FRIULI VENEZIA GIULIA: CONTRIBUTI VALORIZZAZIONE DIALETTI VENETI

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In attuazione della Legge regionale 17 febbraio 2010, n. 5 “Valorizzazione dei dialetti di origine veneta parlati nella regione Friuli Venezia Giulia” sono stati stanziati 80mila euro.
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Sono oggetto di valorizzazione i dialetti di origine veneta nelle seguenti espressioni: il triestino, il bisiaco, il gradese, il maranese, il muggesano, il liventino, il veneto dell’Istria e della Dalmazia nonché il veneto goriziano, pordenonese e udinese.

È istituito, presso la Direzione centrale competente in materia di cultura ( Direzione centrale cultura, sport, relazioni internazionali e comunitarie), il Comitato regionale per la valorizzazione dei dialetti, cui spettano funzioni consultive, di proposta e valutazione delle iniziative presentate e realizzate.

Il Comitato è composto da: l’assessore regionale alla cultura, il direttore centrale regionale alla Cultura, due esperti in dialetto designati rispettivamente dall’Università degli studi di Trieste (prof. Rienzo Pellegrini, sostituto: prof. Luciano Rocchi) e dall’Università degli studi di Udine (prof. Federico Vicario, sostituto: prof.ssa Alessandra Burelli), tre esperti rappresentanti delle realtà culturali che realizzano le finalità, nominati dal Consiglio regionale con voto limitato (Ivan Crico, Edda Brezza Vidiz e Leonardo Tognon).

La valorizzazione dei dialetti di origine veneta è stato ed è un autentico impegno per il consigliere regionale del Pdl Piero Camber fin dalla scorsa legislatura, e la legge regionale n. 5 del 2010 ne è stata il coronamento.

“L’articolo 10 di tale legge” – ricorda Camber – “prevede la costituzione di un Comitato regionale per la valorizzazione dei dialetti di origine veneta formato dall’assessore regionale alla Cultura, dal direttore centrale del medesimo servizio, da due esperti di dialetti scelti dalle Università del Friuli Venezia Giulia e da tre esperti delle realtà culturali operanti nel settore dialettale”.

“Il Comitato è stato convocato il 12 agosto, facendo così ufficialmente prendere il via all’attività volta a dare protezione e impulso di una parte del nostro essere triestini”.

Nella riunione di insediamento, è iniziato così l’iter del regolamento per l’erogazione dei contributi, regolamento che poi sarà sottoposto al parere della VI Commissione consiliare presieduta dallo stesso Piero Camber.
 
“La legge – conclude quest’ultimo – prevede interventi in settori come studi e ricerche, attività culturali e spettacolo, istruzione, per valorizzare i dialetti puntualmente nominati: triestino, bisiaco, gradese, maranese, muggesano, liventino, veneto dell’Istria e della Dalmazia, nonché veneto goriziano, pordenonese e udinese. Un aiuto culturale che viene così a coinvolgere tutta quella parte di popolazione rimasta esclusa dopo l’approvazione delle leggi su sloveno, friulano e tedesco“.

“La costituzioni di tale organismo – ha affermato l’assessore Elio De Anna – permetterà di dare avvio all’attuazione della legge regionale 5 del 2010 sui dialetti veneti e di avviare l’iter del regolamento per l’erogazione dei contributi, regolamento che poi sarà sottoposto al parere della VI Commissione consiliare”.

“Sono fermamente convinto – prosegue De Anna – che le minoranze ed i dialetti presenti nelle nostra regione siano una grande ricchezza. In particolare, i dialetti veneti sono linguaggi storici di straordinario interesse: troviamo dialetti definiti dagli studiosi ‘veneti autoctoni’, come il bisiaco, il gradese e il maranese, presenti in aree che possono essere considerate oggi come delle vere e proprie isole linguistiche al cui interno sopravvivono sorprendenti relitti lessicali veneti di straordinaria importanza”.

“ Accanto ad essi sono stati tutelati altri linguaggi di grande importanza storica e culturale, come iltriestino, il muggesano, il veneto goriziano, il pordenonese, l’udinese ed il liventino, assieme alle altre varianti venete di molti paesi e città del Friuli occidentale a cui si sono aggiunte quelle di migliaia di istriani che da secoli si sono trasferiti o hanno trovato asilo, a causa dell’esodo, nella nostra regione: parlate in cui la lingua veneta, a contatto con il mondo friulano o mitteleuropeo, a seconda dei contesti, ha assunto anche qui una fisionomia unica e irripetibile”.

La Giunta del Friuli Venezia Giulia, su proposta dell’assessore alla Cultura Elio De Anna, ha approvato ieri, in via preliminare, il Regolamento “per la concessione di contributi per gli interventi di valorizzazione dei dialetti di origine veneta”, come previsto dalla legge regionale 5 del febbraio 2010.

I dialetti di origine veneta che potranno godere dei contributi regionali sono il triestino, il bisiaco, il gradese, il maranese, il muggesano, il liventino, il veneto dell’Istria e della Dalmazia, il veneto Goriziano, il veneto pordenonese ed il veneto udinese.

I contributi potranno essere assegnati alle Province, ai Comuni (anche in forma associata), agli enti pubblici e privati ed alle associazioni che intendano sviluppare iniziative ed interventi nel settore degli studi e delle ricerche, della attività culturali e dello spettacolo, della comunicazione, dell’istruzione, della toponomastica e cartellonistica, allo scopo di valorizzare questi dialetti e di promuoverne il patrimonio linguistico e culturale.

Le domande di contributo – viene indicato nella bozza di Regolamento – potranno essere presentate entro il termine del 31 gennaio di ogni anno.

Il testo sarà ora portato all’attenzione della competente Commissione del Consiglio regionale e del Comitato regionale per la valorizzazione dei dialetti di origine veneta, istituito con la stessa legge regionale 5/2010.

Durante l’approvazione delle recente legge di assestamento di bilancio, il Consiglio la buona volontà ce l’aveva messa stanziando 80.000 euro per dare gambe, per la prima volta, a una legge di valorizzazione dei dialetti di origine veneta parlati in regione.

La legge – ricorda il consigliere regionale del PD Franco Codega – approvata nel febbraio 2010, era ancora rimasta inattuata per mancanza di risorse. Ora le risorse, anche se non molte, ci sono, ma rischia lo stesso di restare lettera morta se non si approva il regolamento attuativo.

Il regolamento, appena predisposto in via preliminare dalla Giunta nella seduta di giovedì 15 settembre, ha un iter un po’ complesso: deve vedere prima l’approvazione del Comitato regionale per la valorizzazione dei dialetti, previsto dalla stessa legge, e poi della Commissione consiliare competente.

Il rischio – conclude Codega – è che si arrivi a novembre; a quel punto sarebbe troppo tardi per finanziare interventi che ormai non hanno più il tempo di essere realizzati.

Redazione

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