“FASCI IN FOIBA”: Deportati ed infoibati offesi da azioni vandaliche a Gorizia

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Forza Italia condanna quanto accaduto al Lapidario di Gorizia: “Azioni vandaliche figlie anche di un clima culturale che condanna le azioni spesso solamente a senso unico.”

fasci in foiba gorizia

Il Lapidario del Parco della Rimembranza, come noto, riporta i nomi dei 665 concittadini goriziani che a guerra finita furono sottratti ai loro affetti dalla furia sanguinaria dei comunisti titini i quali scientificamente cercarono di eliminare quelle persone che avrebbero potuto rappresentare un ostacolo alla volontà di Tito di annettere la Venezia Giulia.
Per Gorizia ed i goriziani rappresenta il simbolo di quei 40 giorni di terrore titino e della ferita inflitta a tutta la comunità, che ogni anno si raccoglie lì davanti il 3 maggio per ricordare quei drammatici eventi e per rendere omaggio alle vittime della furia comunista e titina.

Stamani i concittadini che sono passati davanti al monumento hanno assistito a quanta stupidità può giungere una persona nel lordare con frasi ingiuriose e minacciose il monumento.

Lordare ed offendere il monumento ed i deportati con la scritta “FASCI IN FOIBA” sul monumento stesso significa offendere ed uccidere per la seconda volta queste vittime, che sono state uccise non già per la loro appartenenza ad una ideologia politica, ma solo perché esse potevano rappresentare un ostacolo all’annessione della Venezia Giulia alla Iugoslavia di Tito.

Sono certo che solo la stupidità può generare queste azioni, sebbene sia stata certamente agevolata da un clima che condanna le azioni spesso solamente a senso unico.

Sono personalmente intervenuto quando a San Mauro una mano ignota quanto stupida offese il monumento e la sua memoria.

Forza Italia condanna quelle azioni come quella al Lapidario, nella convinzione che solo riconoscendo reciprocamente i torti subiti si possa pensare a superare davvero quanto accaduto.

Voglio essere certo che quella sinistra ora manifesti la sua condanna a questo genere di azioni, anziché giustificarle o addirittura alimentarle.

 

Rodolfo ZIBERNA – Consigliere regionale del Friuli Venezia Giulia

Redazione

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