ERODE E’ DEL PD: ESCLUSI DAL BONUS BEBE’ 509.000 BAMBINI NATI NEL 2014

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Una discriminazione senza precedenti, un calcio in culo ai genitori e un italico “Benvenuto/a in Italia” ai nuovi nati.

fuck you

Se Dio vuole, l’Inps renderà disponibile entro questa settimana il modulo per fare richiesta del fantomatico Bonus Bebè (gestione Renzi). Consiste in un assegno annuo di 960 euro, riconosciuto alle famiglie con ISEE fino a 25.000 euro, per ogni figlio nato o adottato nel triennio 2015, 2016 e 2017. Il contributo previsto sale a 1.920 euro annui, 160 euro al mese, se il reddito/ISEE non supera i 7.000 euro.
Quindi, se una coppia ha un Isee basso (sotto i 7.000 euro) ed il 1° gennaio di quest’anno le è nato un bambino, otterrà dallo Stato, nei prossimi tre anni, 5.760€: un discreto incentivo alla natalità, non c’è che dire.

Ma se il bambino è nato… il giorno prima (31 dicembre 2014), non gli spetta nulla!

Infatti, il decreto del Presidente del Consiglio dei ministri 27 febbraio 2015 (in attuazione della legge 23 dicembre 2014, n. 190), prevede “un assegno al fine di incentivare la natalità e contribuire alle spese per il suo sostegno”, limitandolo tassativamente “ai nuclei familiari, per ogni figlio nato o adottato tra il 1° gennaio 2015 e il 31 dicembre 2017”.

A quelli nati mesi, settimane, ore, minuti prima… non spetta nulla: 2.880€ (o 5.760€) contro ZERO.

Quindi, i 509.000 bambini nati in Italia l’anno scorso (record negativo) non riceveranno nulla, a differenza dei fortunatissimi nati nel ’15 e seguenti ma anche dei (meno) ‘fortunati’ che, nati nelle annate precedenti, dal 2006 in poi, hanno ricevuto chi 1.000 euro, chi 600, chi 800 una tantum, a seconda del politico nazionale o regionale di turno che assegnava questi utili contributi a chi, nonostante la congiuntura economica negativa, prolificava.

Farà qualcosa il Governo, faranno qualcosa le Regioni, per risolvere questa discriminazione che sa di Erode?

bonusbebè

Le premesse sono negative: il Partito Democratico (PD), autore ostinato di questo discriminatorio paradosso anagrafico, s’è contreddetto a più riprese.
Ad esempio, poco prima del decreto di Matteo Renzi che istituiva il ricco Bonus Bebè dal 1° gennaio 2015, i piddini del Friuli Venezia Giulia (Regione molto anziana che ha sempre elargito questo aiuto ai nuovi genitori), Debora Serracchiani in primis, deliravano in politichese stretto sulla loro volontà di eliminare definitivamente il Bonus Bebè: “è stata una precisa scelta politica della maggioranza di centrosinistra, che ha preferito finanziare i servizi piuttosto che continuare a erogare singoli contribuiti in denaro. I problemi legati alla genitorialità vanno risolti cercando di creare le condizioni migliori affinché le esigenze delle famiglie e del mondo del lavoro possano trovare adeguate risposte. In questo senso, un potenziamento dei servizi dedicati deve passare attraverso una sempre più auspicabile maggiore disponibilità di fondi, ma soprattutto deve essere gestito a livello di ambito distrettuale“.

Contraddetti, nei fatti, dal loro leader nazionale, possono constatare una cosa sola, che rimarrà alla storia: si sono accaniti contro i (pochi) bambini nati in un’annata. Più o meno, proprio come Erode.

Tommaso Botto

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