FONDI UE: -23% da POR FESR 2014-20 per FVG

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Siamo a fine 2015 ma solo a Luglio di quest’anno la Commissione Europea ha approvato lo stanziamento del Por Fesr 2014-20 per la Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia: questa è l’Europa, capace di annunciare e confondere ostinatamente concetti primitivi come il “prima” ed il “dopo”.
Il ritardo è imputabile sia alla complessità dei disciplinari europei, sia ai ritardi della Regione nella rendicontazione del travagliatissimo Por Fesr 2007-13, soprattutto nella programmazione Italia-Slovenia, quella del “pacco”, degli innumerevoli ricorsi e del disimpegno automatico

La dotazione complessiva per la Regione è per questo settennato di 230,7 milioni di euro.

La Regione fa sapere che la maggior parte delle risorse (91 per cento) andranno a favore di ricerca, sviluppo tecnologico e innovazione (77,1 milioni), competitività delle piccole e medie imprese (75,9 milioni) e transizione verso un’economia a basse emissioni di carbonio (56,9 milioni).
Dei restanti fondi, 11,6 milioni saranno destinati all’accesso alle tecnologie dell’informazione e della comunicazione (Ict) e allo sviluppo urbano sostenibile, 9,2 milioni all’assistenza tecnica.
Fatto sta che lo stanziamento dedicato alla precedente programmazione era inizialmente, per il solo FVG, di 300 milioni di euro.
Con gioco di prestigio, infatti, nella Deliberazione della Giunta regionale 20 Dicembre 2013, n°2442 “POR FESR 2007/2013 (10 giorni prima della scadenza del Programma continentale…) si prese atto della modifica del programma operativo e l’adozione di un nuovo Piano finanziario”, “visti i ritardi riscontrati nell’avanzamento finanziario della programmazione comunitaria”. Firmato Deborah Serracchiani, la presidente della regione, già parlamentare europeo PD, che così facendo, ridusse il finanziamento da 300 milioni a 233.

01 POR FESR
E i 300 milioni iniziali spariscono dalla contabilità. Dagli ultimi fatidici dieci giorni, quindi, si citarono solo i 233 dello strano sconto.
Sconto che, simile al “gioco delle tre carte”, serviva unicamente ad edulcorare l’andamento della programmazione, per centrare alla grande il target di spesa, quella soglia minima di investimenti certificati (48,5%).
Sembra illogico, incredibile ma è avvenuto proprio questo ed è un tipico meccanismo europeo.

E adesso, datosi che nella programmazione precedente ci si è accontentati di meno (-67 milioni di euro), ci “tocca” un importo non superiore.
Anzi, addirittura leggermente inferiore: 230 milioni anziché 233.

Facendo i conti della serva, 70 milioni di euro in meno, -23%.

Ma la Giunta Serracchiani ed i media ad essa vicini non ve lo diranno mai.

Tommaso Botto

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