GRUPPO ESPRESSO: MALUMORI A UDINE E A TRIESTE

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Giornalisti contro: critiche delle piccole testate contro il monopolio di Messaggero Veneto e Il Piccolo. Interviene Assostampa con l’Ordine dei Giornalisti, all’ombra della censura. maldipancia

Notiamo che al “problema Messaggero Veneto” di Udine, sollevato in diverse circostanze da questa minuscola testata (e da pochi altri coraggiosi), si affianca, in quel di Trieste, un “problema Il Piccolo”, quotidiano locale sempre di proprietà del Gruppo L’Espresso.

La diatriba che riassumiamo sommariamente ci amplificato lo sconforto perché… leggiamo spesso Il Piccolo, preferendolo, per innumerevoli motivi, al Messaggero Veneto (lettori Triestini, guardate come siam messi a Udine!..): continueremo certamente a seguirlo ma… leggete cosa è successo a Trieste.

 

ATTACCHI A DUE CRONISTI, comunicato di Assostampa FVG:

Il Consiglio Regionale dell’Ordine dei Giornalisti ha esaminato, nella sua ultima riunione, gli esposti presentati da due colleghi del quotidiano Il Piccolo, in merito agli attacchi, anche di carattere personale, subiti nelle scorse settimane da parte del periodico “La Voce di Trieste”, nella versione cartacea e on-line, e sui profili del social network Facebook riconducibili al movimento Trieste Libera. Il Consiglio ritiene che gli esposti, considerato il materiale a supporto presentato, abbiano fondamento e ha quindi trasmesso gli atti al Consiglio di Disciplina dell’Ordine, esprimendo nel contempo, insieme all’Assostampa del Friuli Venezia Giulia, piena solidarietà ai colleghi oggetto di ingiustificabili espressioni lesive della loro professionalità e onorabilità.

Giornalisti contro giornalisti: un brutto segno dei tempi ma in un dibattito critico e democratico ci può stare. Chiamare in ballo Ordine etc., però, ci sembra una forzatura, un po’ come chi le prende a scuola e manda la mamma a farsi difendere… Forse è una politica dei ‘grandi’ non replicare sulle proprie pagine alle critiche dei ‘piccoli’ e, spesso, le critiche sanno essere particolarmente scomode.

L’oggetto del contendere è ripreso nella replica de La Voce di Trieste:

(Tratto da http://www.lavoceditrieste.net/2013/11/13/nuovo-attacco-alla-voce-attraverso-ordine-e-sindacato-dei-giornalisti/ ) Nel caso di Trieste, per essere chiari, la Voce è l’unico giornale d’inchiesta della città, ed il solo che contrasta sistematicamente i “poteri forti” della politica e dei malaffari indagandone e denunciandone gli abusi sia stampa che in rete e nei tribunali.
E questo in un ambiente giornalistico locale che è dominato da quattro grossi organi d’informazione sostanzialmente, e spesso pesantemente, allineati al potere politico ed economico: i quotidiani monopolisti in italiano Il Piccolo ed in sloveno Primorski dnevnik, e due emittenti radiotelevisive locali una di Stato, la RAI regionale, e l’altra privata, Telequattro.
In pratica, se vuoi trovare lavoro regolare e fare carriera, e non la fame, come giornalista a Trieste devi farlo da loro ed alle loro condizioni di testate che, per loro stessa natura, non vogliono o non possono informare controcorrente, né consentirlo ai loro giornalisti, e diventano spesso anche veicolo di coperture e campagne disinformative dei poteri dominanti.
Poteri dominanti che a Trieste consistono da sempre in consociazioni trasversali di interessi politici ed economici associati in grandi operazioni illegali, che alla classica gestione anomala degli appalti, delle consulenze e delle discariche di inquinanti hanno aggiunto l’urbanizzazione illecita del Porto Franco Nord, la compressione illecita dello sviluppo del porto franco di Trieste a beneficio dei porti italiani, le manovre per imporci il rigassificatore, e forme di repressione sempre più fraudolenta e pesante contro chi finalmente rivendica i diritti internazionali di indipendenza e lavoro della città.
Ed è ovvio quanto notorio che quei poteri dominanti siano letteralmente con le bave alla bocca di fronte al fatto che la piccola Voce osa invece opporsi smascherandoli, sbugiardandoli e denunciandoli liberamente e senza paura. Siamo, insomma, nella posizione di Davide e Golia, o del Grillo parlante che deve schivare le martellate, dirette o trasversali. E se possibile restituirle.
Mi è inoltre personalmente difficile riporre fiducia nell’Ordine regionale, ed ora anche nel sindacato, sia per la situazione ambientale descritta, sia per il loro schieramento pubblico pre-giudiziale a favore dei due accusatori innominati, sia per precedenti concreti di segno opposto. Quest’attacco è tuttavia molto interessante perché potrebbe fornire nuove prove utili sul confronto fra poteri trasversali e libertà democratiche a Trieste. E può essere anche un segnale politico significativo, se alle persecuzioni in abuso di giustizia contro il movimento politico triestino più attivo (Trieste Libera) si tenta di associare anche la censura della stampa triestina indipendente abusando delle organizzazioni professionali. In ogni caso, intendo ovviamente difendere me stesso e la Voce con tutti i mezzi legittimi, e come sempre senza paura: abbiamo anche soluzioni alternative in caso di ingiusta sospensione o radiazione.
Se dunque dei “poteri forti” locali e loro associati pensano che noi triestini siamo ancora disposti a farci comandare, tosare e macellare da loro come un gregge di pecore, si sbagliano. Paolo G. Parovel direttore responsabile de La Voce di Trieste

Siamo certi che quanto dichiarato da Parovel, a torto o a ragione, lo si senta dire in numerose provincie italiane, tutte ben presidiate da un giornale locale d’un certo tipo… Quanti giornalisti si leggono in queste parole?

 

Redazione

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