GRAVE RITARDO POR-FESR 2014-20, FVG: “PARAMETRI MOLTO RIGOROSI…”

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LE ‘CONFIDENZE’ DEGLI UFFICI CONTRADDICONO LA VERSIONE UFFICIALE: “SIAMO FANALINO DI CODA”

Il Presidente Maroni lunedì 18 maggio 2015 sul Corriere Economia (pag. 36) ha dichiarato che “per i fondi comunitari l’arma vincente è la velocità: Indispensabile è la velocità nell’assegnare i fondi e l’attenzione al territorio. I fondi sono infatti ossigeno per le nostre piccole e medie imprese.”

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Gli addetti ai lavori della Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia ci fanno invece sapere che “il programma in FVG è ancora ‘in lavoro’, noi siamo ancora a trastullarci, il POR non approvato e le nostre imprese soffrono. Per non parlare di Italia Slovenia…”.
“La Regione FVG è sempre in forte ritardo sulla nuova programmazione europea 2’14-20″ -ci confida un funzionario regionale- “dobbiamo premettere un fatto molto grave: per il Programma operativo regionale POR FESR 2007-2013 alla Regione erano stati inizialmente assegnati 303 milioni di euro (vedi delibera della Giunta Regionale n. 1967/2009), ma con il passare degli anni e delle irregolarità di gestione che abbiamo spesso denunciato, l’importo di 303 milioni è stato ridotto all’improvviso con un colpo di spugna a 233 milioni, (vedi delibera della Giunta Regionale n. 324/2015), quindi la Regione ha rimandato indietro i fondi che non era riuscita ad utilizzare.
Per la nuova programmazione POR FESR 2014-2020 alla Regione sono stati assegnati 230 milioni, quindi 70 milioni in meno rispetto al 2007.
Ma, non c’è mai limite al peggio, ad oggi il POR FESR 2014-2020 non è approvato e i fondi non possono venir utilizzati.
Siamo la regione fanalino di coda di tutta l’Italia, le altre regioni sono operative e stanno ripartendo sul territorio i fondi europei.
La Regione ha predisposto il Programma ma si è dimenticata di predisporre gli allegati e in particolare il documento S3 (la Strategia di Specializzazione della regione).
Peroni, accorto del guaio, ha passato il testimone a Bolzonello.
Bolzonello, davanti alla disastrosa eredità, ora cerca di difendersi dando la responsabilità all’Unione Europea che continua a chiede troppi documenti.
Ci dobbiamo porre la domanda se l’UE è stata esigente con la Regione FVG o anche con le altre Regioni?
Secondo noi le altre sono forse state più diligenti della nostra e hanno predisposto in tempo i documenti richiesti dai Regolamenti.
Sull’argomento tutti tacciono (sinistra – centro – destra -5 stelle) ma a morire sono le nostre imprese, i 70 milioni di euro della precedente programmazione e i 230 della nuova, sarebbero stati ossigeno vitale.
Per il Friuli Venezia Giulia il POR FESR 2014 2020, è ancora in ritardo, non è ancora stato approvato dalla Commissione Europea. A luglio 2014 è stato inviato il testo a BX, poi sono arrivate le osservazioni, quando la società incaricata aveva predisposto le risposte alle osservazioni ha avuto un incontro con il reporter della CE (dicembre 2014) che premesso chiedendo se era stato predisposto il documento S3. La Regione e la società si erano scordati di predisporlo e in fretta con un copia e incolla hanno redatto il documento regionale S3 (Strategia di specializzazione intelligente periodo 2014 2020). Non si erano nemmeno confrontati con le altre Regioni per chiedere quali atti andavano allegati. Da pochi giorni è stato inviato a BX e ora la Regione è in attesa della risposta, ma intanto i mesi passano”.

Insomma, un disastro annunciato gestito da incompetenti allo sbaraglio?
E non solo; prosegue il ‘nostro’ funzionario, denunciando che:

“Ancora più in ritardo è il Programma transfrontaliero Italia Slovenia 2014 2020 dove la Regione FVG è Autorità di gestione. Ad oggi il Programma è ancora in lavoro, i funzionari continuano ad incontrare la società Meridiana di Roma incaricata a scriverlo. Il ritardo compromette l’avvio dei finanziamenti e la relativa assegnazione dei fondi …. Ci sono tutte le premesse per un altro bagno di sangue come avvenuto con la programmazione Italia Slovenia 2007 2013. Il Programma ammonta a 91,6 milioni di euro e il termine ultimo per l’invio alla Commissione Europea, come da Regolamento UE, era il 22.9.2014, ma la Regione continua a chiedere proroghe. il Progr. It/Slov è ancora fermo in Regione e così rimarrà per tutto maggio e oltre. Serracchiani la scorsa settimana aveva annunciato che le competenze dei fondi comunitari sarebbero passate da Peroni a Bolzonella ma nella realtà il testimone non è passato di mano”.

 

Oggi in Consiglio Regionale FVG si è parlato proprio di questo.
Vediamo quali scusanti sono state presentate per l’incredibile e costoso ritardo nella programmazione.

Ecco il comunicato stampa odierno:

Il Programma operativo regionale (Por) del Fondo europeo di sviluppo regionale (Fesr) obiettivo “Investimenti in favore della crescita e dell’occupazione” è lo strumento di programmazione che la Regione ha predisposto per definire – all’interno del quadro di riferimento economico-sociale del territorio europeo – gli ambiti di sviluppo che beneficeranno dei contributi dei Fondi strutturali europei, dello Stato e regionali tra il 2014 e il 2020.

La spiegazione all’Aula del disegno di legge n. 92 e dei suoi 7 articoli è del relatore unico, Renzo Liva (Pd).

Rispetto al precedente periodo programmatico 2007-2013 – ha affermato Liva -, l’attuale prevede un insieme di nuovi adempimenti che rendono più gravoso l’iter di attuazione del Programma.
Perciò l’Amministrazione regionale ha deciso di metter mano alla questione prima della conclusione della procedura negoziale della Commissione europea e della sua approvazione, così da poter attivare poi rapidamente i relativi bandi di attuazione.

Quanto ai contenuti, si prevede la costituzione di un Fondo fuori bilancio per la gestione finanziaria del Por 2014-2020 e del Programma di azione e coesione 2014-2020 (Pac). L’obiettivo è quello di disporre di una gestione coordinata e flessibile delle risorse finanziarie mantenendo una visione d’insieme, sul piano finanziario, dell’intero Programma e disporre della possibilità di erogare le risorse in tutti i 12 mesi.

Il Regolamento generale sui Fondi strutturali e di investimento europei e l’insieme degli atti di regolamentazione comunitaria – ha proseguito il relatore – prevedono da un lato maggiori benefici e dall’altro, come accennato, un incremento delle procedure. Tra i benefici si rinvengono l’obbligo del rispetto delle scadenze per i pagamenti dei beneficiari e un alleggerimento delle procedure attraverso una significativa informatizzazione dell’intero sistema. A questi, però, si aggiungono nuovi obblighi e nuovi procedimenti, quali la verifica della capacità amministrativo-finanziaria e operativa del beneficiario, valutazione antifrode e di chiusura dei conti. Si tratta di operazioni che rendono maggiormente complesso il sistema di gestione e controllo del Programma.

I parametri fissati dal quadro normativo europeo risultano sempre più rigorosi. Per questo si è deciso di sfruttare le procedure amministrative e informatiche messe in atto nelle precedenti programmazioni. Tale scelta permette di ridurre i termini e i tempi di pagamento. Oltre a ciò, si prevede la gestione delle risorse del Pac con il medesimo sistema di gestione e controllo del Por per poter utilizzare detto strumento quale “overbooking” sul Por stesso, semplificando le procedure e gli organismi attuatori. Così facendo si permette la piena interscambiabilità dei progetti finanziati.

Per le procedure di appalto – ha detto il consigliere – si propone di standardizzare le stesse alla normativa di recepimento nazionale. In questo modo le stazioni appaltanti sono tenute a comunicare e restituire al Fondo le economie contributive derivanti da ribassi d’asta, così da reimpiegare tempestivamente dette risorse in altri progetti.

Articolo a parte la gestione ordinaria e la gestione speciale dei progetti. Nel caso della gestione speciale è importante garantire i target di spesa e di risultato obbligatori del Por attraverso due modalità: la prima prevede la creazione di un parco progetti da finanziare anticipatamente alla definizione-approvazione del Por; la seconda, in fase attuativa, integra le operazioni selezionate nell’ambito del Por con altre operazioni già selezionate, o in corso di selezione, nell’ambito di altri canali di finanziamento. Inoltre – ha concluso Liva – le risorse stanziate in favore del Programma operativo possono finanziare operazioni collegate a leggi regionali di settore qualora le operazioni rispettino determinati criteri.

Tommaso Botto

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