FVG: dibattito su programma presidente Serracchiani

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Il Consiglio regionale del Friuli Venezia Giulia è stato convocato per martedì della prossima settimana (28 maggio) alle 10.00, per la discussione sul programma di governo presentato dalla presidente della Regione Debora Serracchiani.

serracchiani

Le forze politiche d’opposizione hanno già diffuso alcune anticipazioni.

“Se è stata valutata positivamente la riconferma di una necessità di affrontare i temi in termini di un rapporto costruttivo con l’opposizione, al contempo l’intervento programmatico della presidente Serracchiani è stato molto corposo e fin troppo dettagliato tanto da apparire, a una prima lettura, una relazione enciclopedica”.

È il commento del capogruppo Pdl in Consiglio regionale, Alessandro Colautti, al termine di una riunione dei consiglieri del Gruppo, con il portavoce dell’opposizione Renzo Tondo, che ha fatto un primo esame delle linee programmatiche illustrate dalla presidente della Regione Debora Serracchiani.

“Ci riserviamo di entrare nel dettaglio – continua Colautti – ma la prima impressione è stata quella di un intervento fatto di enunciazioni piuttosto che di vere proposte. È mancato di acuto politico”.

“Mi soffermo su due aspetti: in primo luogo si sono illustrati una serie di incontri romani dal tenore amicale quando, invece, è in atto da tempo un neo centralismo che deve essere affrontato attraverso la costituzione di una piattaforma politica programmatica regionale, in modo da avere una forza reale per poter negoziare con Roma una proposta credibile. L’altro aspetto di cui attendiamo risposte, a fronte di tante ipotesi presentate, è l’indicazione da dove si recupereranno le risorse che servono e dove si faranno i tagli. Non c’è alcuna  indicazione in questo senso, a parte qualche superficiale riferimento all’Europa. In una situazione di contrazione di entrate – ha precisato Colautti – non è stato indicato come dare corpo agli interventi relativi a cultura, welfare, sanità e altro. Un giudizio, quindi, che rimane
sospeso e che comunque espliciterò in Aula”.

“In merito al taglio dei costi della politica – conclude il presidente del Gruppo Pdl – è da sottolineare che è un percorso già avviato con l’amministrazione Tondo con la riduzione dei consiglieri, degli assessori, dei finanziamenti ai gruppi – per citare solo alcuni esempi – che intendiamo portare avanti in termini concreti, senza fare demagogia, come finora si è fatto”.

“Ho ascoltato con il dovuto interesse l’intervento della presidente Serracchiani, che ha illustrato in Consiglio regionale le linee programmatiche del suo governo, ma non ho sentito ciò che i cittadini si attendevano: dove sono le misure per far fronte alla crisi? Dove sono le misure per dare corpo alla fiscalità di vantaggio per reagire alla concorrenza carinziana e slovena? Dov’è la garanzia di non
ripercorrere le folli strade già percorse da Illy di indebitare la Regione, dopo che il presidente Tondo è riuscito a dimezzare il debito? Dove si parla di ospedali?”

Il commento a caldo è del vicecapogruppo consiliare del Pdl, il goriziano Rodolfo Ziberna, il quale ha aggiunto che “di certo ha solo indicato le opere pubbliche che intende fermare, cioè quelle richieste a gran voce dal territorio, capaci di agevolare i collegamenti, di dare lavoro”.

“Sul tema delle Province – ha osservato Ziberna – è stata chiara nel ritenere che debbano essere soppresse e che le loro competenze di area vasta debbano passare, come il personale, alla Regione. Tanto per capirci, la presidente Serracchiani propone un centralismo regionale, in controtendenza con i proclami della campagna elettorale, e un aumento significativo della spesa pubblica. Non tutti sanno, infatti, che il solo passaggio dei dipendenti provinciali alla Regione comporterà un aumento di spesa di oltre 20 milioni di euro a causa di differenze ancora esistenti nell’ambito del medesimo comparto unico. Sono costi che peseranno nelle tasche dei cittadini della nostra regione”.

“La ciliegina sulla torta dei goriziani? La presidente Serracchiani ha candidamente ammesso di essersi recata dal ministro Cancellieri per difendere un solo tribunale nella regione: quello di Tolmezzo e non certo quello di Gorizia. Mi auguro che ora il presidente dell’ordine degli avvocati di Gorizia ne tenga conto, anche se la presidente è di sinistra”.

“Voglio essere certo che si sia trattato solo di una falsa partenza e che il futuro ci riservi proposte e spazi da condividere nell’interesse della comunità regionale”.

“Il programma della presidente Serracchiani presenta numerose affinità elettive con le battaglie che da tempo il MoVimento 5 Stelle porta avanti. Ora l’attendiamo alla prova dei fatti”.

Questo il commento dei consiglieri regionali M5S Elena Bianchi, Andrea Ussai, Eleonora Frattolin, Cristian Sergo e Ilaria Dal Zovo dopo la lettura delle linee programmatiche.

“Vedremo soprattutto – aggiungono i consiglieri – se i partiti vorranno, o saranno in grado di sostenere l’azione di governo della Serracchiani, abbandonando posizioni preconcette e artifici ideologici. La presidente ha chiesto infatti che si apra un confronto schietto e pragmatico fra le proposte che sapremo mettere in campo. Musica per le orecchie del MoVimento 5 Stelle, realtà politica post-ideologica – ricordano i consiglieri.
Purtroppo, centrosinistra e centrodestra si muovono con altre logiche e solo pochi giorni fa, alla prima occasione possibile – la composizione dell’Ufficio di presidenza – hanno deciso di estromettere proprio il MoVimento 5 Stelle.

“Inoltre, in un passaggio del suo discorso, la presidente ha auspicato un confronto su un sistema diverso di rappresentanza territoriale che sappia coniugare anche le esigenze della rappresentanza di genere. Belle parole anche in questo caso – evidenziano i consiglieri – peccato che proprio nell’Ufficio di presidenza centrosinistra e centrodestra, facendosi beffe della legge 23 del 1990, hanno fatto sedere solo uomini e, in alcuni casi, ancora con una posizione al vaglio della magistratura.

“Siamo d’accordo con la Serracchiani anche sulla necessità di cambiare la legge elettorale per la composizione del Consiglio regionale, ma ci opporremo con forza alla candidabilità dei sindaci e al terzo mandato. La politica deve essere fatta solo con spirito di servizio – concludono i 5 Stelle – non certo per dare più potere ai politici di professione”.

 

“Più che un elenco di poste puntuali da abolire quello della Serracchiani è stato un lunghissimo elenco di poste puntuali da pagare. La presidente nella sua relazione programmatica è partita con il piede sbagliato”.

E’ il commento del consigliere regionale del Pdl, Paride Cargnelutti, all’indomani delle dichiarazioni programmatiche illustrate in Consiglio dalla presidente del Friuli Venezia Giulia.

“In merito ai costi della politica Serracchiani è partita subito con una contraddizione. Ha formato una Giunta con sei assessori esterni su otto facendo lievitare quei costi che con Tondo avevamo drasticamente tagliato, sia con la riduzione dei componenti dell’esecutivo regionale, sia dei consiglieri regionali che sono passati da 59 a 48 con un risparmio di oltre 10 milioni di euro”.

“Il primo atto concreto – precisa Cargnelutti – è stato quello di aumentare i costi della politica di 1 milione e 300mila euro da subito con una Giunta di esterni. La presidente, inoltre, ha delegittimato la sua stessa formazione politica.
Faccio l’esempio di Mauro Travanut che dopo aver dedicato una vita al partito ed essere stato eletto, nei fatti, deve accettare che gli assessori esterni nominati siano più preparati, più disponibili e generosi di consiglieri del Pd eletti, come Travanut, e che il territorio lo conoscono realmente. Queste contraddizioni e incongruenze della Serracchiani non fanno bene alla politica”.

“Nonostante questo, e in considerazione del difficile momento che stiamo vivendo – conclude Cargnelutti – non faremo un’opposizione
pregiudiziale. Valuteremo con molta attenzione e saremo pronti a dare il nostro contributo, per attivare e sostenere tutto ciò che
servirà alla nostra comunità regionale per aiutare il lavoro sia in termini di nuovi posti di lavoro che di mantenimento dei livelli occupazionali”.

Redazione

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