Friuli, regione a paura speciale

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Su iniziativa dei consiglieri di Area Popolare/NCD in Consiglio Regionale FVG Alessandro Colautti (già proponente di una mozione sull’argomento) e Paride Cargnelutti i consiglieri regionali Tondo (AR), Bianchi (M5S), Riccardi (FI), Violino (Misto), Ciriani (FdI), Dipiazza (AR), Sibau (AR), Revelant (AR), Santarossa (AR), Sergo (M5S), Frattolin (M5S), Dal Zovo (M5S), Ussai (M5S), Piccin (Misto), Zilli (LN) hanno inviato al presidente del Consiglio Regionale FVG Franco Iacop e al Segretario Generale Augusto Viola la richiesta formale di convocazione dell’aula ai sensi dell’art. 52 comma 6 del regolamento interno (Ndr: Il Presidente deve convocare l’Assemblea entro quindici giorni, quando ne faccia richiesta il Presidente della Regione o un quarto dei Consiglieri assegnati alla Regione – sufficienti 13 consiglieri i firmatari sono 17).

tre venezie
“Al di là dell’annunciata mozione sulla difesa della Specialità FVG, la gravità del merito e l’urgenza dei tempi determinati  dall’accoglimento da parte dell’Esecutivo nazionale dell’ordine del giorno del Sen. Ranucci, il quale impegna il Governo a presentare una riforma che riduca il numero delle Regioni, prima che entri in vigore il ddl Boschi e quindi entro l’ottobre 2016, è un fatto gravissimo, come gravissimo è che il suddetto accoglimento, del sottosegretario Pizzetti, che pur riformulando l’ordine del giorno con la previsione di una apposita sessione di revisione costituzionale sull’argomento, non ha necessitato neppure del voto del Senato e che quindi in modo surrettizio inserisce tale argomento comunque formalmente nell’agenda governativa”: è quanto dichiarano congiuntamente i firmatari.

“Il bene superiore da difendere per il Friuli Venezia Giulia è la specialità e per questo il livello di attenzione deve essere altissimo. La sottocommissione per le riforme, il lavoro dell’Aula che nel recente passato ha delineato una linea bene precisa su tale tema, l’emendamento approvato dal Senato all’articolo 39 del ddl Boschi sul regime transitorio che prevede la revisione dello Statuto (quindi con l’intesa tra Stato e Regione) anziché il semplice adeguamento, rappresentano gli strumenti che potranno garantire il risultato di difendere la nostra specialità. Ora spetta a tutti formare un fronte comune, senza spaccature”.
A dirlo è il capogruppo del Pd in Consiglio regionale, Diego Moretti, in merito alla richiesta da parte dei consiglieri di opposizione di convocare urgentemente una seduta del Consiglio regionale per affrontare la questione.
“Lascio stare le polemiche create ad arte sul tema da una parte del centrodestra: la presidente Serracchiani e il presidente Iacop, ciascuno nei propri ruoli istituzionali e politici, hanno già dimostrato da che parte stare a difesa della specialità regionale”.

“Il ridisegno delle Regioni, così come il superamento della specialità, non è nell’agenda del Governo”, ha dichiarato la presidente del Friuli Venezia Giulia, Debora Serracchiani, commentando l’ordine del giorno del senatore  Raffaele Ranucci, con il quale si impegna l’Esecutivo a presentare una riforma che preveda la riduzione delle Regioni entro il 2016.

“Sembra quasi che la presidente tema una forza politica che, al contrario di lei, è riuscita a trovare il consenso della gente attorno a temi cruciali e realmente attenti alle esigenze dei cittadini e del territorio”, dice Barbara Zilli (LN).
“Solo ora si ricorda della specialità – dice Zilli – quando a colpi di riforme in FVG sta destrutturando il territorio periferico, ad esempio con l’iniqua riforma sanitaria – continua Zilli – e di fatto commissaria i Comuni che contestano le Unioni territoriali, facendo emergere l’assoluta mancanza di rispetto nei confronti dei sindaci eletti democraticamente dai cittadini. Essi si sono espressi e hanno bocciato un provvedimento, la mossa della Giunta regionale scavalca la loro volontà, in un processo che vede sviliti i poteri e le voci del territorio a favore di un nuovo centralismo regionale”.

 

Redazione

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