delle categorie protette (Legge 68/99 che menzionavo sopra) due giorni fa’ e per una cosa che ho detto sono stato trattato malissimo dall’impiegata addetta. In compenso vedo che un sacco di persone provenienti dall’estero trovano subito un lavoro appena sbarcati o se non lo trovano vengono tranquillamente mantenuti (vanno in giro con smartphone di ultima generazione, tablet e chi più ne ha più ne metta) mentre i nostri disoccupati sono spesso costretti ad andare a mangiare alla caritas o a rovistare tra i rifiuti. Mi sento di riportare una Sua frase per poter rispondere a tono: “Però a te piace pensare, come la maggior parte degli italiani imbecilli, che loro vengono a rubare il lavoro a noi.” Infondo però si è firmata come una studentessa neolaureata in partenza per l’estero, quindi se Lei che critica chi ha scritto questo articolo per razzismo ma con una laurea è partita per l’estero dovrebbe pensare un po’ a se stessa e rivedere il Suo modo di pensare, perché se qui in Italia non avessimo tutta questa politica dell’accoglienza spropositata non avremmo bisogno di emigrare o cose simili. Poi ognuno è libero di pensare come vuole. I nostri antenati quando emigravano in Svizzera o altri paesi ricchi perché qui non c’era lavoro dovevano presentarsi con un contratto lavorativo già stipulato altrimenti venivano respinti e comunque se avevano lavoro nel paese estero vivevano in condizioni ben peggiori in cui si ritrovano a vivere gli extracomunitari (spero che questo termine non offenda la Sua sensibilità) che ospitiamo qui nostro malgrado offrendo loro tutti gli agi possibili. Sono poi pienamente d’accordo con la Sua frase: “La verità è che questa Italia rispecchia pienamente l’italiano medio: disonesto, piagnone, ignorante non dico del proprio passato, ma neanche del proprio presente.” Infatti gli italiani non fanno nulla per migliorare la situazione….sanno solo piangersi addosso. Se invece di fare tale cosa fossimo capaci di fare come in altri paesi dove prima si pensa ai propri cittadini e poi agli altri e dove i politici lavorano come devono lavorare sarebbe “un mondo migliore”. Altra frase che vorrei far notare: “ti fa schifo il tuo paese, e non vuoi far nulla per cambiarlo, alza il culo e vai altrove”. Cominciamo a cambiarlo pensando prima al bene di noi italiani e poi agli altri. Mi scuso per la durezza ma mi sentivo di dire queste cose in quanto certi argomenti della discussione mi toccano in maniera particolare. Un saluto a tutti.

  4. Steve says:

    Lug 25, 2016

    Rispondi

    Sono uno dei tanti appiedati del mondo del lavoro italiano e mi trovo per caso su questo sito. Mi sento di dire la mia…
    Accusatemi pure di razzismo e di ignoranza quanto volete,tanto sono consapevole di non essere ne la prima ne la seconda cosa quindi non mi fa ne caldo ne freddo.
    Sono fuori dal mondo del lavoro per una serie di circostanze da circa un anno. Quest anno,tra una settimana ne compio 41. Mi ritengo una persona positiva, propositiva e in grado di adattarmi e questo per me e un vantaggio: la maggior parte dei miei compatrioti non e cosi. Mi adatterei a qualsiasi cosa, e credetemi la cerco semplice. Non mi interessano 2/3000 euro al mese di promesse,carriera, eccetera. Con le promesse non so mangia ne si pagano i propri conti. Con un lavoro onesto invece si.
    Ho conosciuto tanti,tantissimi stranieri nei miei impieghi precedenti e sono arrivato,analizzando la situazione da un punto di vista della cosiddetta vox populi dalle informazioni recepite a chiaccherare e a parlare che in questo paese siamo servi. Siamo servi inconsapevoli di uno stato che avrebbe ogni tipo di potenziale per accontentare tutti ebdico tutti senza parlare di crisi,recessione, contrazioni di mercato.
    Quelle sono cose che lascio ai bancari e agli statisti.
    Non ce spazio per un ragazzo neolaureato cge vuole costruirsi una carriera,ne per chi come me ha accumulato una sufficiente esperienza in piu campi e avrebbe voglia di mettersi in gioco anche con attivita propria.
    Con quali soldi?
    E con quali prospettive?
    Di vedersi mangiare vivo da un sistema burocratico eccezionalmente assurdo, da una quantita di tasse, gabelle e balzelli cve nemmeno nel medioevo erano cosi pressanti, antipatiche.
    Molti dicono che la colpa e dell imprenditoria straniera, di quelli che vengono definiti ‘negri’ o quant altro. Io dico che la colpa e nostra. Ci sono paesi che hanno affrontato e superato situazioni peggiori della nostra con la sola volonta di rialzarsi,cbe hanno deposto governi e eliminato il marcio dal tessuto della loro nazione.
    Ma l italiano nonne cosi.
    L italiano vive di stronzate autocelebrative. Il cellulare per i selfie, la macchina lucids e perfetta, 65 pollici di televisore 3d e la connessione flat a casa.
    Il weekend a base di apericena e mare, la pizza del sabato sera e la scopatina con la moglie alla domenica dopo la partita.
    Ammazziamo per il calcio e per un litigio al semaforo ma non abbiamo le palle di sistemare quel che va male e di eliminare cio che di sbagliato esiste perche ormai,e questa e la massima espressione della tristezza che compone il nostro popolo,abbiamo accettato ogbi eccezione come regola.
    All ammico che scrive dico…non mollare, per quello che vale mantieni vivo te stesso e non sentirti mai umiliato. Cosi facendo la dai vinta a quel maledetto branco di dementi che fanno finta di governare.
    E all amica che parte per l’estero conclusi gli studi..hai la mia ammirazione e la mia invidia.
    Avessi le risorse per sparire lo farei anche io.
    Se qualcuno volesse scambiare opinioni sono disponibile.

    • Tommaso Botto says:

      Lug 25, 2016

      Rispondi

      non sparire… ci servi così. 😉

  5. Vittorio says:

    Mag 11, 2017

    Rispondi

    Salve,
    ho letto l’articolo con profondo rammarico e mi sento vicino alla persona che scrive. Uffici di collocamento? qui a Roma, per chi non lo sapesse, vengono tenuti in piedi solo per dare lavoro a quegli incapaci che già ci lavorano. Garanzia giovani poi, un’altra bella trovata per succhiare soldi senza render conto.
    Riguardo il partire per l’estero, mai ho sentito qualcuno partire senza avere la certezza di tornare e trovare un letto comodo e soldi. Non prendiamoci in giro, andare all’estero a lavorare non è soltanto una questione di linguaggio ma è soprattutto un ponderare bene i rischi e se uno non ne trova allora parte, punto. Cazzate se ne dicono tante, ma quanti ammettono che papino e mammina sono li pronti a pagarti viaggio, alloggio e quant’altro quando sei li in terra straniera; non diciamo puttanate, non stiamo fuggendo dalla guerra quindi nessuno di noi andrebbe in contro a rischi volontariamente per chissà quale prospettiva di lavoro non meglio definita. Vedesi ad esempio chi parte, non trova nulla (e ce ne son tanti, state molto attenti a chi fa lo splendido sulle opportunità di lavoro all’estero) e torna a casa tranquillamente perchè papà gli aveva dato un budget fisso oramai terminato. Io grazie al cielo lavoro in campo informatico, non laureato, ho fatto come si faceva un tempo: passione per questo campo e APPRENDISTATO VERO, quello che si fa stando vicino alle persone del mestiere e imparando e carpendo l’essenziale dai migliori. Dall’età di 19 anni ho sempre trovato lavoro con qualche pausa di appena un mese e oramai lavoro da 7 anni con continuità (nel momento in cui scrivo a tempo indeterminato). Non sono un miracolato, ho intrapreso un percorso diverso, fatto anche di amicizie giuste vorrei aggiungere. Dico questo perchè alla bravura nel lavoro bisogna aggiungere anche la capacità di relazionarsi, spesso estremanente sottovalutata, a quel punto tutto fila liscio. Qui in Italia la situazione non è facile signori, ma non lo è neanche in altri paesi credetemi; non fatevi accecare da quegli italiani che per pigrizia, mancanza di volontà e soprattutto limitate o del tutto assenti capacità e competenze vanno all’estero cercando aziende ben quotate, laboratori di ricerca universitari (scusate volevo dire aziende farmaceutiche) e via discorrendo per poi scoprire che comunque non c’è posto o se c’è è li solo perchè forza lavoro comoda allo stato ospitante. In ogni caso nulla che giustifichi un fugone allucinante oltralpe. Peggio sono quelli malati di nostalgia che lavorano fuori, ma che cazzo di nostalgia avete se siete andati via voi??? ma siete svasati completamente??? Quelli che poi trovano lavoro e denigrano l’Italia, meglio averli persi, povere persone prive di qualsiasi virtù che le riscatti; buon per voi che avete trovato el dorado altrove, la prossima volta però un pizzico di umiltà e consapevolezza che a noi, ancora qui, non frega un cazzo della fortuna che hai avuto, perchè altri l’hanno trovata anche qui senza partire, non siete un esempio da imitare se è così che volete definirvi, elevandovi a persone straordinarie che han capito tutto della vita. Avete fatto ciò che qui non vi è riuscito punto, fatevene una ragione, non siamo ne contenti ne scontenti per voi, ma non ci scassate la minchia. Detto questo, non posso che fare un in bocca al lupo a chi se la passa male, invece che dirvi fate come me vi dico “possiate avere la mia stessa FORTUNA, perchè sempre di questa si tratta, è una variabile di vita imprescindibile”.

  6. Vittorio says:

    Mag 11, 2017

    Rispondi

    Ah scusate quasi dimenticavo l’argomento stranieri. Straniero è anche chi cambia città nello stesso stato, il razzismo brucia dentro come l’ignoranza. Invece di cercare l’uomo nero, cercate il modo per vivere felici 🙂 Discorso a parte per gli zingari, chi vive di solo male per il prossimo una sola fine dovrebbe fare.

  7. Giovanni Melchiorre says:

    Ago 31, 2018

    Rispondi

    In Italia non ce lavoro per i disabili sono dal 2012 che o un lavoro precario di tre mesi al hanno io o una famiglia

  8. Giovanni Melchiorre says:

    Ago 31, 2018

    Rispondi

    Di cosa e vero che il centro per impiego non valle nulla e solo un bisnes

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