FVG E FONDI UE: FACILI ENTUSIASMI E OPPIO MEDIATICO

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La segnalazione di un addetto ai lavori: “E’ impressionante constatare come lo Stato e la Regione FVG occultino la realtà ed i media siano compiacenti”. Alcuni documenti esclusivi evidenziano invece un’operazione fallimentare che spalma in due programmazioni (2007-13 e 2014-20) una perdita secca di ben 140 milioni di euro.


Gennaio 2016 – TIRIAMO LE SOMME dei programmi europei 2007–2013 ?

Siamo arrivati alla fine dei programmi comunitari 2007 – 2013: entro il 31/12/15 la Regione FVG ha dovuto certificare le ultime spese a Bruxelles.
La data del 31 dicembre 2013, paradossalmente, non coincide con l’effettivo termine di attuazione dei progetti dei programmi cofinanziati dai Fondi Strutturali europei nel ciclo di programmazione 2007-2013 poiché il periodo di attuazione del ciclo prosegue nel biennio successivo (in base alle regole di esecuzione del bilancio comunitario vigenti, la cosiddetta dell’ “n+2”).
Già questo traslare di due anni un termine perentorio di un settennato (la UE usa la periodicità 7, come gli anni di vacche magre e vacche grasse)  induce a valutare come minimo cervellotico il sistema dei finanziamenti europei.

Due anni che, peraltro, si allungano ulteriormente, oltre i tre anni, dato che “il progressivo avanzamento della spesa certificata rispetto alla dotazione finanziaria proseguirà con cadenza periodica fino al 31.3.2017”, come dichiara il Dipartimento per lo sviluppo economico sul portale www.opencoesione.gov.it.
Comprendiamo quindi la refrattarietà di numerosi colleghi giornalisti a spulciare in questa montagna di regolamenti e nei dati che via via vengono forniti dalle istituzioni regionali, statali ed europee. Ma Dovatu spulcia, dopo aver studiato…

 

I dati lusinghieri grazie al “gioco delle tre carte”

01 POR FESR
Ora è il momento di rendere pubblici i dati e i risultati tangibili conseguiti (semmai ce ne fossero).
Andiamo a dare un occhio ai dati del Programma operativo regionale POR FESR 2007-2013.
Negli anni, i presidenti Illy poi Tondo ed infine Serracchiani, si sono vantati dei 300 milioni di euro messi a disposizione, tutti fondi da destinare a beneficiari regionali per sostenere l’economia.
Nel lontano 2007 la Regione aveva approvato il Programma con 300 milioni di stanziamento (delibera della GR n. 1274/2007).
Nel 2013 Debora Serracchiani, in campagna elettorale, aveva denunciato i ritardi di Renzo Tondo ed aveva richiamato più volte i 300 milioni di euro del POR FESR, non ancora completamente spesi (anche nel programma elettorale a pagg. 11 e 33).
Qual è la realtà: dal sito della Regione risulta che la Regione ha recentemente certificato 210 milioni e quindi di 90 milioni di euro in meno rispetto allo stanziamento iniziale di 300 milioni.
Come mai ben 90 milioni in meno visto che sono trascorsi nove anni dall’inizio della programmazione?
A fine 2013 (il 20.12.2013 con deliberazione della Giunta regionale n. 2442) Serracchiani, invece di impegnare in fretta gli stanziamenti non ancora utilizzati del POR FESR 2007 2013 pubblicando bandi per la distribuzione dei fondi, ha riadottato il nuovo Piano finanziario, ‘rigettando’ ben 70 milioni (€ 67.556.807,00 per la precisione, dirottati in un altro sistema di cofinanziamento, questo invece nazionale, che si chiama PAC (Piano Azione Coesione).
Quindi, come si evince dall’esclusivo documento che proponiamo qui sopra, venne ridotto lo stanziamento  da 300 a 233 milioni, ma perché?
Con delibera n°2442/2013 Serracchiani ha giustificato, “visti i ritardi riscontrati nell’avanzamento finanziario della programmazione comunitaria”, la riduzione dello stanziamento da 300 milioni a 233, facendo sparire i 300 milioni iniziali dalla contabilità.
Ha cambiato le carte in tavola per poter dire pubblicamente che ha speso il 90 % e non il 60% dello stanziamento: banale escamotage, una sorte di “gioco delle tre carte” di finanza pubblica adottato anche da altre regioni italiane, ma tant’è…
Così son tutti contenti e possono spendere un’ottima immagine, visto che la sufficienza minima “in pagella” si ottiene certificando una spesa del 48,5% dell’importo totale stanziato (è anche questo cervellotico: il “6”, in Europa, si ottiene con un “5-“).

Il campanello e i contratti Ecosfera / Ernst&Young

Intanto, pochi controllano e la minoranza in Consiglio giace in letargo, rimane in silenzio, tranne un paio di eccezioni, in quanto corresponsabile del fallimento (nel settennato si sono succeduto tre governi diversi) o perché ha difficoltà a comprendere, a districarsi in questo aggrovigliato e cervellotico sistema di finanziamento pubblico.
Ma chi avrebbe dovuto controllare?
Per l’assistenza tecnica, sorveglianza e monitoraggio del POR FESR 2007 2013 la Regione FVG ha appaltato consulenze per oltre sei milioni di euro alla società Ecosfera Spa di Roma, i cui vertici risultano implicati in reati di “corruzione, associazione a delinquere, truffa aggravata finalizzata all’indebito conseguimento di erogazioni pubbliche, falso ideologico ai danni della UE”.
Ecosfera è infatti nota alle cronache per le indagine della Procura dell’Aquila (Caligola e Caligola bis) e per “le collaborazioni con la Ernest & Young Spa per evitare possibili ricorsi”, una collaborazione fraudolenta tra i vertici delle due società tale da sfociare in un patto di non belligeranza al fine di blindare tutte le gare pubbliche.
Ben tre contratti sono stati firmati, in Friuli Venezia Giulia, con la società Ecosfera: paradossale è uno di questi…

contratto-fvg-ecosfera ---
Se notate vi è scritto che Ecosfera Spa ha presentato la sua offerta due giorni prima (15 Ottobre) dell’invito della Regione a presentare le offerte stesse.
A pensare bene è una svista formale (come sostenuto dai funzionari regionali): a pensare male, invece, pare che fosse tutto ‘combinato’ a priori.
Ed il subentro di Ernst&Young ad Ecosfera Spa, solo oggi ampiamente pubblicizzato sul sito web della Regione FVG, ci era apparso quasi per sbaglio, quando un refolo di Scirocco ci sollevò davanti agli occhi l’etichetta giustapposta della nuova società, sul campanello del palazzo sito in Udine dove risultava invece esserci una sede di Ecosfera Spa.

04 ernst&young  05 ernst&young adesivo


Indaga la Guardia di Finanza

Numerose irregolarità sono emerse nei tre contratti che la Regione ha affidato ad Ecosfera, tre contratti di servizi con aggiudicazione in forma negoziata e senza pubblicazione di un bando di gara (anche se esiste il divieto di rinnovo a contrarre per la PA).
La Guardia di Finanza ha infatti evidenziato molteplici anomalie, già oggetto di accertamenti penali, nell’alveo di diversi procedimenti, ponendo l’attenzione sulla contribuzione pubblica, per un totale di 6.446.451,75 €, erogata dalla regione autonoma FVG nell’arco di dieci anni (3.700.000 € nell’ambito del POR FESR 2007-2013), alla società Ecosfera Spa, i cui vertici risultano implicati in reati commessi sempre in relazione all’ottenimento di appalti pubblici (reati contro il patrimonio, reati contro la P.A., corruzione, associazione a delinquere, truffa aggravata finalizzata all’indebito conseguimento di erogazioni pubbliche, falso ideologico ai danni della U.E.).02 ecosfera FVG

Tre contratti per oltre 6 milioni di euro che, un importo che, quando lo stanziamento del POR FESR è stato ridotto da 303 a 233 milioni, non ha subito alcuna modifica, nemmeno una riduzione proporzionale. 
05 ecosfera FVG

E i conflitti d’interesse?

Conflitti d’interesse grandi come case hanno caratterizzato alcuni programmi europei gestiti direttamente dalla Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia.
Il caso GEIE Net-Europe è emblematico: un dirigente regionale partecipa al bando europeo come presidente di una società partecipata; i vertici regionali, sia politici che burocratici, lo sanno ma vanno avanti comunque tutti per la loro strada. GEIE incassa circa un milione di euro e lo stesso soggetto partecipa ai comitati di sorveglianza, in sostituzione di assessori e dirigenti regionali.
Alcune e-mail, anche queste esclusive, sono estremamente eloquenti.

Panizzo Geia conflitto d'interesse

Panizzo Geie conflitto d'interesse 2


70 milioni in meno, ecco la verità (e il disimpegno milionario per il Programma Italia-Slovenia)

Le nostre imprese boccheggiano, i fondi europei sarebbero stati ossigeno vitale per loro e la Regione ha rifiutato 70 milioni per non essere riuscita a pubblicare bandi idonei ad impiegare i fondi.
Tra le cause vi sono le numerose irregolarità, funzionari incompetenti, affidamenti esterni sbagliati …, a pagare è il territorio e non i diretti responsabili.
Basti notare il disimpegno automatico per una fetta dei finanziamenti programmati per Italia-Slovenia (già Interreg): abbiamo pubblicato un documento esclusivo (di seguito uno stralcio) che ha avviato finalmente una serie di interrogazioni in Consiglio regionale:

01 DISIMPEGNO ITA-SLO
Il disimpegno è evidente, conclamato, anche se ha subito uno sconto di oltre un milione di euro dalla Commissione Europea per il terremoto dell’Emilia Romagna (si: nella passata ‘edizione’ di Italia-Slovenia, l’Emilia Romagna viene considerata un territorio interessato dalla coesione transfrontaliera…).
Ma nessuno lo ha ufficialmente dichiarato: si aspetta quel fatidico 31 Marzo 2017, quando saranno trascorsi ormai dieci anni dall’avvio della Programmazione 2007-13 e questi ‘piccoli’ dettagli rimarranno memorizzati solo su qualche remota pagina di internet…
Quali le (ulteriori) prove del disimpegno?
Un file ufficiale ma non pubblico (08_13_AIR_2014_ITA_17_06_15_F), creato il 17/06/2015 e modificato il 22/01/2016 (autore Chiara Vecchiato): anche qui si può rilevare quella temporalità discronico-caotica tipica dei finanziamenti europei (e soprattutto del Programma Italia-Slovenia 2007-2013).
Leggiamo alcuni passi salienti (tra l’altro ripetuti in diversi paragrafi con uno sfacciato copia-incolla):
“Nel corso dell’attuazione del Programma, a causa del mancato rispetto della regola N+3 ed N+2, si è venuto a determinare, rispettivamente nelle annualità 2012 e 2013, il disimpegno automatico di parte dei fondi. Nel 2014, considerando l’impegno di bilancio per il 2011 connesso al PO e le domande di pagamento inviate alla CE entro il 31.12.2013, la Commissione ha quantificato un disimpegno automatico di € 8.586.719,00”.
Ma, dice il documento, la Commissione europea ha fatto lo sconto, per il terremoto dell’Emilia: “Parallelamente, l’AdG ha inviato alla CE una richiesta di applicazione di eccezione al disimpegno automatico per cause di forza maggiore (terremoto del 2012), che hanno influenzato negativamente l’attuazione del Programma, presentando prove documentate a sostegno della richiesta. In seguito all’accettazione e quantificazione da parte della Commissione della causa di forza maggiore, la Commissione ha rimodulato il nuovo importo oggetto di disimpegno in € 6.776.816,00”.

210 milioni spesi in cosa?

02 ITA-SLO uccello Bibione Pineda

Guardando ai  210 milioni di euro sinora certificati, non riusciamo a capire in cosa siano stati spesi questi soldi.
Vorremmo chiederlo a Tondo, Serracchiani, De Anna e Peroni, Giuseppe Napoli e Augusto Viola… quali sono i progetti finalizzati a sostenere l’economia regionale ed i risultati concreti ottenuti?
Abbiamo scoperto che, ad esempio, a Bibione Pineda (Ve) sono stati spesi 80mila euro (Programma Italia-Slovenia, la cui Autorità di Gestione è la Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia) per spostare sabbia, erigere un uccello di legno e permettere, poco più in là, di cementare proprio quelle dune che il sotto-programma si prefiggeva di tutelare.

E, ironia della sorte, giorni fa l’uccello è pure caduto:

04 uccello UE

Possiamo allora affermare che sono stati utilizzati tanti fondi per esperti (o semplici amici della Casta?) e consulenze dirette e che la Regione ha fatto una magra figura sia a livello nazionale che internazionale, vista la pluralità di ricorsi piovuti, ad esempio, sulla gestione del programma Italia-Slovenia (in primis dall’Università di Trieste, il cui Rettore era all’epoca l’attuale assessore regionale alla Programmazione Comunitaria Francesco Peroni).

ricorso-TAR-units-fvg ---

Ma -70mil x 2 = -140 milioni di €!

Per la programmazione successiva, POR FESR 2014 2020, è stato confermato l’ammontare del settennato precedente e quindi al FVG non più 303 milioni di euro ma 230, 70 milioni in meno.
Quindi a seguito del nuovo Piano finanziario approvato dalla Giunta Serracchiani a fine 2013 (precisamente il 20.12.2013 con deliberazione n. 2442) la Regione ha perso, in sette anni, 140 milioni euro: possiamo parlare di fallimento?

Ritardo clamoroso per la programmazione 2014-2020

Il POR FESR FVG 2014-2020 ammonta, in conseguenza del “gioco delle tre carte”, a 230 milioni di euro, è stato approvato dalla Commissione Europea a luglio 2014 ma ad oggi, Gennaio 2016, non risultano ancora pubblicati i primi bandi per il finanziamento dei progetti.
Vi è solo un bando per la formazione di giovani laureati disoccupati sui temi proprio dei finanziamenti europei.
Anche stavolta, quindi, siamo in ritardo clamoroso: si mormora che solo a Giugno vedranno la luce i primi bandi di Italia-Slovenia…
Quasi tutte le altre Regioni italiane, ad oggi, hanno invece pubblicato i bandi e stanno già finanziando i progetti che beneficiano di importi ben più elevati che, qui di seguito vi riassumiamo, con certosina opera di data journalism (i proverbiali ‘due conti’):

1. Friuli Venezia Giulia Total budget: 230.779.184,00 €
2. Piemonte  Total budget: 965.844.740,00 €
3. Puglia Totale  budget: 7.120.958.992,00 €
4. Toscana Total budget: 792.454.508,00 €
5. Lombardia Total budget: 970.474.516,00 €
6. Emilia Romagna Total budget: 481.895.272,00 €
7. Veneto Total budget: 600.310.716,00 €
8. Liguria Total budget: 392.545.240,00 €
9. Calabria Total budget: 2.378.956.841,00 €
10. Campania Total budget: 4.113.545.843,00 €
11. Sardegna Total budget: 930.979.082,00 €
12. Trento Total budget: 108.668.094,00 €
13. Bolzano Total budget: 136.621.198,00 €
14. Valle D’Aosta Total budget: 64.350.950,00 €
15. Lazio Total budget: 913.065.194,00 €
16. Basilicata Total budget: 826.031.332,00 €
17. Abruzzo Total budget: 231.509,780.00 €
18. Sicilia Total budget: 4.557.908.024,00 €
19. Molise Total budget: 153.607.454,00 €
20. Marche Total budget: 337.383.288,00 €
21. Umbria Total budget: 356.293.204,00 €

Ed è esilarante scoprire che sul sito della Commissione Europea, su 19 regioni italiane e due provincie autonome, l’unico assente dall’elenco dei programmi regionali è proprio il Friuli Venezia Giulia: non pervenuto!

#fvg #ue


Oppio mediatico?

Ma sui giornali (che sovente ospitano costose ‘paginate’ di pubblicità legale e réclame di progetti europei) è tutta un’altra storia.

Ad esempio, su IL PICCOLO di oggi 12 gennaio 2016, a  pag 12 salta agli occhi questo titolo: “La Regione passa l’esame sui fondi europei”.
E giù un diluvio di complimenti, citando Il Sole 24 Ore:
“Nel raffronto con i target governativi assegnati è al settimo posto per il Fse e al secondo per il Fesr.
TRIESTE Una Regione »soddisfacente» nella gestione dei Fondi europei. Lo pensa l’Osservatorio del “Sole 24 Ore gruppo Clas”, che ha esaminato i comportamenti più o meno virtuosi delle Regioni italiane a confronto con i target stabiliti dalla Ragioneria dello Stato. Che si preoccupa affinché le risorse comunitarie non finiscano in cavalleria, in quanto le amministrazioni periferiche non sono in grado di spenderle. Secondo la graduatoria stilata dall’Osservatorio, il Friuli Venezia Giulia è promosso sia per quanto riguarda il Fondo sociale europeo (Fse) che il Fondo europeo sviluppo regionale (Fesr). Decisamente migliore la performance nel secondo rispetto al primo, come ci accingiamo a verificare. Infatti nel Fse la Regione Fvg si classifica al settimo posto nazionale, essendo “sotto” di un tollerato – 1,9% rispetto al target indicato dalla Ragioneria centrale relativamente a una spesa pari a 13,5 milioni. Le più virtuose sono Emilia Romagna (+5,4%), la Provincia autonoma di Trento (+3,2%), il Veneto (+2,4%), la Campania allo 0%. Oltre al Fvg, le altre “tollerate”, cioè con uno scostamento non patologico rispetto al target assegnato, sono Piemonte, Toscana, Calabria e Marche. Tutte le altre nel girone delle “reprobe”, comprese insospettabili come la Provincia di Bolzano, la Valle d’Aosta, la Lombardia.
Adesso passiamo alla seconda fattispecie, il Fesr. Qui il raffronto tra spesa e target risulta molto più lusinghiero per la Regione Fvg, che si piazza al secondo posto nazionale battuta per virtù amministrativa dalla sola Puglia, che invece sul Fse è in zona retrocessione. Sul versante del Fondo vocato allo sviluppo regionale Trieste migliora addirittura del 6,4% il target assegnato da Roma, relativamente a una spesa di 4,6 milioni. Nel girone delle virtuose disco verde per Liguria (+6,2%), Valle d’Aosta (+5,4%), Emilia Romagna (+4,7%), Toscana (+1,3%), Lombardia (+0,7%). Tollerato il solo Molise, distante del 4% rispetto ai compiti impartiti dalla Ragioneria. Tutte le altre bocciate: anche in questo caso il criterio geografico non regge, perchè tra le meno pronte nello spendere gli eurodenari ci sono Veneto (il peggiore con un eclatante – 29,2%), Provincia di Trento (-17%), la recidiva Provincia di Bolzano (-8%).       magr “.

 

Tommaso Botto

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