Funivie e nuvole (Sella Nevea – Bovec)

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Inaugurata, dopo anni di valutazione e progettazione, la nuova funivia che collega il comprensorio sciistico di Sella Nevea (Ud) a quello contermine di Bovec, unendo quindi il Canin friulano ed il Kanin sloveno.

Costo dell’opera: circa 17 milioni di euro, spesi da Promotur, società parapubblica che fa capo alla Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia.
Si è così coperto un dislivello di 288,50 metri, unendo in pratica il Rifugio Gilberti  (totalmente rammodernato a discapito però della sua genuinità alpina) alla Sella Prevala (Prèvala in sloveno), consentendo di sciare lungo una stretta pistina che attraversa il versante a monte dell’omonima conca.

Quest’infrastruttura è un esempio da manuale di opera transfrontaliera, eppure non un soldo dei tanti decantati progetti Interreg Italia-Slovenia è stato impiegato. Mistero.

La cerimonia del “battesimo”, tenutasi dopo qualche giorno dall’apertura effettiva del collegamento, è stata inusuale: impianto in standby per tutta la mattinata, con sparuti turisti, tra Capodanno e Befana, che si chiedevano il perché, sinché le autorità non sono salite a Sella Prevala ed hanno così permesso agli sciatori di fare ciò per cui vanno su in montagna, ossia sciare.

Di norma le inaugurazioni di impianti sull’arco alpino avvengono durante il loro normale esercizio, offrendo magari ai “pionieri” qualche ristoratore genere di conforto, dopo un simbolico taglio del nastro.
Un centinaio d’astanti s’è invece ingollato un’oretta di retorica reclame dell’evento, del tipo “quanto siamo bravi, quanto siamo belli”, proferita da politici italiani e sloveni (la traduzione durava curiosamente un quinto del discorso originale), tra vecchie glorie dello sci, inni nazionali, Alpini e sciatori “ a scrocco”, visto che lo skipass era gratuito per l’occasione.

Curiosità nella curiosità: quasi nessuno dei relatori, pur essendo sulla neve a quasi duemila metri di quota, vestiva da “sci”.
Infatti i decisori pubblici nostrani (che si occupano anche di sci) non praticano lo sci.

L’ex presidente Riccardo Illy (Maestro di Sci), comparso sul palco e salutato con un cordiale benvenuto dall’attuale presidente Renzo Tondo, è stato accompagnato da uno striscione di ringraziamento che fa ben capire a chi vada il merito, o demerito, di questa nuova opera pubblica.

Merito o demerito, nell’ottica pragmatica dei costi/benefici, significa comprendere che: il costo per metro di dislivello è stato di quasi 60.000 euro; che la funivia, dotata di due vetture, trasporta cento persone a cabina, cifra ambiziosa per una località spesso deserta; che il versante sloveno, sicuramente pregevole da un punto di vista paesaggistico, richiama per taluni aspetti la mitica Transilvania (freddo polare, mancanza di rifugi confortevoli, nubi sempre incombenti); che i due versanti poco si adattano al turismo, essendo le piste ripide, strette e perennemente ghiacciate e mancando a valle, quasi totalmente, strutture ricettive quali alberghi e centri wellness; che i 30 Km e rotti di piste sciabili ottenuti dall’unione di Canin e Kanin non sono gran cosa rispetto ai caroselli quali Nassfeld-Pramollo e Dolomiti Superski, per citarne solo alcuni nelle vicinanze; che l’impatto ambientale, di una montagna sconquassata e offesa, poteva essere evitato arroccando la stazione a monte non tra i pinnacoli italiani ma pochi metri più in là, di pochi passi in territorio sloveno.. Italia, Slovenia… ma non eravamo nell’Europa Unita?

Sulla Sella Prevala eran più i poliziotti che gli sciatori, sembrava (e sembra) un fotogramma sbiadito della Guerra Fredda ante-Schengen, in mezzo ad una nuvola che incombeva sarcastica, impedendo a tutti, durante la cerimonia, di contemplare la stazione d’arrivo della funivia.

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Tommaso Botto

7 commenti

  1. […] Sella Nevea, nel frattempo, grazie al collegamento con Bovec è diventata una località internazionale che ha dato segnali di ripresa più che positivi, come […]

  2. […] Regione FVG , Provincia di udine e Comuni interessati: «A inizio dicembre vorremmo aprire la prima stazione sciistica e l’interruzione della viabilità ci preoccupa. Auspichiamo una soluzione in tempi […]

  3. […] dà 76 km: la versione estiva del sito web non riporta le estensioni dei demani sciabili né di Sella Nevea, né di Piancavallo che, per aritmetica, andrebbero a dividersi i rimanenti 55 km. Per chi abbia […]

  4. […] giusto per dire che ci sono-, la slavina (300.000 euro sino alla scorsa stagione) che arriva da Bovec (località slovena sull’altro versante del Canin rispetto a Sella Nevea). La società […]

  5. […] solo quattro/cinque anni fa, si inaugurava il Polo turistico transfrontaliero che ha collegato il demanio sciistico di Sella Nevea con quello di Bovec, o il Fis Training Center , […]

  6. […] teme per il futuro, quindi, di ATC Kanin e del piccolo centro sciistico sloveno di Bovec-Kanin, collegato tre anni fa alla località sciistica italiana di Sella Nevea (Ud): l’indebitamento dell’azienda è tale che non è stato saldato il debito di 400.000 […]

  7. […] “C‘è una seconda causa esterna che ha causato il verificarsi dell’incidente, il vento che ha fatto incastrare la prima cabina, o una rottura di un perno di un bilanciere dei rulli, o qualcosa che si è incastrato sul bilanciere o sulla morsa, quello non siamo in grado di saperlo e dovrebbe essere chiarito dalle indagini del ministero dei trasporti sloveno. Queste possono essere cause sia interne (rottura di un perno che magari non era stato controllato con esami non distruttivi) che esterne (anche la caduta di un albero che può incastrarsi su un sostegno). Le “nostre” cause sono quelle che dopo questo “innesco” hanno provocato la caduta delle cabine; con una sensoristica moderna si sarebbe evitato fin dall’inizio l’accumulo delle cabine sul sostegno arrestando l’impianto in tempo, ed evitando la caduta. In Italia la normativa obbliga alla sostituzione degli impianti ad ammorsamento automatico (scadenza vita tecnica) dopo 40 anni dalla costruzione, evidentemente in Slovenia non è cosi, cosi come in Austria. Quindi sicuramente saranno a norma con le richieste locali, che ad esempio non richiedono nemmeno le pedane e le scale, obbligatorie in Italia. Chiaro che sostituire un impianto del genere di 5,5 km in tre tronchi con un moderno impianto (calcolo su portata 1800 p/h) richiederebbe una ventina di milioni di euro, un investimento notevole per Bovec, ma questo già si sapeva mentre a Sella si realizzavano 2S e Funifor da 100 posti….” […]

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