FRIULI DOC: GLI STRANI NUMERI E L’ALGORITMO DEI RIFIUTI

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Entusiastico comunicato stampa del Comune di Udine sull’edizione 2015 di Friuli DOC ma…

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Ma Friuli DOC XXI edizione non ha nulla a che fare con l’originale: è una finta festa per tenere buoni tutti. Poca gente, tanti solo a passeggio, il meteo che è stato benevolo come non mai ha riempito il centro della città solo il sabato sera.

Dunque.., niente è più difficile di contare la gente: più un evento è grande, distribuito sul territorio, più è ardua la conta.

Ad andare in giro per Friuli DOC, non pareva un’edizione eccelsa, quella che si è consumata nello scorso fine-settimana: nulla a che vedere comunque con le edizioni pre-Honsell, il sindaco che pochi udinesi doc dimenticheranno facilmente.
Comunque, percezioni soggettive e costi elevati rilevati a parte (‘tagli’ di vino in bicchieri di plastica a 2 o 2,5€), studiamo un po’ i numeri che il “Comun di Udin” ha entusiasticamente spiattellato.

002 friuli doc 2015

Primo dato: quest’anno c’erano 100 stand contro i 150 dell’anno scorso, ossia un notevole decremento dell’offerta.

La propaganda honselliana (fatta bene, ottimo comunicato stampa) punta fondamentalmente su un numero concreto: i rifiuti.

Il ragionamento è questo: più sono i rifiuti, più c’è stato consumo, più sono stati gli avventori. Può andare bene a spanne, no?

Ebbene, il trionfo di sindaco Honsell e fido assessore Venanzi (giovane assessore che non può aver conosciuto le prime edizioni di quella grande e bellissima festa che era Friuli DOC) dice che “gli operatori della Net hanno raccolto 31,5 tonnellate di rifiuti solidi urbani, 38 di mercatali (scarti di verdura e di frutta), 5,8 di residuo organico, 6 di plastica, 32,1 di vetro e 24,2 di cartone”.
Ossia, 137,6 tonnellate di rifiuti ‘imputati’ all’edizione 2015 di Friuli DOC.

Beh, il comunicato gemello dell’edizione 2014, parla di 25,3 tonnellate di rifiuti solidi urbani, 27 di mercatali (scarti di verdura e di frutta), 4,2 di residuo organico, 4 di plastica, 22 di vetro e 18,2 di cartone.
Furono quindi 100,7 le tonnellate di rifiuti ‘prodotte’ da Friuli DOC 2014, nonostante ci fosse un terzo di stand in più rispetto a quest’anno.

Quindi, paradossalmente, con un terzo in meno di stand, si sarebbe prodotto un terzo in più di rifiuti, che significherebbe, secondo l’algoritmo consumo=rifiuti, un terzo di giro d’affari in più.
Una magia! Fosse così, dovrebbero fare Friuli DOC ogni giorno, il centro di Udine diverrebbe una miniera d’oro.
Però non sembrava così gremita, ‘sta sagra.

02 friuli doc 2015

A ben leggere i comunicati degli anni passati (a fare le pulci, sia chiaro), vi è una contraddizione, rilevabile a ritroso.
L’anno scorso l’assessore Venanzi glorificò l’operato del Comune: “Abbiamo avuto il coraggio di riprendere in mano la manifestazione e il successo ci ha dato ragione: la nuova formula ha conquistato non solo gli operatori, ma anche e soprattutto il pubblico”.
A parte che fu un vero disastro.., riletta questa comunicazione stride alquanto con i numeri di quest’anno: successo allora comunque, successone oggi, mah..
Ieri, nella conferenza stampa di conclusione di Friuli DOC 2015, l’assessore disse: “Abbiamo avuto il coraggio di riprendere in mano la manifestazione e i risultati ci hanno premiato dimostrando che le scelte sono state apprezzate”.
Ma quanto coraggi!
Coraggio a parte, incuriosiscono i dati sui rifiuti, chiave di volta nell’interpretazione honselliana della vita della città di Udine.

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Nel 2012, rileggiamo la rèclame comunale, si sono contate “38 tonnellate di rifiuti solidi urbani, 37 di mercatali (scarti di verdura e di frutta raccolti per la prima volta nella storia di Friuli Doc), 3 di residuo organico, 2 di plastica, 20 di vetro e altrettanti di cartone”. 120 tonnellate totali con 40 addetti della Net impiegati, contro i 60 impiegati quest’anno.
A parte che il numero di addetti Net è sempre cresciuto negli anni (anche se domenica la loggia sotto il municipio era lurida) e, ci si consenta un nuovo algoritmo, più addetti = più rifiuti raccolti… C’è sempre il dubbio: in queste tonnellate ci sono solo i rifiuti imputati a Friuli DOC o anche il solito ‘consumo’ della città, con case, negozi, bar e ristoranti?
Ma se Venanzi era già trionfale l’anno passato, come faceva ad esserlo se, dati comunali alla mano, l’edizione 2014 aveva prodotto ben 20 tonnellate in meno di rifiuti?
Insomma: per Honsell & Co. È sempre un successone.

E’ la solita tiritera sui dati del turismo, in buona sostanza: non vedi nessuno in spiaggia, le piste da sci sono vuote tutta la settimana, ma poi ti sciorinano dati lusinghieri difficili da digerire.
Come poi, in tema di turismo invernale, nessuno che ti sappia mai rispondere alla domanda: “Quanta gente c’era ieri a sciare?”. Ti sparano algoritmi sui tornelli con coefficienti da Apollo13 che edulcorano sempre la realtà, come il doping commerciale sui km delle piste da sci…. Utilizzeranno anche qui l’algoritmo dei rifiuti?
E’ l’Italia (o il mondo) dei selfie: è importante fare apparire. Che lo faccia un privato, affari suoi! Ma che sia un Ente pubblico ad edulcorare e mistificare con i nostri soldi… è una cosa indigesta.

RENZI
Talmente un successo che un noto abitante del Centro di Udine ci riferisce questa testimonianza: “Sono molto contento. Friuli DOC non mi è mai piaciuto per schiamazzi, caos, pisciate e vomitate in giro. Quest’anno, proprio, non me ne sono nemmeno accorto, direi che a parte qualche bancarella in più c’era il solito giro di gente”.

Sulla stampa locale, legata a filo doppio di marketing alla manifestazione, è uscito un paradossale censimento friuldocchiano “800.000 persone”.
Forse c’è un refuso, uno zero in più.

Tommaso Botto

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