FONDI UE, ITALIA-SLOVENIA: UNA COOP POLITICA GIA’ A RISCHIO DISIMPEGNO

Share Button

Sul BUR del 27 gennaio 2016, la Regione FVG pubblicò due avvisi di selezione di personale per il Programma europeo Italia Slovenia, ‘edizione’ 2014- 2020 ( € 91.682.299,00, di cui € 77.929.954,00 di dotazione dal FESR ed € 13.752.345,00 come co-finanziamento nazionale).

slovenia italia europa 2012 www.dovatu.it

Lunga quanto il confine tra Italia e Slovenia è l’intestazione di tale programma: l’Autorità di Gestione è infatti la Regione autonoma Friuli Venezia Giulia, Direzione centrale finanze, patrimonio, coordinamento e programmazione politiche economiche e comunitarie, Area per il coordinamento e la programmazione delle politiche economiche, patrimoniali e comunitarie, Servizio per la cooperazione territoriale europea, aiuti di stato e affari generali.
L’indirizzo è ‘il solito’: via Udine 9, Trieste. Qui ha sede anche il Segretariato Tecnico Congiunto.

All’epoca del bando per i nuovi cinque ‘esterni’, ci giunse lo sconsolato commento, direttamente dagli uffici regionali: “Si ricomincia! Nuovi incarichi, nuovo personale da istruire, da implementare, come oggetti da formare”.
Infatti, ci si chiede perché la Regione non attinge dalle graduatorie categorie C e D appena approvate, anziché selezionare e pagare personale esterno che poi, come è accaduto per Italia-Slovenia 2007-13, resta nel ruolo, con periodici rinnovi, per una decina d’anni.

Una nuova farsa pirandelliana, nuovi costi di selezione con tutto quello che ruota attorno (all’indotto) e poi ritardi nell’avvio esecutivo del Programma operativo”, ci spiega un altro addetto ai lavori: “Perché la Regione non utilizza personale interno a tempo indeterminato?”.
Non dimentichiamo che la Regione, per la disastrosa Programmazione Italia Slovenia 2007 2013, ha speso 6 milioni di euro per assistenza tecnica, solo due milioni per personale che ora non viene più riutilizzato a svolgere le medesime funzioni.

europacchia copertina
Ma perché non è nemmeno riutilizzabile questo personale?
Il motivo è alla base delle tante proteste che hanno scatenato i requisiti minimi di questi due bandi. Per la posizione “D”, vengono richiesti: laurea (economia, scienze politiche, giurisprudenza, comunicazione o relazioni pubbliche); esperienza di almeno 24 mesi presso una pubblica amministrazione o nel settore privato nell’ambito di programmi FESR; e, dulcis in fundo, conoscenza delle lingue italiana, inglese e slovena.

Un trilinguismo paradossale, per taluni, visto che la lingua ufficiale del programma è l’inglese: per tre tre unità a tempo determinato nella categoria D e due unità a tempo determinato nella categoria C, la domanda stessa andava redatta in inglese.
Il programma Italia-Slovenia, addirittura, è sinora consultabile solo nel suo abbozzo di Luglio 2015 in lingua inglese : 144 pagine di bla-bla-bla che sono solo la prima proposta inviata alla UE, nulla di definitivo, nulla sul quale fare affidamento per eventuale adesione ai bandi per il 2014-20 che, pur essendo nel 2016 inoltrato, non sono stati ancora, misteriosamente, pubblicati…

Forse che, quella del trilinguismo, sia una decisione politica della Regione FVG, atta a favorire gli amici sloveni o italo-sloveni, del bacino elettorale del PD regionale?

Perché, se vincesse il principio plurilingue, ad esempio, per il Programma MEDITERRANEO 2014-2020, quante lingue dovrebbero conoscere gli incaricati per questo Programma? Nella realtà viene chiesta la conoscenza del francese anche se l’area del programma riguarda dieci Stati dell’Unione: Cipro, Croazia, Francia, Grecia, Italia, Malta Portogallo, Regno Unito (Gibilterra), Slovenia, Spagna, e tre Stati non UE: Albania, Bosnia-Erzegovina e Montenegro. Un glottologo da Guinness dei Primati forse…
P
er il Programma CENTRAL EUROPE 2014-2020, quante lingue dovrebbero conoscere gli incaricati? Nella realtà viene chiesta la conoscenza dell’inglese anche se l’area include nove Stati Membri dell’Unione Europea quali l’Austria, la Croazia, la Repubblica Ceca, l’Ungheria, la Polonia, la Slovacchia, la Slovenia, la Germania, l’Italia (otto lingue).

Italia-Slovenia 2014-20: i bandi non sono pubblicati e le selezioni del personale sopracitato vanno a rilento. Infatti, per gli specialisti amministrativi “D”, sono pervenute appena 13 domande e 5 persone sono state ammesse alla selezione, tra due settimane iniziano i colloqui; per gli amministrativi “C”, le domande sono state 23, con 12 esclusi ed 11 ammessi alla selezione.
Selezione che si concluderà, se tutto va bene, entro la Primavera.

Ma il programma è già in estremo ritardo e il disimpegno automatico (come avvenne per il settennato precedente) è già in vista, prima ancora di iniziare.
Tempi lunghissimi per scelte operative che devono essere invece rapidissime: il Pubblico, si sa, non deve fare queste operazioni, non è affar suo, non è nel suo DNA.
La presidente Serracchiani, gli assessori Bolzonello, Peroni, Shaurli, Panariti.., addirittura il presidente del consiglio regionale Iacop ha specifiche potestà sulle programmazioni europee: tante teste, con elefanteschi staff al seguito, come una cooperativa di basso livello, capace solo di organizzare missioni, convegni e comunicati stampa.
Intanto il programma Italia-Slovenia è già impantanato (il sito web dedicato http://www.ita-slo.eu/notizie_ed_informazioni/notizie/2016012711501179/ porta ancora l’immagine del 2013…), con gravi ritardi e un rischio di disimpegno già avvertito negli uffici regionali.

Tommaso Botto

Commenti

Nome *

Sito web

Ultime news