Giornalismo: “DEL CUL FECE TROMBETTA”, premio per chi l’ha fatta più grossa e maleodorante

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Il pericoloso grigiore mediatico del Friuli, asservito al PD, descritto dal sagace Tibaldi Aldevis ( Comitato per la Vita del Friuli Rurale): Quousque tandem abutere, Debora, patientia nostra?

friul

Un tempo la scoreggia era considerata vituperevole, oggi si è trasfigurata e, per quanto maleodorante, non ponderata e irrazionale, ha assunto le sembianze del comizietto ad uso del politico che non esita a vantarsi delle sue malefatte mediante le falsità di una comunicazione che non ammette repliche.

Uscita dalla penna di Dante Alighieri, era servita a creare una parentesi comica e grottesca durante il penoso cammino nei gironi infernali.
Fu allora che il capo dei diavoli, tal Malacoda, chiamò Barbariccia con altri dieci diavoli, affinché -pur non desiderati- scortassero il sommo poeta e Virgilio per tutto il tratto della bolgia. Fu a quel punto che il diavolo Barbariccia, ordinata a dovere la sua truppa, la incamminò al suono ritmato delle sue scorregge e
del cul fece trombetta come fanno le trombe delle bande militari, dando ordine alla sguaiata marcia e, al tempo stesso, annuncio ai dannati, i quali, immersi nel mare di pece, dal terrore abbassavano immediatamente il capo, aspettando in apnea il passaggio della scorreggiante schiera.

La metafora è bell’è fatta: noi siamo i dannati abituati a chinare il capo al passaggio della scorreggiante e prepotente schiera; proprio come fanno i ranocchi che si immergono nello stagno al comparire della famelica serpe: con la sola differenza, che l’odierna Barbariccia dispone di un apparato di amplificazione di tengo famiglia che le consente di strombazzare a destra e a manca ogni sua indecenza, senza poter essere mai contraddetta!

Il PD regionale prende una batosta elettorale targata Serracchiani che lascia esterefatti: ebbene, la scornacchiata e sbigottita truppa viene convocata a Udine dalla vera responsabile del fallimento e, anziché la dovuta analisi del voto, si sente dire che la colpa è del baion, che tutto rimane come prima, che in fondo il mal comune è mezzo gaudio… che chi è senza colpa scagli la prima pietra.
L’unica raccomandazione è quella di
tornare fra la gente, ma a far che, a imbonirla, a illuderla: la governante non lo dice.

E mentre qualcuno dei tremebondi caporioni, non pago della batosta e della scoreggiata analisi del voto, le chiede di ricandidarsi alle prossime regionali, lei fedele al suo impegno non perde tempo e per stare in mezzo ai suoi elettori, anziché recarsi a Codroipo o a Zompitta, corre come sempre a Roma, dove nel teatrino dello studio televisivo di Agorà può finalmente far sapere agli Italiani e al mondo intero quant’è brava lei, quanto sia disposta a sacrificarsi e quanto è ben governata la sua Regione…
Che siano scoregge o scene tratte dal libro Cuore poco importa; l’importante è andare in onda e, affinché l’ingrato elettore effevuggino si convinca che il verbo dalla televisione di Stato è oro colato, la notizia della comparsata romana viene subito ripresa dal fedele notiziario regionale delle 14. Poi, a non far cadere il sospetto che i costi della trasferta propagandistica e delle attività di partito ricadano come al solito sull’ignaro Cittadino, all’utile si unisce il dilettevole. E poiché uno straccio di ministro dell’ambiente è sempre pronto a fornire l’alibi di turno, ecco bell’è organizzato un incontro
per fare il punto sulla situazione di Torviscosa, dimenticando che il punto lo hanno già fatto troppe volte, non ultima in occasione di una apposita, recente visita in Regione del ministro Galletti.

Fatti edificanti che dimostrano l’attaccamento alla nostra terra, un po’ come avveniva nel corso delle visite compiute in Piemonte, quando alla vigilia delle assemblee dei presidenti regionali vi si recava per ammaestrare Chiavarino sul da farsi e con l’occasione mimetizzava il vero scopo della trasferta portandosi dietro, una volta due etti di Sandaniele da abbinare al barolo, un altra una fiaschetta di bianco del Collio da associare ai rossi piemontesi. E giù articoli autocelebrativi: il tutto in una esaltata, assolutamente improbabile ed improduttiva alleanza enogastronomica con una Regione che ci supera in tutto.

Ma al di là dei vapori alcolici, si può sapere perché il PD della governante ha preso la recente batosta elettorale?
Come mai non hanno avuto effetto le bugie e le promesse degli ultimi anni, o le quotidiane e ridicole sfilate in Porto Vecchio con ministri e quaquaraquà di ogni ordine e grado?

Come mai l’unico del PD ad aver stravinto è stato il sindaco uscente di Palmanova: il solo ad aver contrastato l’elettrodotto della Terna e di conseguenza la stessa governante, madrina e fautrice di quell’orrendo ecomostro?

E’ mai possibile che le centinaia di dipendenti Rai siano stati tutti colti da improvvisa ingratitudine?
Che siano andati tutti al mare insieme ai tengo famiglia del Messaggero Veneto?

Che nessuno abbia pensato di far votare i piloni dell’elettrodotto o le centinaia di pachistani e afgani che trascorrono le ferie nella nostra Regione?
Possibile, poi, che i cavatori di questa regione non siano stati in grado di ricambiare i favori ricevuti dal vertice regionale?

In fondo, a forza di prendersi gioco dei Cittadini e di ammorbarli con le loro flatulenti promesse, si sono montati la testa e sono quindi caduti in uno stato di onnipotenza che ha fatto smarrire ogni ragionevole limite della decenza.
Evidentemente, hanno fatto conto alla scarsa reattività delle nostre genti, abituate come sono state a credere nel giudice di Berlino e nelle integerrime istituzioni della Defunta. Evidentemente,
continuano ad abusare di quei Cittadini che stando ai dati ancora parziali sono caduti a migliaia nella rete degli istituti e nelle cooperative di credito, senza colpo ferire e senza che un vertice regionale si fosse fatto carico di mettere il naso sulla mala gestio, sui trucchi e sulle truffe contabili.

Può davvero un partito pensare di abusare della fiducia di una popolazione mite per quanto arrendevole? Può continuare a spadroneggiare senza dover pagare il fio delle sue colpe e delle sue menzogne?

Può sentirsi a tal punto impunito da umiliare la autonomia facendola passare per una accresciuta disponibilità ad accettare un adeguamento contabile, ovvero le imposizioni dal governo centrale.
Come si fa a sopprimere sul nascere l’istanza referendaria, cioè la legittima aspettativa della popolazione di vedere rispettate le regole basilari di una democrazia compiuta?
Le richieste di referendum promosse dalla base popolare sono state negate sul nascere e lei, la governante, nemmeno una parola: ha preferito mandare avanti i sottopanza, della serie
va avanti tu che a me me vié da ride

Quousque tandem abutere, Debora, patientia nostra?

Sono arrivati al punto di impedirci di partecipare alle audizioni che ritualmente precedono la presentazione di una nuova legge, senza contare le evidenti complicità con le quali amministrano la disinformazione in materia ambientale e per qualsivoglia altro provvedimento che condiziona la vita delle persone e in fondo la loro disaffezione dalla politica.
Naturale quindi reagire alla batosta elettorale con la consegna del silenzio e con un
boia chi molla che la dice lunga sulla possibilità di un ravvedimento…

Per capire il meccanismo del combinato disposto che consente loro di addomesticare l’opinione pubblica e arrivare al dunque, basterebbe ripercorrere la strategia adottata nella vicenda delle cave di cui abbiamo già dato ampio resoconto.

Ebbene, come al solito, la miccia era stata accesa dal Messaggero sin dal due di marzo e gonfiata ad arte non certo del gravissimo danno ambientale provocato nel corso degli anni dal mancato controllo delle attività, bensì dall’idea del grave danno che sarebbe derivato all’economia regionale e a vantaggio della vicina Slovenia.
Un titolo inconfondibile: CAVE A RISCHIO DI CHIUSURA. Stop all’attività in diversi siti, mentre la Slovenia si riorganizza …

Ma neanche a farlo apposta il grido di dolore dei cavatori viene subito raccolto dall’assessore regionale che dire dell’ambiente è dire poco.
Un tempismo degno di un chiaroveggente con una risposta che lascia pochi dubbi su chi mena le danze in questa povera Regione:“Accolte molte richieste, il ddl è pronto” Insomma è del tutto evidente che la nuova legge è figlia degli accordi fatti sotto banco con i cavatori e ne avremo prova in successive dichiarazioni pubbliche, ma anche dalla assenza di ogni contraddittorio, dalla assenza delle associazioni ambientaliste di regime, delle rappresentanze dei comuni e dal veto imposto alla nostra audizione: un vero e proprio schifo.

Una legge indegna di una popolazione civile e di un ambiente colpito a morte; una legge sanatoria, che i media regionali fanno del loro meglio per non far conoscere alla cittadinanza la quale, ben si sa, è troppo inesperta ed immatura per capire.
Anzi prima che il disgusto possa diffondersi, il tg regionale, da buon servizio pubblico qual è, interviene a fianco dei cavatori per scongiurare il pericolo che si debba ricorrere agli inerti della Slovenia, per quanto più economici dei nostri. A riprova della ubiquità dei cavatori e del sodalizio con un esecutivo che ha bisogno di pararsi il fondo schiena lo fa in due successive occasioni, una curata dalla redazione triestina e una da quella di Pordenone.

Di fronte a tanta improntitudine e a cotali scoregge, abbiamo pensato di istituire un premio intitolato al Barbariccia del Sommo Poeta e nel premiare chi l’ha fatta più maleodorante, già si profila un testa a testa fra la assessora regionale all’ambiente e il direttore del Messaggero, il quale, approdato con il proposito di essere l’alfiere del Friuli e della sua dignità, tradita ogni aspettativa, si è dileguato senza una sola parola di commiato.

Tibaldi Aldevis

Redazione

1 comment

  1. Silvi says:

    Lug 17, 2016

    Rispondi

    È talmente ben governato la Regione FVG che continua a perdere milioni e milioni di fondi comunitari e i 48 consilieri e i 12 assesori fan finta di non vedere

Commenti

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