FONDI UE: 15 MILIONI € MA SANITA’ TRANSFRONTALIERA RESTA UN PROGETTO

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L’EUROPACCHIA E’ PER POCHI…

europacchia copertina

Sarebbe auspicabile che la Regione Friuli Venezia Giulia, prima di programmare i futuri progetti transfrontalieri, esaminasse nel merito i risultati dei programmi transfrontalieri finanziati con i fondi comunitari programmazione 2007-2013.

10 progetti, per oltre 15 milioni di euro, ovvero oltre 30 miliardi di vecchie lire (il costo di un presidio ospedaliero di secondo livello) e specificatamente: E-HEALTH, TRANS2CARE, E-CARDIONET, E-SURGERYNET, PANGEA, SIGN, INTEGRAID, GLIOMA, MINA e PROTEO.

Mentre si chiudono i Punti Nascita, adducendo motivazioni di bilancio celate da presunte carenze di sicurezza correlate alla scarsa natalità (nel 2015 il FVG ha registrato un decremento delle nascite del -5,4%, ben al di sopra della media nazionale (-3,4%)), tanti soldi si sono invece spesi per avviare questi ambiziosi (e lodevoli) programmi.

Programmi conclusi (forse) in un nulla di fatto.

Andando ad analizzare i singoli progetti troviamo la spesa programmata

E-HEALTH

3.000.000 €

TRANS2CARE

2.611.118 €

E-CARDIONET

1.349.865 €

E-SURGERYNET

1.135.008 €

PANGEA

1.253.752 €

SIGN

1.285.441 €

INTEGRAID

1.350.000 €

GLIOMA

1.320.000 €

MINA

998.293 €

PROTEO

1.000.000 €

TOTALE

15.303.477 €

 

15 milioni di euro di fondi pubblici con l’unico obiettivo “migliorare la qualità della vita della collettività”?

Esaminiamo E-HEALTH, 3 milioni di euro e Capofila la Regione FVG (La Regione con centinaia di migliaia di fondi propri ha finanziato il progetto anche se il Programma Italia Slovenia prevede la copertura del 100% dei costi per i beneficiari italiani).

Obiettivo “aumentare la qualità della vita attraverso lo sviluppo coordinato dei sistemi sanitari e sociali, e nello specifico la qualità della vita dei pazienti italiani e sloveni attraverso le nuove tecnologie dell’ICT (Information and Communication Technology)…
Sulla base di una analisi tecnica avrebbero dovuto definite le necessità e le attrezzature da acquistare per realizzare il network con database comunicanti contenenti i FEPS (fascicolo elettronico sanitario personale) con la storia clinica dei pazienti visibile agli operatori sanitari sia sloveni sia italiani, ma nella realtà la cartella clinica non viaggia ancora nemmeno tra i nostri ospedali e tantomeno tra due Stati con normative diverse sulla privacy, identificativi diversi delle malattie, sistemi informatici diversi non compatibili ….. tutti elementi che dovevano venir valutati anticipatamente prima di finanziare, spiace dirlo anche in considerazione delle alte professionalità interessate, il nulla.

Ne abbiamo già scritto ma, consultando il sito del Programma e le delibere della Giunta Regionale, possiamo nuovamente osservare che:

il principale e più importante partner del progetto è il Geie –Egiz Gruppo economico Net Europe con sede a Trieste che la Regione ha costituito nel 2009 (delibera 1186/2009) con Incubatore Universitario del Litorale, s.r.l., con sede in Capodistria e il Centro europeo per la collaborazione economica transfrontaliera S.r.l. con sede in Nova Gorica (quindi la Regione FVG con due srl slovene);
Net Europe ha la sede in Italia e quindi ha diritto al 15% di cofinanziamento dallo Stato Italiano (ma non si comprende perché la Regione ha costituito un Gruppo economico per partecipare al progetto, nulla impediva di essere direttamente partecipante);
le due srl slovene partecipano con il 60% al GEIE che ha sede in Italia e quindi si pigliano pure il 60% di finanziamento dallo Stato Italiano riconosciuto automaticamente ai beneficiari italiani (si mascherano come beneficiari italiani).

GEIE

Consultato il sito del Progetto non si trovano i risultati raggiunti con il progetto, non si comprende cosa è stato fatto di tangibile con tre milioni di euro, troviamo “esperienze”.

Esaminiamo altri progetti e ci accorgiamo che E-CARDIONET (di euro 1.349.865,00) e E-SURGERYNET (di euro 1.135.008,10) hanno come beneficiario sempre il GEIE – Egiz Net Europe.

Il Programma Italia Slovenia 2007-2013 ammontava a 136 milioni di euro di fondi pubblici tra comunitari e nazionali, 10 milioni sono stati disimpegnati per irregolarità e ritardi e restituiti a Bruxelles e con gli altri non si comprendono i risultati tangibili.

La Regione FVG è l’Autorità di Gestione del Programma e quindi ha la responsabilità diretta della gestione e dell’attuazione del Programma.

Non dimentichiamo che il Programma prevedeva tre tipologie di progetti: strategici, standard e piccoli progetti.

Per i primi il piano finanziario approvato nel 2008 dalla giunta Illy ammontava a circa 41 milioni di euro, per i secondi 60 milioni previsti per l’intero territorio e 22 riservati a FVG e Slovenia in quanto aree di confine terrestre e infine circa 5,3 milioni destinati ai piccoli progetti con un valore massimo di 100 mila euro e con il vantaggio di una procedura semplificata.

Dal 2008 ad oggi le reali opportunità di crescita sono state ben poche e il Programma ha fatto la fine di un fiume carsico di cui non si conosce bene ancora il corso sotterraneo.

Ad oggi, fine programmazione, non si conoscono i risultati concreti portati al territorio, di certo sono stati spesi milioni di euro per consulenti, per società di consulenza, per relazioni, per raccolte dati, banche dati … che verranno utilizzati solo marginalmente o addirittura rimarranno abbandonati nei cassetti.

I programmi comunitari hanno una durata di sette anni e la Commissione Europea, per poter controllare il buon andamento degli interventi, fissa a scadenze annuali obiettivi minimi di raggiungimento di spesa.

Il target 2013 da certificare alla Commissione Europea entro il 31.12.2013 ammontava ad euro 40.938.749,01 (quota FESR) ma la Regione è riuscita a convalidare meno di 30 milioni e il disavanzo automatico è stato di 10.102.023,65 milioni di euro che sono stati restituiti, oltre ovviamente ad aver subito il danno d’immagine.

A fine programmazione è opportuno poter comprendere come sono stati utilizzati i fondi spesi e quali sono stati i risultati tangibili raggiunti (se esistono), se gli obiettivi dei progetti sono stati raggiunti.

Cause e risultati negativi

In questi anni si sono susseguiti molteplici ricorsi al TAR che hanno bloccato per lunghi periodi il riparto dei fondi e alla fine hanno prodotto ritardi, riduzione di fondi dedicati al confine terrestre ed il mancato finanziamento dei piccoli progetti.

La Regione davanti al ricorso dell’Università di Trieste, capofila del progetto TRANS2CARE, che si era vista esclusa dal finanziamento, ha deciso di porre rimedio finanziando il progetto escluso. Questa decisione (delibera di GR 474 del 18/3/2011) ha portato ad ampliare il numero dei progetti strategici da finanziare e precisamente il primo degli esclusi di ogni asse strategico.
Ben 9,7 milioni di euro hanno così cambiato destinazione e sono stati dirottati a discapito dei fondi dedicati alle aree di confine terrestre e per i piccoli progetti.

Il risultato tangibile è stata la riduzione da 22 milioni di euro a 17 per i progetti dedicati ai due territori confinanti del FVG e della Slovenia. (i progetti del confine terrestre era stata una importante opportunità conquistata a Bruxelles dal Presidente Illy nel 2007 in quanto il FVG veniva riconosciuta come la sola regione italiana che avrebbe dovuto beneficiare di maggiori aiuti in virtù della sua posizione confinaria con i nuovi Stati membri dell’UE).

Altro danno è stato il mancato finanziamento dei piccoli progetti previsti fin dall’inizio.

Programma Transfrontaliero Italia-Austria

La Regione FVG ha partecipato dal lontano 2006 a Sanicademia Geie con sede in Villacco , assieme alla Regione Veneto e al Land Carinzia, affrontando spese annuali di adesione, gestione e di missioni dei funzionari regionali.

Sanicademia Geie, ha percepito fondi comunitari con il finanziamento di alcuni progetti per la formazione e aggiornamento transfrontaliero in ambito sanitario.
Sarebbe interessante poter esaminare i contenuti dei progetti per poter comprendere i risultati ottenuti dalla Regione.

In merito, purtroppo, siamo riusciti a trovare solo informazioni su un convegno che ribadisce le finalità del programma.
Ma i risultati pratici? Le ricadute sul territorio?

05.12.2013 Sanità transfrontaliera

Si è tenuto ieri a Gorizia nel Conference center di Via d’Alviano, il convegno sulla sanità transfrontaliera – ITA-SLO Health & Research Network Meeting – Condivisione delle esperienze tra i progetti finanziati nell’ambito del Programma per la Cooperazione Transfrontaliera Italia-Slovenia 2007-2013.
L’incontro organizzato da 10 progetti E-HEALTH, TRANS2CARE, E-CARDIONET, E-SURGERYNET, PANGEA, SIGN, INTEGRAID, GLIOMA, MINA e PROTEO, in collaborazione con il Segretariato Tecnico Congiunto, ha voluto in primo luogo portare alla condivisione delle esperienze dei diversi progetti e porre le basi per lavorare congiuntamente e portare risultati concreti anche attraverso nuove iniziative comuni.
Dopo i saluti iniziali da parte delle Autorità presenti e la presentazione multimediale degli aspetti più rilevanti della cooperazione transfrontaliera nella fornitura dei servizi sanitari in Europa e dei 10 progetti coinvolti nell’iniziativa, sono state presente le sei tavole rotonde, alle quali hanno poi aderito i partecipanti.

Alla conclusione dell’incontro, quanto emerso dai singoli tavoli è stato riproposto a tutti i partecipanti:

MOBILITA’ DEI PAZIENTI E DEI PROFESSIONISTI – nell’ambito della quale è emersa la diversa organizzazione economica delle strutture sanitarie in Italia e Slovenia e il diverso recepimento della Direttiva concernente l’applicazione dei diritti dei pazienti relativi all’assistenza sanitaria transfrontaliera nell’ordinamento sloveno e italiano e alla sua applicazione. E’ emersa chiara la necessità di una comunicazione chiara e trasparente da parte delle strutture ospedaliere e la necessità di sottolineare l’importanza del tema della sanità nella cooperazione transfrontaliera.

CARTELLA CLINICA TRANSFRONTALIERA – nell’ambito della quale si è affontato il problema della cartella clinica elettronica. E’ emerso che il problema non riguardi tanto lo scambio dei dati, quanto la loro trasmissione corretta e qualitativa nell’ambito dei diversi formati utilizzati dalle strutture con l’obiettivo di avere una piattaforma comune standardizzata.

GESTIONE DELLA PRIVACY – nell’ambito della quale si è analizzato le diverse situazioni dei progetti, emergendo un quadro non unitario e differenziato tra aspetti in cui i servizi erano già esistenti e si è assistito a un avanzamento tecnologico e pertanto situazioni già regolamentate, in altri casi invece ci si trova ad affrontare nuovi servizi prima non disponibili. Emerge pertanto la necessità di affrontare il tema già in fase di progettazione (attualmente le piattaforme in fase di test utilizzano dati non reali) e di una armonizzazione delle regole utilizzate dai diversi progetti e la necessità di intraprendere campagna di informazione chiare per il consenso informato da parte dei pazienti

TELEMEDICINA E TELEASSISTENZA – nell’ambito della quale si è analizzato le esperienze note in Italia e Slovenia in questo ambito e i vantaggi che porta, portando a riferimento anche esperienze sviluppate in altri paesi. Attualmente sono in corso dei progetti pilota che prevedano il monitoraggio dei pazienti cardiaci nelle loro abitazioni. Emerge anche in questo caso la necessità di uno scambio di esperienze e buone prassi.

FORMAZIONE PROFESSIONALE – nell’ambito della quale si è comparato il differente sistema dei crediti formativo in Italia e in Slovenia, con un particolare attenzione alla possibilità di riconoscimento dei crediti a livello transfrontaliero (accordi bilaterali tra gli Stati) e la possibilità di sviluppo di buone prassi

RICERCA BIOMEDICA PER LA SALUTE – nell’ambito della quale si è analizzato i dati sulla salute e le principali cause di morte. Emerge che su alcune cause vi siano insufficienti conoscienze scientifiche e pertanto la necessità di scoprire fattori di prevenzione con un abbattimento anche dei costi sociali. Pertanto l’accento è stato posto sulla necessità di conoscere e condividere i risultati e di interagire comunemente anche per aver maggior “impatto”.

Si è pertanto tratto una considerazione conclusiva sulla necessità di gestire congiuntamente tra i diversi progetti i problemi emersi nel corso della giornata e nelle singole tavole rotonde, in primis attraverso lo scambio delle informazioni e delle conoscenze, oltre che la realizzazione di iniziative comuni, tra le quali è prevista anche l’organizzazione di un altro evento pubblico in materia di sanità transfrontaliera da tenersi nella primavera del 2014.

PRESENTAZIONI DEL CONVENGO
Presentazione multimediale La cooperazione transfrontaliera nella fornitura dei servizi sanitari in Europa

Presentazione multimediale dei 10 progetti

Presentazioni dei tavoli di lavoro:
MOBILITA’ DEI PAZIENTI E DEI PROFESSIONISTI
CARTELLA CLINICA TRANSFRONTALIERA
GESTIONE DELLA PRIVACY
TELEMEDICINA E TELEASSISTENZA
FORMAZIONE PROFESSIONALE
RICERCA BIOMEDICA PER LA SALUTE

Redazione

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