FVG, DOPO IL BONUS BEBE’ TAGLIATO ANCHE IL BONUS GAS

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Piccoli aiutini a cui hanno fatto ricorso tante famiglie per tirare avanti: in questo consistevano il bonus bebè ed il bonus gas, contributi della regione Friuli Venezia Giulia e dei Comuni originariamente destinati alle famiglie con Isee inferiore ai 30mila euro. Dimenticateli.
gas metano
Per i nuovi nati, dopo qualche mese arrivavano 1.000 euro; per il consumo di gas naturale -il costo principale di una famiglia del Nord- cifre variabili attorno ai 150 euro.
Ora non ci sono più: la Giunta di Debora Serracchiani ha tagliato questi modesti -ma utili- contributi, nononstante la crisi, noncurante del forte aumento del costo ‘al dettaglio’ dell’energia (comparate le bollette dal 2010 in poi, vedrete che pur consumando di meno, la spesa è incrementata del 35%, pur essendo diminuiti i prezzi alla fonte).
L’eleminazione del Bonus Bebè, introdotto tanti anni fa da Silvio Berlusconi (mille euro) e poi erogato dalle singole regioni (ottocento euro per il primogenito, mille in presenza di più figli) è stato, nella pratica, un pugno in faccia alle partorienti.
Il taglio del Bonus Gas comunale (con stanziamenti regionali) è la conferma di una politica distante anni luce dai problemi concreti e quotidiani di chi ha famiglia e redditi normali o non ha proprio redditi, stante la crescente disoccupazione.
Insomma, il welfare non c’è più: è una brutta parola utilizzata ai convegni.
Le uniche possibilità per tentare di far quadrare i conti (per chi non è ancora in default e prosegue a pagare puntualmente le bollette) sono il Bous Gas governativo e, forse, il Bonus Energia elettrica.
Per accedere al primo, che consiste in uno sconto imprecisato sulle future bollette, serve andare ad un Caf (non tutti, solo quelli convenzionati) con una fattura del gas, un documento e una Isee inferiore ai 7.500 euro (parliamo quindi di forte disagio economico, ossia di povertà); per il secondo, invece, non si sa se la regione confermerà lo stanziamento degli anni pregressi, “forse prossimamente qualche informazione riguardo all’eventuale bando verrà pubblicata sul sito della Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia”, ci dicono dagli uffici del Comune di Udine.
Sito regionale che andrebbe quantomeno aggiornato, visto che sbrodola ancora che si tratta di “Una Regione amica della famiglia”, una regione che “in attuazione dei principi costituzionali e nel rispetto dei trattati internazionali in materia, riconosce e sostiene la famiglia quale soggetto fondante della società e valorizza il suo ruolo di cura ed educazione: una famiglia che sta bene aiuta a star bene anche la comunità nella quale è inserita e quindi la qualità della vita ed il benessere di ciascuno dipendono dalla famiglia. Investire per la famiglia è investire per il futuro”.
Futuro che le famiglie vedono sempre più nero.

Redazione

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