Fantasci: Funivia di Pramollo? C’è già: Monte Scinauz!

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Da trent’anni e fischia si dibatte sulla fattibilità di un impianto di risalita che possa portare le migliaia di sciatori che frequentano la SkiArena Nassfeld-Pramollo direttamente sulle piste dal fondovalle italiano.

Pramollo è infatti il miglior comprensorio sciistico della zona: se non fosse per pochi metri al di là del confine con l’Austria ( per ora si estende per chilometri e chilometri esclusivamente in Carinzia, tingendo in più punti il vecchio confine ) lo si potrebbe definire il più grande dominio sciistico della Regione.

La sua estensione, superiore a tutti i comprensori sciistici del Friuli messi assieme, la sua alta nevosità, ben più appagante delle vicine località italiane riscaldate dal Mare Adriatico, ed il suo stile inconfondibile, fatto di accoglienza, ricettività e sci allo stato puro, senza ottusi divieti e burocrazie varie che imperano nelle località sciistiche friulane (quali le recinzioni delle piste che impediscono il free-riding e l’obbligo di ridiscesa con gli impianti dopo l’orario di chiusura – anche questo troppo anticipato-), fanno sì che i più scelgono proprio questa località per svagarsi e correre con sci e snow-board, divertendosi senza fastidi.

Per farlo però bisogna inerpicarsi lungo la strada provinciale che collega il paese di Pontebba a Passo Pramollo: tredici chilometri di strada alpina, con vari disagi amplificati da cattive condizioni meteo e da imbranati di turno, davanti ai quali comunque gli appassionati non si tirano indietro.

Al di là della scomodità per gli sciatori bisogna tener conto di un aspetto, quello ambientale, che non può essere accantonato: migliaia di auto, spesso in coda sotto la neve, portano in quota gas e rumori tipici delle città.

Non va bene.
Ergo: creare una funivia da valle ridurrebbe l’impatto ambientale, creerebbe un forte indotto economico in una vallata triste ed abbandonata, segnata da uno snodo ferroviario abbandonato da anni, tetti ruggini in lamiera ed un inesorabile degrado, avvicinerebbe economicamente e mentalmente le due popolazioni, quella carinziana e quella friulana, europee sulla carta ma ancora troppo distanti nei fatti.
A parole tutti concordano, si sono susseguiti progetti e dichiarazioni favorevoli ma nulla è stato fatto: la mafia friulana non vuole.

Costruire ex-novo quest’impianto, vista la contingente crisi economica, costerebbe ora troppo.

A due chilometri da Pontebba si trova l’abitato di La Glesie San Leopoldo: carina e minuta località pontebbana che poco ha a che fare con Pramollo, se non fosse che dal suo territorio si diparte una Funivia Militare, rinnovata una decina d’anni fa, che raggiunge il radar militare, solida e ampia roccaforte, del Monte Scinauz, a oltre 1900 metri di quota.
La stazione di partenza dista un chilometro e mezzo dal casello autostradale. La stazione d’arrivo, in quota, dista circa tre chilometri in linea d’aria da almeno due stazioni d’arrivo della Skiarena (Gartnerkofel e Garnitzenberg).

Costruzione particolarmente ardita, è di proprietà dell’Aeronautica Militare ed il radar è dimesso: quindi, pur essendo funzionante, non serve a nulla, a meno che qualcuno non tiri su di nuovo il muro di Berlino.

Perché non convertirla ad uso civile? Congiungendola al comprensorio austriaco si riuscirebbe addirittura a creare un discreto demanio sciistico di Pramollo “italiano”, senza sottostare al supposto obbligo di regalare gli sciatori agli austriaci.

Si abbatterebbero meno alberi, il “forte” diverrebbe un suggestivo plateau, con albergo, il nome contiene già lo “sci”…

Tommaso Botto

2 commenti

  1. […] Pontebba si prepara ad accogliere il sì al Progetto Pramollo con la partenza di una serie di opere e con l’avvio di alcune attività commerciali nel centro, insieme all’indizione di un bando per la cessione di alcuni lotti nella zona Pip di San Leopoldo. […]

  2. […] ad altre attrazioni) al turismo ancorato alla pratica degli sport estremi (in particolare nelle località di montagna), dalla trasformazione dei siti in una dorsale energetica al recupero dell’ipotesi […]

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