#Favignana. Demanio marittimo e concessioni: la Regione Sicilia dorme

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PUDM -Piano di Utilizzo del Demanio Marittimo e gestione clientelare del demanio marittimo: da Cuffaro a Lombardo e a Crocetta tutti se ne sono infischiati. Dopo le numerose istanze di Legambiente, il comune di Favignana ha chiesto un’audizione alla 4^ Commissione dell’ARS. Un mese fa una manifestazione aveva portato la questione direttamente in piazza e la notte seguente andò a fuoco una piccola darsena galleggiante…

noleggiatori favignana

L’Amministrazione Comunale delle Egadi, guidata dal sindaco, Giuseppe Pagoto, ha richiesto, con carattere d’urgenza, audizione alla 4^ Commissione dell’Assemblea Regionale Siciliana “Ambiente e Territorio”, per discutere in maniera dettagliata dell’utilizzo del Demanio Marittimo e delle concessioni rilasciate, e in fase di rilascio, da parte degli uffici dell’Assessorato Territorio ed Ambiente.

La richiesta segue le diverse altre istanze già inoltrate alla Regione Siciliana in materia di concessioni demaniali marittime, quasi sempre rigettate o ignorate.
Una, ad esempio, è quella inoltrata dal Circolo di Legambiente delle Isole Egadi al Dipartimento del Demanio Marittimo affinché provveda all’approvazione del PUDM, visto e considerato che:

“Il circolo Legambiente Isole Egadi ha denunciato alle autorità competenti l’eccessivo numero di richieste di utilizzo del demanio marittimo e terrestre sull’isola di Favignana da parte di soggetti privati per l’istallazioni di Bar, ristoranti, solarium, catenarie, e pontili galleggianti; e ciò a far data dall’anno 2009; a seguito di essa denuncia il Consiglio Comunale di Favignana nel mese di giugno del 2009 votò un atto di indirizzo con il quale chiese alla Regione Siciliana di bloccare le concessioni di utilizzo del demanio marittimo nelle more della redazione ed approvazione del PUDM; il comune di Favignana provvide effettivamente alla redazione e successiva approvazione del PUDM con delibera del Consiglio Comunale del 07.11.2012 n. 2012; ad oggi e nonostante il tempo trascorso, i Vostri Uffici non hanno ancora provveduto alla approvazione del suddetto piano per la parte di Vostra competenza e per la definitiva efficacia di esso; in assenza di PUDM vi è il concreto pericolo della indiscriminata concessione di suolo demaniale per le attività sopra descritte con grave pericolo e danno per il delicato equilibrio ambientale dell’isola di Favignana; l’approvazione del PUDM è necessaria ed urgente anche in considerazione del fatto che le isole Egadi fanno parte delle c.d. Aree Marine Protette all’interno delle quali sono interdette tutte le attività che possono arrecare danno o disturbo all’ambiente marino.”

In particolare, il sindaco Pagoto, nella qualità anche di Presidente dell’Area Marina Protetta “Isole Egadi”, chiede da tempo, anche a seguito di un ordine del giorno votato dal Consiglio Comunale, una moratoria su tutte le istruttorie in atto per il rilascio di concessioni demaniali marittime, con revoca degli atti  e congelamento dei rilasci in essere.

L’Amministrazione Comunale continua a prendere atto, invece, del rilascio delle stesse concessioni senza alcuna concertazione con l’Ente Comunale da parte del Servizio Demanio Marittimo della Regione Siciliana. Le concessioni, tra l’altro, potrebbero compromettere le finalità di tutela dell’Area Marina Protetta. Tutte le richieste di concessioni demaniali marittime  (sia che riguardino aree terrestri, che specchi acquei) insistono, infatti, all’interno dell’AMP, dove specifiche  attività  sono consentite esclusivamente previa autorizzazione dell’Ente gestore, e l’eventuale  rinnovo d’ufficio  delle  concessioni demaniali marittime, in assenza del prescritto parere vincolante dell’Ente gestore dell’Area Marina Protetta, configura possibile violazione di legge,  come espressamente previsto dalla Legge quadro sulle aree protette n. 394/91.

Questione rimarcata ed esemplificata da una dichiarazione di Legambiente:

“… volevo partire da una buona pratica per poi arrivare a quello che oggi è la gestione “clienterale” del demanio marittimo. La buona pratica guarda caso tocca la Legambiente, che dal 1996, anno di costituzione della riserva di Lampedusa, che insiste nella spiaggia dei Conigli. Di fatto l’area demaniale era in mano ai chioschisti, tre per l’esattezza, uno in regola due abusivi. C’era di tutto, dai panellari, agli ombrelloni, i gelatari, in una spiaggia dalla bellezza indiscussa era imbruttita da una gestione assolutamente arbitraria, che non tenesse neppure conto che era un sito di ovodeposizione di tartarughe marine. La Legambiente con l’allora presidente Nicolini, oggi sindaco di quell’isola, avvio differenti azioni per la tutela e la valorizzazione del sito, la regolamentazione della fruizione della spiaggia, con accesso a piedi e non più in jeep, la quotidiana pulizia e manutenzione della spiaggia, interventi di rinaturalizzazione e recupero ambientale.
Perfetto, oggi la spiaggia dei conigli è considerata la spiaggia più bella d’europa, ai primissimi posti al mondo.
Noi di Legambiente intendiamo questo per salvaguardia del demanio.
A Lampedusa, con questa gestione oltre a posti di lavoro con la riserva e la gestione della spiaggia, si è creata un’immagine di naturale bellezza, quantificabile in soldoni, per parecchi milioni di euro di valore.
Invece cosa accade nei nostri più bei pezzi di sicili? A Torrazza come le Egadi si pensa solo a svendere il demanio per poche migliaia di euro, forse perché la regione deve far cassa (ricette poco credibili da parte del legislatore dal momento che fissi i prezzi per la concessione del demanio alle egadi al minimo tariffario, al pari di zone a bassa incidenza turistica).
La conseguenza è che nel 30% del territorio di Favignana, infatti il restante 70% è interessato da dissesto idrogeologico, dove non si potrebbe comunque far nulla, vi sono talmente tanti interessi economici, che nel 2008 si accavallavano più di 80 richieste di concessioni demaniali.
Pensate ora, se l’allora amministratore avesse lasciato larga mano a queste richieste, pensate come sarebbe oggi l’aspetto di Favignana. Ci sarebbe un mare in gabbiato tra chioschi, bar, solarium, ristoranti, gelaterie, sdraie e campi da beach volley finti…
Secondo voi sarebbe ritornati i turisti, oggi entusiasti di vedere un’isola poco antropizzata, dall’aspetto selvaggio..?
Ma la cosa che inquieta ancor di più e che la regione Sicilia, trasversalmente, da Cuffaro a Lombardo passando dall’attuale Crocetta, se ne sono altamente infischiati degli appelli della comunità, delle associazioni e delle amministrazioni comunali, che pur portando a termine la loro proposta di piano di utilizzo demanio marittimo, che dà dal punto di vista urbanistico una regolamentazione uguale per tutti, non lasciando spazio a speculatori , marchettari e mafiosi, continuano a non prendere provvedimenti e lasciare tutto per come è.
Cioè senza regole…anzi l’unica regola è cu avi chiù pulvere spara
Quello che è accaduto a Torrazze è ancor più evidente, qui c’è l’ultimo colpo inferto ad un litorale già massacrato dalla speculazione edilizia, dalla costruzione folle di padiglioni simil industriali su un lungomare che ci invidierebbe chiunque in italia. Un mare intriso di bellezza e cultura…
Solo dei pazzi scellerati, privi di gusto e di senso del bello possono fare quello che oggi è davanti agli occhi di tutti a Torrazze.
Quindi chiediamo con forza che lo Stato si ridesti e faccia di tutto per abbattere subito quegli ecomostri, restituendo il mal torto tolto alla comunità di Petrosino, una spiaggia libera, un mare libero…”

<Da anni – dichiara moderatamente Pagoto – l’Amministrazione Comunale, che ha presentato all’Assessorato Regionale Territorio ed Ambiente il Piano di Utilizzo del Demanio Marittimo, attende dalla Regione l’avvio dell’iter per la sua definitiva approvazione>.

 

Una esaustiva Relazione di Legambiente riassume la situazione a Favignana:

Relazione su attacco alle coste dell’arcipelago delle Egadi “Mare in Gabbia”.

Nel 2009 improvvisamente una parte di litorale dei Calamonaci a Favignana è stata transennata per la realizzazione di un chiosco con bar e ristorante, più solarium, chiudendo alla libera fruizione una delle poche spiagge frequentabili dai bimbi per la presenza di sabbia.

Sin da subito è stata fatta una petizione sottoscritta da differenti persone facenti parte della società civile e associazionismo al fine di bloccare la realizzazione della stessa.

Ma la realtà che emerse fu amara, in quanto i permessi erano stati dati e la spiaggia è divenuta di fatto privata.

Forti di quella esperienza effettuammo una ricognizione delle richieste demaniali, anche come componente della commissione Area Marina Protetta Isole Egadi, e con nostro grande sconcerto si evidenziò una situazione inquietante, vi erano più di 80 richieste di concessioni di demanio marittimo e terrestre, in un territorio quello delle coste delle Egadi al 75% in dissesto idrogeologico.

Il risultato era che molte di queste richieste si sovrapponevano l’una con l’altra, creando un vero e proprio reticolo che se fossero state avallate avrebbe ingabbiato l’isola di Favignana.

Nella sola punta Longa di Favignana vi erano più di dieci di richieste, tra chioschi bar, ristoranti, catenarie, solarium e pontili galleggianti.

Le isole di Marettimo e Levanzo sono state in parte risparmiate da questa problematica in quanto la morfologia delle loro coste non permette alcuna attività commerciale come solarium, catenarie, campi boe, pontili galleggianti, solarium, chioschi bar e ristoranti. Di fatto trattasi di coste interessate da caduta massi con falesie a picco sul mare.

L’isola di Favignana in quanto pianeggiante, permette un facile accesso a tutta la costa che però è interessata da un grave dissesto idrogeologico al 75%, quindi l’interesse speculativo si concentra nella restante parte di demanio concedibile, causando un ginepraio di richieste.

Sin da subito la Legambiente ha fatto pressioni a fin che il comune e il consiglio comunale si adoperassero per bloccare tali procedure già avviate.

Nel giugno del 2009 il consiglio comunale votava un atto di indirizzo che di fatto chiedeva alla Regione Siciliana di bloccare qualunque concessione di demanio marittimo nelle more che si redigesse un Piano di Utilizzo del Demanio Marittimo.

Lo stesso Piano di Utilizzo del Demanio Marittimo (PUDM), che regolamenta in conformità alle vigenti disposizioni di materia di pubblico demanio, ai sensi dell’art 4 comma 1 della L.R. n.15 del 29/11/2005, in ossequio alle “linee guida per la redazione dei piani di utilizzo del demanio marittimo della Regione Siciliana”, giusto decreto ARTA del 04.07.2011 pubblicato sulla gurs n.35 del 19/08/2011, è stato redatto e approvato dal consiglio comunale del comune di Favignana con deliberazione n.47 del 07/11/2012.

Quindi il Comune ha svolto tutta la sua parte a fin che si regolamentasse la materia delle concessioni demaniali sul proprio territorio, redigendo un PUDM che limita al minimo le speculazioni e valorizzi la bellezza selvaggia delle coste Egadine.

Siamo arrivati al gennaio 2014 e del PUDM che dovrebbe essere adottato dalla Regione Siciliana non se ne sa più nulla, altresì parallelamente si sono intensificate le richieste di concessioni demaniali simile ad un attacco a fort apasche.

In quanto l’intendimento della Regione è far cassa con il rilascio delle concessioni demaniali, dando lo stesso indirizzo alle soprintendenze al genio civile e al dipartimento del demanio.

Queste sotto riportate sono solo alcune delle situazioni di cui ci siamo occupati recentemente:

  • In zona archeologica scalo Cavallo, catalogata zona rossa dalla soprintendenza ai beni culturali per la presenza di una necropoli della tarda età del bronzo, volevano realizzare una discoteca, solarium, bar e ristorante – personalmente abbiamo ricevuto anche una richiesta di captazio benevolenthia (marchetta) da parte degli imprenditori interessati;
  • Nel porticciolo storico di Punta Longa, dove vi è la più grossa flotta di imbarcazioni da pesca artigianale di Favignana, una società voleva l’intero porticciolo per la realizzazione di una catenaria e campo boe, di fatto sbattendo fuori i pescatori;
  • Richiesta dell’intero porticciolo scalo nuovo a Marettimo, che priverebbe di fatto agli stessi abitanti dell’isola di Marettimo, che nel periodo estivo lavorano con la piccola pesca artigianale e i giri dell’isola, l’utilizzo dell’unico riparo per le loro imbarcazioni;
  • Nel porto di Favignana vi è un coacerbo di richieste di banchine e messa in posa di pontili galleggianti e catenarie, talmente tante che si accavallerebbero l’una con l’altra creando in un’area portuale così limitata come quella di Favignana seri rischi di sicurezza alla navigazione, secondo il codice della navigazione. Non ultima la richiesta di un’area demaniale estesa 14.400,00 mq davanti lo stabilimento ex tonnare Florio. Quest’ultima richiesta è il paradigma di quanto siano grandi gli interessi in questa materia, disposti anche a rovinare un paesaggio storico caratteristico come quello dello stabilimento ex tonnare Florio, patrimonio delle Egadi e della Sicilia.

L’indirizzo della Regione Siciliana in questo momento è fare cassa, quindi concedere il demanio, ma a quale prezzo?

Sono due i prezzi, il primo quello economico, il secondo quello ambientale, sociale e paesaggistico.

Quello economico è irrisorio, in quanto le entrate effettive prodotte dal pagamento del canone di locazione delle aree demaniali alla Regione sono tenute “volutamente” bassissime.

Il secondo prezzo invece sarebbe un prezzo altissimo che pagherebbe la comunità presente e le future generazioni. Sarebbe il prezzo etico, morale e ambientale di una costa imbrigliata in un reticolo di attività commerciali che vogliono solo lucrare dalla risorsa mare e coste.

Si tenga anche conto del danno di immagine, quantificabile in centinaia di migliaia di euro, in quanto il turista viene nelle nostre isole per godere del mare selvaggio, non di un posto come la riviera romagnola.

La Regione con un atteggiamento assolutamente “delinquenziale” tiene il PUDM redatto dal novembre 2012 dentro un cassetto, perché nella non chiarezza di cosa si può fare e di cosa non si può fare gli avventurieri speculatori ci sguazzano felicemente, facendo affari d’oro.

Su nostra proposta e della Commissione Consiliare AMP è stata fatta dalla stessa AMP Isole Egadi e dall’ente gestore una lettera dove si dice che l’eventuale approvazione di tali ingenti richieste di concessioni demaniali marittime, in assenza di qualunque pianificazione integrata e valutazione congiunta, rischia di compromettere la tutela delle caratteristiche dell’ambiente oggetto della protezione e delle finalità istitutive dello stesso ente, quindi l’eventuale rilascio di concessioni in assenza di un parere vincolante dell’ente gestore dell’AMP configura, in funzione della Legge quadro sulle aree protette 6 dicembre 1991 n.394, art 19, gestione delle aree protette marine, comma 3 “nelle aree protette marine sono vietate le attività che possono compromettere la tutela delle caratteristiche dell’ambiente oggetto della protezione e delle finalità istitutive dell’area, in particolare sono vietati: b) l’alterazione dell’ambiente geofisico e delle caratteristiche chimiche e idrobiologiche delle acque”; la possibile violazione di legge di rango penale da parte della Regione Siciliana.

Come dalle evidenze di cui sopra si può capire che tutti i soggetti interessati vanno nella direzione di una gestione sostenibile della risorsa mare e demanio terrestre, solo la Regione Siciliana ha una visione opposta.

Come è possibile non tenere conto dell’indirizzo dato dall’intera popolazione insieme alle forze dell’associazionismo e politiche locali, tenendo in considerazione solo gli interessi imprenditoriali.

Noi di Legambiente coltiviamo Valori non Valuta.

 

 

Redazione

1 comment

  1. VINCENZO says:

    Nov 20, 2014

    Rispondi

    CHE BELLE PAROLE,MA IL PUDM SE SARà APPROVATO COME è STATO APPROVATO NON CORRETTO PERCHè IL PORTO DEVE ESSERE ESCLUSO,DOPO AREE CONCEDIBILE A SOGGETTI PUBBLICI QUASI TUTTE LE TRE ISOLE,BISOGNA ATTREZZARE L’ISOLE AL TURISMO COME DICE IL SINDACO IN CONFERENZE,CHE BELLO QUANDO SI ESCE E SI VA AD IBIZA COME EX SINDACO ANTINORO CHE LU STESSO DICEVA CHE LE STRUTTURE ED I SERVIZI ERANO ECCELLENTI MA NOI SIAMO UN Pò ARRETRATI,MA FA LO STESSO PERCHè IL NOSTRO TURISMO E MORDI E SCAPPA,MA LASCIA I RIFIUTI,POI NON PARLIAMO DELLA FOGNA A MARE APERTO,MA IL MARE E AUTOPULENTE.

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