Menu
Categories
FREE TV chiude e il Corecom dorme: ammessa ai contributi a pieni voti
29 Aprile 2015 Inchieste
Share Button

La spesa pubblica italiana rema contro l’economia: il mercato è dopato dallo Stato, snaturato dagli emolumenti pubblici decontestualizzati dall’economia reale, anche e soprattutto nel settore delicatissimo e moribondo dell’informazione.

In nome infatti di un pluralità informativa di facciata noi tutti paghiamo lauti contributi ad improbabili televisioni e radio locali, oltre 500 solo le TV in tutta Italia, contro le 40, ad esempio, della Germania..
Poi capita che, nonostante le ricche elargizioni della politica (con favori indubbiamente ricambiati prima durante e dopo le campagne elettorali), queste piccole Tv mostrino sofferenze strutturali. E vadano in crisi.

free tv fvg
In questi giorni è capitato a FREE TV, minuscola emittente diffusa via etere in un 70% del Friuli Venezia Giulia, tanto “Free” che piglia soldi da chi un Tg dovrebbe invece controllare, ossia chi ci governa e ci amministra.

FREE tv
Fa ridere constatare che la notizia, già ampiamente diffusa dai dipendente dell’emittente negli ultimi mesi, se non anni, sia da ieri ufficialmente di dominio pubblico.
Ma, ribadiamo, tra gli addetti ai lavori si sa da un pezzo che i dipendenti (giornalisti e tecnici) non ricevevano gli stipendi e i contributi.

In buona sostanza: lo sapevano tutti di questa crisi in atto come tutti sanno del profondo dissesto di tante altre piccole Tv e radioline che campano solo grazie ai contributi di tutti noi (quanti di noi guardano o sentono queste frequenze? Quasi nessuno ma intanto le paghiamo…).

Tutti sapevano tranne il Corecom regionale del FVG che, proprio pochi giorni fa (mercoledì 22 Aprile 2014), ha approvato la graduatoria per l’attribuzione dei benefici previsti per le emittenti locali, per l’anno 2014 (D.M. 7 agosto 2014), ammettendo anche FREE TV, a pieni voti, al lauto banchetto, all’abbuffata di contributi pubblici.
Ebbene, nella prolissità autoreferenziale del dettagliato procedimento, leggiamo che Free Tv, con un fatturato di
€ 424.623,01 (la quarta nella classifica regionale, terza tra quelle con sede operativa principale in regione) e di proprietà della veneta Antenna Tre NordEst della famiglia Panto, d’apprima non risultava in regola con i contributi previdenziali Enpals ed Inpgi. Ma, in seguito ai “chiarimenti” forniti, sono successivamente risultate regolari.
Quindi FREE TV risulta, per il Corecom FVG, in regola per ricevere i contributi: regolarità contributiva e retributiva dei dipendenti sono requisiti fondamentali per accedere al ricco banchetto di pubbliche regalìe alle emittenti che nessuno vede o ascolta.

Oggi però il sindacato dei giornalisti Assostampa FVG ha diramato un comunicato in cui si lamenta invece che “I sei giornalisti… hanno già sopportato periodi di crisi, ritardi e mancati pagamenti di stipendi: a settembre 2012 si era presentata la stessa situazione, con la mancata corresponsione di mensilità e la relativa astensione del lavoro. Alla domanda posta all’azienda se almeno i contributi fossero stati versati è stato risposto che i lavoratori avrebbero dovuto vedersela con l’ente previdenziale stesso. Ma i contributi sono una parte integrante della paga mensile del lavoratore: se non vengono versati si può ravvisare anche un’eventuale appropriazione indebita, che sconfina nel penale”.

Quindi c’è qualche lecito dubbio sulla idoneità di Free TV a mungere contributi o sul lavoro del Corecom.

Stucchevole un’altra informazione apparsa sul tema su Il Piccolo che riporta la dichiarazione del consulente del lavoro che tutela quattro dipendenti di Free Tv: “L’azienda in questi giorni ha richiesto ai suoi giornalisti la sottoscrizione di un accordo in sede sindacale per sollevare Antenna Tre NordEst da ogni eventuale inadempimento commesso negli anni e/o da responsabilità per illeciti. Chi ha sottoscritto questo accordo ha ricevuto la mensilità di gennaio e una somma come incentivo all’esodo: si tratta di un pagamento preferenziale.”
Dichiarazione che conferma i dubbi sull’idoneità di questa ditta ad accedere ai contributi (come peraltro delle altre, leggete più avanti la sintesi del Corecom) ed il fatto che i crumiri hanno rovinato il mercato del lavoro tanto quanto i legislatori degli ultimi vent’anni (quelli in carica compresi).

 

Come si esprimerà adesso la politica? Capirà che questo sistema di regalìe a taluni non può funzionare?

Beh, come sicuramente come in questa nota del sindaco di Udine Furio Honsell:

Rischio chiusura emittente Free
Honsell: “Grave per la città se si perde pluralismo informazione”

“Che la città di Udine rischi di impoverirsi di una voce giornalistica diventata negli anni sempre più importante come quella dell’emittente Free, è un fatto molto grave che andrebbe evitato”. Così il sindaco del capoluogo friulano, Furio Honsell, in merito alla paventata chiusura della redazione udinese di Free.
“La libertà di stampa e il pluralismo dell’informazione – prosegue Honsell – sono due dei pilastri su cui si fonda la democrazia. Spero che la proprietà di Free e Antenna Tre trovi una soluzione che possa far ripartire la normale programmazione dei servizi giornalisti, così come riesca a tutelare e garantire i diritti dei lavoratori. Nel caso in cui Udine dovesse perdere un’altra voce, questo rappresenterebbe un effettivo impoverimento per tutta comunità e per tutti i cittadini di acquisire una dimensione critica. Sia come sindaco e come cittadino – conclude – sono quindi a fianco dei giornalisti e degli operatori che in questi anni hanno prestato servizio con grande professionalità”.

 

DOWNLOAD:
CORECOM FVG tv locali relazione_attivitx_istruttoria_2014
CORECOM FVG graduatoria_riepilogativa_2014 contributi TV locali xxx

Lascia un commento
***