Falsi visitatori stranieri gonfiano i contributi regionali per le fiere

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«Va completamente rivisto il sistema che riconosce alle manifestazioni e fiere regionali la patente di “locale”, “nazionale” o “internazionale”. A partire dalla “Sagra dei osei” di Sacile, organizzata dall’associazione pro loco “pro Sacile”, che dal 2002 ha ottenuto dalla Regione quasi 400 mila euro. Una trentina di visitatori della fiera ci ha segnalato, infatti, di aver ricevuto lo scorso anno i biglietti di colore rosso con la dicitura “visitatore internazionale”, anziché quelli di colore bianco previsti per i cittadini italiani. Un piccolo campanello di allarme che non intendiamo sottovalutare visto che lo “stacco” di un maggior numero di biglietti di visitatori provenienti dall’estero incide sulla qualifica di “fiera internazionale” e determina la quantità del finanziamento regionale». La capogruppo del MoVimento 5 Stelle in Consiglio regionale, Eleonora Frattolin, scoperchia un pentolone per troppo tempo rimasto chiuso.

occhio ben allenato

«La Regione non raccoglie e non riceve le schede di registrazione dei visitatori delle manifestazioni fieristiche. Questo è molto grave – attacca Frattolin – perché la legge e il regolamento sul settore fieristico sono disattesi, senza che nessuno abbia mai sollevato il problema. Non si tratta, infatti, solo di “scartoffie e burocrazia”: sono gli elementi sulla base dei quali la Regione distribuisce le risorse pubbliche».

«Per dimostrare la presenza e il numero di visitatori ed espositori a una fiera, viene richiesto a un ente certificatore – riconosciuto dall’istituto di certificazione di dati statistici fieristici – il rilascio di un attestato di certificazione dei dati statistici fieristici con periodicità annuale – spiega la portavoce M5S -. Il problema sta, infatti, nel metodo con cui si ottiene questa certificazione visto che l’ente certificatore si limita a pianificare un’unica visita ispettiva – che non avviene mai né il primo né l’ultimo giorno della manifestazione – e che le verifiche in merito agli espositori vengono effettuate solo su un piccolo campione».

«L’aspetto più grave riguarda però proprio le verifiche in merito alla nazionalità dei visitatori – precisa la consigliera regionale -. L’ente certificatore si limita ad acquisire le matrici dei biglietti staccati. E chi ci dice che i biglietti non siano già stati staccati nei giorni precedenti? È chiaro che, a pensar male, sarebbe anche possibile staccare dei biglietti per visitatori internazionali, anche in loro assenza, per poter poi vantare i requisiti per il riconoscimento a “fiera internazionale”».

«Non è accettabile che tutto il sistema del riconoscimento delle manifestazioni poggi quindi solo ed esclusivamente sulla certificazione – sottolinea ancora Frattolin -. Dal quando è stato adottato questo sistema, la Regione si è completamente disinteressata dei controlli e delle verifiche in barba al regolamento di attuazione sulla legge regionale in materia fieristica. Un “andazzo” – conclude – che deve finire. A Sacile come in ogni altro comune del Friuli Venezia Giulia».

 

 

 

Redazione

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