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FVG a tutto Tondo
27 Settembre 2011 News
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Il Presidente del Friuli Venezia Giulia Renzo Tondo annuncia tagli, modifica i programmi, si appella all’autonomia e salva la politica, negando la casta e abdicando al referendum la soppressione delle province.

Non mi sento di appartenere a nessuna casta“.
Lo ha rivendicato il presidente della Regione Renzo Tondo, nel suo intervento questa mattina in Consiglio regionale sull’aggiornamento del programma di legislatura e sulle proposte per la riduzione dei costi della politica e dell’amministrazione.
Una parte dell’intervento in cui Tondo ha voluto “dire chiarezza e onestà” quello che pensa a proposito delle polemiche sulla casta.

“Ho cominciato a fare politica – ha detto – che avevo si può dire i pantaloni corti, l’ho sempre fatto con passione, con dedizione, per la gente e in mezzo alla gente, alternando successi e delusioni, risultati positivi e inevitabili errori, soddisfazioni e amarezze. Ho sempre scelto la strada più difficile, quella più ardua, rischiando in prima persona, rinunciando a posizioni di comodo e a compensi importanti come quello come commissario della Burgo e quello, ben più sostanzioso, come commissario per la terza corsia. Ho sempre operato con spirito di servizio, qualche volta pagato di tasca mia“.

“Ecco perché – ha aggiunto – non mi sento di appartenere a nessuna casta. E non ho mai percepito, nelle riunioni di Giunta e nelle sedute di questo Consiglio, nei colloqui privati con ciascuno di voi di essere chiuso dentro una casta, al contrario ho sempre sentito che tutti qui hanno sempre operato e operano, anche nei momenti di confronto più aspro, nello spirito autentico della democrazia, governo del popolo”.

“La Costituzione della Repubblica – ha detto ancora Tondo – ci ha consegnato un modello di democrazia rappresentativa. Non dobbiamo mai dimenticarlo. Ci sono nei Comuni, negli Enti locali, migliaia di persone che si impegnano in politica per niente, per compensi irrisori, persone che costituiscono un punto di riferimento
importante per i cittadini, per le comunità”.

“Se vengono a mancare – ha proseguito – coloro che si impegnano nelle istituzioni rappresentative, la democrazia non può funzionare. E al di sopra di un certo livello di responsabilità, questo impegno non può che essere a tempo pieno, ed è perciò giusto che sia remunerato. Altrimenti solo i ricchi potrebbero fare politica. Ma il compenso deve rimanere nei giusti limiti, la la remunerazione è e deve essere uno strumento volto a garantire il servizio e non il fine del servizio stesso. E anche il numero delle poltrone deve essere funzionale ai compiti da svolgere”.

Tondo ha anche rivendicato il primato della politica: “Altro che governi tecnici in mano a banchieri o a finanzieri! Mai come oggi abbiamo bisogno della vera e buona politica, che è il lievito della democrazia”.

Rapporti con il Governo nazionale e richiamo alla difesa e alle prerogative dell’Autonomia speciale.
Sono stati questi due passaggi chiave dell’intervento del presidente della Regione Renzo Tondo oggi in Consiglio regionale per l’aggiornamento del programma.

“Ci aspetta a fine legislatura – ha ricordato il presidente – un traguardo importante, di alto valore simbolico”: il 2013 coincide infatti con l’anniversario dei 50 anni dell’approvazione delle legge costituzionale 31 gennaio 1963 n. 1, con cui è stato adottato lo Statuto speciale, l’avvio insomma dell’esperienza della Regione Autonoma.

La decisione di attribuire al Friuli Venezia Giulia un’autonomia speciale si è basata sul passato storico, ma se questa specialità è ancora viva e attuale è perché, secondo il presidente, ha dato buoni risultati: ad esempio la ricostruzione dopo il terremoto o la qualità dei servizi a partire da quelli della Sanità che, dal 1996, viene gestita in modo del tutto autonomo. Nel corso del tempo la Regione ha puntato inoltre con successo ad ampliare le sue competenze.

“Oggi quest’Autonomia speciale – ha aggiunto Tondo – si rinnova: con l’allargamento dell’Unione europea la nostra, da Specialità difensiva, diventa infatti una Specialità di proposta al servizio del Paese, della sua apertura verso i Paesi del Centro-Est Europa e dell’area balcanica”.

Il presidente ha ricordato anche l’importanza dell’accordo raggiunto con il Governo nazionale nell’ottobre del 2010, con il quale è stata riaffermata l’Autonomia della Regione attraverso il riconoscimento delle compartecipazioni sulle pensioni erogate in Friuli Venezia Giulia, portando così a compimento una strada aperta dalla precedente Giunta Illy.

Nell’approfondire i rapporti con il Governo, Tondo ha anche citato la proposta condivisa di arrivare ad una legge costituzionale che stabilisca l’obbligo di pareggio per il bilancio dello Stato. “Ritengo – ha detto – che la nostra Regione, in questo clima di sfiducia dei mercati, debba fare altrettanto”.

“Dobbiamo dare l’esempio” ha sottolineato il presidente del Friuli Venezia Giulia Renzo Tondo illustrando oggi
in Consiglio regionale a Trieste la sua proposta di aggiornamento del programma di Governo per il prossimo scorcio di legislatura.

Un esempio, un modello, ha aggiunto, che comunque deve dare valore alla rappresentanza ed all’articolazione territoriale, che continuano a rappresentare una “ricchezza” per il Friuli Venezia Giulia.

Il presidente ha comunque evidenziato che il percorso per la riduzione di costi e strutture non parte adesso, ricordando le già avvenute cancellazioni dell’Esa, dell’Irfop, dell’Ente regionale Migranti, della Segreteria generale straordinaria (per il terremoto), delle Comunità montane, del Tutore dei Minori, dell’Ufficio del Difensore civico, dell’Agenzia regionale della Sanità e del Centro Servizi Condivisi e la sua “scesa in campo” alcuni anni fa contro l’istituzione della quinta Provincia regionale.

“Ora occorre andare più a fondo – ha affermato – come richiesto dai nostri cittadini, nell’esigenza di contenere la spesa pubblica”.

Nella sua illustrazione dei provvedimenti necessari, il presidente Tondo è partito dai cosiddetti “costi della politica”, proponendo pertanto la riduzione dei consiglieri regionali dagli attuali 59 a 48, in ragione di un nuovo rapporto tra eletti e popolazione (si intende passare da un rapporto di 1:20.000 ad un rapporto di 1:25.000), riducendo nel contempo anche il numero degli assessori: da 10 ad 8, con un massimo di 2 assessori esterni.

“Già con questi due provvedimenti – ha detto Tondo – siamo in grado di passare dagli attuali 66 a 50 tra consiglieri ed assessori regionali”.

Saranno anche snellite le Segreterie particolari degli assessori, da 4 a 3 unità, di cui almeno 1 appartenente al Comparto unico.

Sempre per quanto riguarda i consiglieri regionali, inoltre, occorrerà avere almeno 65 anni d’età per poter aver diritto al vitalizio, mentre la reversibilità sarà possibile solo dietro una congrua corresponsione. Verrà inoltre verificata la possibilità di transitare dall’attuale sistema retributivo ad uno di tipo contributivo, con benefici commisurati ai versamenti effettuati.

“E’ inoltre prevista – ha aggiunto il presidente – l’assoluta incompatibilità con altri incarichi pubblici“.

“Anche la nostra regione dovrà poi confrontarsi sul tema della soppressione delle Province – ha evidenziato Tondo – e qualsiasi decisione non potrà non tener conto dell’orientamento dei nostri cittadini: verrà pertanto proposto un prossimo referendum su scala regionale per l’abolizione di questi enti”.

Il presidente del Friuli Venezia Giulia ha quindi elencato gli enti e le società partecipate che saranno abolite o ristrutturate.

Saranno soppressi gli Erdisu (le relative funzioni assegnate a Regione ed Università), l’Autorità di bacino (oggi commissariata, competenze alla Regione) e l’Agenzia regionale del Lavoro.
Si passerà da cinque ad un’unica Ater regionale (“salvaguardando le attuali strutture organizzative”), verrà eliminato il consiglio di amministrazione dell’Azienda speciale Villa Manin passando ad un amministratore unico, si intende andare al superamento della struttura commissariale del Commissario per la Laguna di Grado e Marano.

Per la Promotur, invece, “assente, oggi, qualsiasi ragionevole prospettiva di equilibrio finanziario ed in presenza di un attuale assetto societario non più sostenibile”, sono già allo studio soluzioni normative e fiscali per la creazione di un ente pubblico.

E di razionalizzazione si parla anche per gli Enti fiera, con lo sviluppo di un’unica struttura di governo regionale del sistema fieristico, per le quattro Camere di commercio, orientandosi verso un Ente camerale FVG e per i Confidi, con l’obiettivo finale di un unico soggetto su base regionale.

In merito all’Agemont si prevede lo scorporo di alcuni rami d’attività, che saranno attributi a Friulia, Confidi e Consorzi di sviluppo industriale. Revisione anche degli strumenti di accesso al credito del FRIE ed unificazione dei quattro Consorzi di bonifica.
Per gli odierni sei enti dedicati ai corregionali all’estero, poi, la Regione interverrà finanziariamente solo a fronte di razionalizzazioni e coordinamenti.

Il presidente ha quindi considerato il riordino del sistema sanitario regionale, nell’ottica non di un mero risparmio ma puntando ad una maggior razionalità ed uniformità di servizi.
Pertanto, istituzione di un’unica Azienda sanitaria territoriale, due Aziende ospedaliero-universitarie (Udine e Trieste), un’Azienda ospedaliera a Pordenone, due IRCCS (Burlo Garofolo Trieste e CRO Aviano).

L’ultimo capitolo illustrato dal presidente della Regione riguarda, con la prossima legge finanziaria, la riduzione
dell’Irap nella massima misura consentita (pari a circa 1 punto percentuale):
una misura, ha indicato Tondo, “semplice, equa ed efficace”, una scelta di sviluppo per creare condizioni favorevoli al sistema della produzione e per una maggior libertà delle imprese, contro “un tributo simbolo dell’iniquità fiscale italiana”.

“Siamo stati i primi a ridurre il debito, ora siamo i primi ad abbattere le tasse”, ha detto Tondo.

“Questa nostra regione potrà affrontare le sfide del futuro, così come ha superato con successo momenti
tragici in un passato anche recente, se saprà ritrovare prima di tutto in se stessa le energie per reagire”. Si è concluso con un appello alla comunità regionale l’intervento del presidente della Regione Renzo Tondo in Consiglio regionale.

“Non ho traguardi personali da raggiungere – ha detto Tondo – e ho la piena consapevolezza del fatto che la politica mi ha dato molto. Continuo a non avere altro che un unico desiderio, un unico vero grande obiettivo che continuo a desiderare di porre al mio lavoro: un Friuli Venezia Giulia che reagisca con ancor più vigore! Un Friuli Venezia Giulia che non subisca! Un Friuli Venezia Giulia che costruisca il proprio futuro!”.

“È l’impegno rinnovato – ha aggiunto – a essere al servizio dei cittadini. Abbiamo già dimostrato di non avere paura di fronte alle grandi sfide che il tempo ci propone. E abbiamo la storia, le capacità, il coraggio, le energie, la volontà e l’ambizione di potercela fare”.

Tondo ha voluto chiudere con un pensiero rivolto ai giovani del Friuli Venezia Giulia, ai quali “dobbiamo trasmettere la passione per la conoscenza e per il saper fare, ai quali dobbiamo essere in grado di fornire gli strumenti per accedere ai saperi, ai quali dobbiamo trasmettere fiducia, responsabilità e il valore
del lavoro”.

Il presidente ha ricordato di aver incontrato e sentito molti cittadini in queste ultime settimane, in vista dell’appuntamento di oggi in Consiglio. “Mi ha colpito – ha confessato – la testimonianza di un giovane universitario: come potere pensate di cambiare le cose se continuate a fare le stesse cose? E allora mi
sono detto: non possiamo stare fermi, non posso stare fermo e per questo mi sono assunto oggi l’onere di indicare un percorso”.

Ultim’ora

Al dibattito seguito in Consiglio regionale FVG, ha replicato brevemente il presidente della Regione Renzo Tondo, dando atto a maggioranza e opposizione di non aver svolto interventi ideologici ma puntuali, nella piena consapevolezza della gravità del momento, ma con l’amarezza di essere al centro di una critica che la politica di questa regione non si merita, perché fatta di persone serie, liberamente espresse, che hanno sempre saputo prendersi le loro responsabilità, che lavorano per il progresso della comunità.

La traccia fondamentale, che guarda ai tre pilastri che si chiamano autonomia, spesa pubblica e sviluppo, è di andare verso un sistema che costi di meno e renda di più.

Dobbiamo quindi avere il coraggio di fare scelte e di sostenerle per andare fino in fondo nel più breve tempo possibile.
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