FAVIGNANA: HIP HIP… ORRU’! Peppe e Pamela, una lunga storia a mezzo stampa…

Share Button

Un minuscolo Comune che concentra la sua comunicazione al pubblico in messaggi di persuasione politica: è Favignana, arcipelago delle Egadi, provincia di Trapani.

La legge 150 del 2000 viene infatti attuata ad uso e consumo del sindaco Peppe Pagoto che oggi si autocongratula con se stesso, domani loda i suoi assessori e, periodicamente, tesse con adulazioni a mezzo stampa la sua scalata politica.
Sottraendosi frequentemente, come abbiamo potuto verificare, alle comunicazioni scomode, ossia quando viene tirato in ballo vuoi per frodi commerciali, vuoi per rifiuti abbandonati, vuoi per discariche abusive di Eternit, vuoi per i cantieri fantasma, finanziati con fondi europei, già sede del suo comitato elettorale.

Può farlo? Probabilmente no, è un utilizzo di risorse della collettività piuttosto ambiguo: noi paghiamo una tizia che ci racconta quello che un tizio vuole raccontarci o far sapere ad un’altra tizia o ad un altro tizio, passando per gli organi di stampa.

pamela-orrù

L’ultimo comunicato stampa politicamente persuasivo è di oggi e s’intitola “Grazie dalle Egadi alla senatrice Orrù”.
Ma non poteva farle una telefonata? No, perché è il sequel di altri comunicati disinvoltamente affettuosi destinati alla Orrù.
Il sindaco ringrazia la senatrice Pamela Orrù”, dispacciava il Comune di Favignana l’11 Giugno scorso.
Pagoto ringrazia la senatrice Orrù”, è invece quello del 25 Settembre 2014.
Ma la storia, a mezzo stampa, tra Peppe e Pamela parte ben prima.
Il 2 Luglio 2014, infatti, “Il sindaco ringrazia la senatrice Orrù” e per il Natale 2013 (22 Dicembre) “Grazie alla senatrice Orrù”.

pagoto

La scusa di questi ossequi a mezzo stampa alla brava impiegata della provincia di Trapani che, col posto in Senato, ha portato il suo reddito annuo da 25mila a 95mila euro, starebbe nel “collegato ambiente”, complesso normativo nel quale è stata inserita l’ennesima gabella che paga sempre Pantalone: un altro gettone di sbarco, una grande invenzione, spacciata per ‘green economy’.
Eh si, perché oltre all’euro e mezzo che già si paga con il biglietto per sbarcare a Favignana, se ne aggiungerebbe un altro (sino a 2,5€), “ al fine di sostenere e finanziare gli interventi di raccolta e smaltimento dei rifiuti nonché gli interventi di recupero e salvaguardia ambientale nelle isole minori.”

Sommariamente, tre riflessioni vengono alla mente sull’iniziativa della senatrice Pamela Giacoma Giovanna Orrù: la prima è che in Sicilia stanno ancora a dibattere su smaltimento dei rifiuti, raccolta differenziata, discariche abusive etc.; la seconda è che una tassa indiretta aggiuntiva che aggrava i già onerosi biglietti può dimostrarsi un pericoloso boomerang turistico.
La terza valutazione è che ‘sta gran pensata, l’art. 23-Bis, c’ha messo oltre un anno a divenire legge (quasi), essendo un collegato, appunto, alla legge di stabilità del 2014.
In qualsiasi paese europeo una lungaggine del genere verrebbe come minimo stigmatizzata: in Italia, invece, ed ancor più in Sicilia, questa verità viene rovesciata, sino a divenire motivo di cieca gratitudine (se l’idea è del tuo partito).

E, come a Peppe piace Pamela, e glielo manda a dire, così a Pagoto e Orrù piace il Partito Democratico e tutto ciò che ne esce può esser solo buono e giusto.

Insomma, a parte i sentimenti privati tra Peppe e Pamela, quest’isola è diventata del PD e… “Hip-Hip Orrù!”.

 

Tommaso Botto

Commenti

Nome *

Sito web

Ultime news