EDILIZIA: LA CRISI DIMEZZA I PERMESSI DI COSTRUZIONE

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Fvg fanalino di coda a nordest. In Regione scendono del 55% le richieste per l’edilizia residenziale, -35% per quella non residenziale. Bene solo gli immobili destinati all’agricoltura (+10,9%), mentre crollano quelli industriali (-61%) e destinati al commercio (-63%).

no job no money
La crisi economica ha avuto sul settore dell’edilizia un impatto che non ha eguali in altri settori economici: lo dimostra il fatto che i permessi rilasciati nel Paese nel 2012 per la costruzione di nuovi edifici residenziali sono stati praticamente la metà di quelli del 2007, ultimo anno pre-crisi. Lo rivela uno studio di “ImpresaLavoro”, elaborato sulla base di dati Istat e disponibile online all’indirizzo http://impresalavoro.org/edilizia-crisi-dimezza-i-permessi-costruire/ che segnala come a livello nazionale nel 2012 sono scese del -49,5% le richieste per l’edilizia residenziale e del -33,8% per quella non residenziale. Tengono, invece,  gli immobili destinati all’agricoltura (-12,9%), mentre crollano quelli industriali (-63%).

Si tratta di un arretramento che non ha che fare soltanto con la difficoltà del settore immobiliare residenziale ma che è generato anche dalle complessive difficoltà economiche del sistema-Paese. A subire una contrazione decisa rispetto i livelli pre-crisi sono, infatti, anche i permessi di costruzione rilasciati per immobili non residenziali. Questi sono complessivamente diminuiti del -33,8%.

Non fa eccezione il Friuli Venezia Giulia, dove i permessi di costruire per nuovi immobili residenziali fanno registrare un calo del 55,1%, cinque punti in più della media nazionale: al Nord fa peggio solo l’Emilia-Romagna.  Scendono di un terzo (-34,7%) anche gli edifici non residenziali, abbastanza in linea con la media nazionale (-33,8%) anche se peggiore della media del Nord del paese (-29,4%). Peggio di noi fanno il vicino Veneto (-39,5%) e soprattutto la Lombardia (-42,5%). Dal punto di vista dei settori cui sono destinati questi immobili, spicca il dato relativo all’agricoltura: crescono del 10% i permessi di costruire rilasciati rispetto al 2007, in perfetta e isolata controtendenza rispetto a tutti gli altri dati. E’ decisamente più profonda, invece, la crisi sia per gli immobili destinati all’industria e all’artigianato (-61,6%)  che soprattutto per gli edifici commerciali e turistici. In questo comparto il crollo è del 63%, 18 punti peggio della media nazionale e con un dati migliore soltanto di Molise e Basilicata.

“Si tratta di numeri che ben fotografano l’entità e la profondità della crisi di un settore che è da sempre trainante per tutti gli altri comparti economici – ha spiegato il Presidente del Centro Studi Impresa Lavoro, Massimo Blasoni. Quello dei permessi di costruire è un indicatore, certamente non completo ma particolarmente significativo,  che spiega bene come il comparto delle costruzioni  abbia subito negli anni della crisi economica un arretramento che non ha pari se confrontato con il resto dell’economia”.
Secondo Blasoni, “oltre all’oggettiva condizione generale di difficoltà, pesano su questi dati anche fattori negativi esterni come tasse e difficoltà nell’accesso al credito.  La politica fiscale ha avuto un ruolo assolutamente primario: come ha rilevato Confartigianato, tra il 2011 e il 2013 la tassazione è aumentata del 102% e l’introduzione della Tasi potrebbe rappresentare un ulteriore aggravio stimato tra il 12 e il 60%. E’ chiaro che misure fiscali di questo tipo finiscono per scoraggiare qualsiasi tipo di investimento nel mattone. Colpisce in positivo, invece, il dato regionale relativo all’agricoltura. Non è la prima volta che le rilevazioni economiche segnalano un particolare dinamismo di questo settore che si conferma, ancora una volta, uno di quelli che meglio degli altri sta reggendo l’urto della crisi e sta affrontando la sfida della riconversione.”

La crisi del comparto edile italiano è efficacemente fotografata dall’andamento del numero dei permessi di costruire rilasciati nel nostro paese. L’elaborazione del Centro Studi ImpresaLavoro su dati ISTAT certifica un calo di permessi rilasciati, e quindi di nuove edificazioni, che non ha eguali in altri settori economici: i permessi rilasciati per la costruzione di nuovi edifici residenziali sono praticamente la metà di quelli del 2007, ultimo anno pre-crisi. L’edilizia è con ogni evidenza, il settore in cui la crisi ha avuto un impatto maggiore.

Dal punto di vista geografico, il danno più contenuto l’ha fatto registrare il Trentino Alto Adige con un calo del “solo” 18,3%. Molto male, al contrario, Toscana (-60,7%) e soprattutto Emilia-Romagna, dove i permessi rilasciati nel 2012 sono meno di un terzo di quelli utilizzati nei livelli pre-crisi.

Si tratta di un arretramento che non ha che fare soltanto con la difficoltà del settore immobiliare residenziale ma che è generato anche dalle complessive difficoltà economiche del sistema-paese. A subire una contrazione decisa rispetto i livelli pre-crisi sono, infatti, anche i permessi di costruzione rilasciati per immobili non residenziali. Questi diminuiscono complessivamente del 33,8%.

E’ interessante, in questo caso, analizzare i singoli settori di attività, desumibili attraverso la destinazione d’uso degli immobili per cui è stato richiesto il permesso di costruire. L’unico settore che tiene e che si dimostra, anche da questo punto di vista, particolarmente dinamico, è quello dell’agricoltura. Qui i permessi calano rispetto ai livelli pre-crisi “solo” del 12,9%, con le regioni del Nord che fanno segnare un confortante segno positivo, trainate in particolare da Piemonte ed Emilia Romagna.

Particolarmente negativo è il dato relativo alle richieste di permesso per la costruzione di immobili destinati all’industria e all’artigianato. Qui il calo rispetto al 2007 è addirittura più consistente del comparto residenziale: – 63,7%, con un’omogeneità territoriale che non risparmia le tradizionali locomotive produttive del paese.

La situazione in Friuli Venezia Giulia

Non fa eccezione il Friuli Venezia Giulia, dove i permessi di costruire per nuovi immobili residenziali fanno registrare un calo del 55,1%, cinque punti in più della media nazionale: al Nord fa peggio solo l’Emilia-Romagna.

Scendono di un terzo (-34,7%) anche gli edifici non residenziali, abbastanza in linea con la media nazionale (-33,8%) anche se peggiore della media del Nord del paese (-29,4%). Peggio di noi fanno il vicino Veneto (-39,5%) e soprattutto la Lombardia (-42,5%).

Dal punto di vista dei settori cui sono destinati questi immobili, spicca il dato relativo all’agricoltura: crescono del 10% i permessi di costruire rilasciati rispetto al 2007, in perfetta e isolata controtendenza rispetto a tutti gli altri dati.

E’ decisamente più profonda, invece, la crisi sia per gli immobili destinati all’industria e all’artigianato (-61,6%) che soprattutto per gli edifici commerciali e turistici. In questo comparto il crollo è del 63%, 18 punti peggio della media nazionale e con un dati migliore soltanto di Molise e Basilicata.

EDIFICI RESIDENZIALI, PERMESSI DI COSTRUIRE

 

2007

2012

Differenza

%

Friuli-V. Giulia

1.448

650

-798

-55,1

EDIFICI NON RESIDENZIALI, PERMESSI DI COSTRUIRE

 

2007

2012

Differenza

%

Friuli-V. Giulia

334

218

-116

-34,7

Agricoltura

101

112

11

10,9

Industria e Artigianato

112

43

-69

-61,6

Commercio e Turismo

54

20

-34

-63,0

Altro

67

43

-24

-35,8%

Commento di Massimo Blasoni, presidente Centro Studi ImpresaLavoro

Si tratta di numeri che ben fotografano l’entità e la profondità della crisi di un settore che è da sempre trainante per tutti gli altri comparti economici. Quello dei permessi di costruire è un indicatore, certamente non completo ma particolarmente significativo, che spiega bene come il comparto delle costruzioni abbia subito negli anni della crisi economica un arretramento che non ha pari se confrontato con il resto dell’economia.

Oltre all’oggettiva condizione generale di difficoltà, pesano su questi dati anche fattori negativi esterni come tasse e difficoltà nell’accesso al credito. La politica fiscale ha avuto un ruolo assolutamente primario: come ha rilevato Confartigianato, tra il 2011 e il 2013 la tassazione è aumentata del 102% e l’introduzione della Tasi potrebbe rappresentare un ulteriore aggravio stimato tra il 12 e il 60%. E’ chiaro che misure fiscali di questo tipo finiscono per scoraggiare qualsiasi tipo di investimento nel mattone.

Colpisce in positivo, invece, il dato relativo all’agricoltura. Non è la prima volta che le rilevazioni economiche segnalano un particolare dinamismo di questo settore che si conferma, ancora una volta, uno di quelli che meglio degli altri sta reggendo l’urto della crisi e sta affrontando la sfida della riconversione.”

 

EDIFICI RESIDENZIALI, PERMESSI DI COSTRUIRE

 

2007

2012

Differenza

%

Piemonte

3.359

1.755

-1.604

-47,8

Valle d’Aosta

150

96

-54

-36,0

Lombardia

7.952

3.766

-4.186

-52,6

Trentino-A. Adige

1.146

936

-210

-18,3

Veneto

5.944

3.032

-2.912

-49,0

Friuli-V. Giulia

1.448

650

-798

-55,1

Liguria

646

456

-190

-29,4

Emilia-Romagna

4.094

1.344

-2.750

-67,2

Toscana

2.224

886

-1.338

-60,2

Umbria

792

375

-417

-52,7

Marche

1.301

544

-757

-58,2

Lazio

3.429

1.582

-1.847

-53,9

Abruzzo

1.461

764

-697

-47,7

Molise

344

137

-207

-60,2

Campania

2.457

1.648

-809

-32,9

Puglia

3.350

1.837

-1.513

-45,2

Basilicata

526

184

-342

-65,0

Calabria

1.874

985

-889

-47,4

Sicilia

3.730

2.565

-1.165

-31,2

Sardegna

2.513

1.052

-1.461

-58,1

ITALIA

48.740

24.594

-24.146

-49,5

Nord

24.739

12.035

-12.704

-51,4

Centro

7.746

3.387

-4.359

-56,3

Mezzogiorno

16.255

9.172

-7.083

-43,6

Elaborazione Centro Studi ImpresaLavoro su dati Istat

EDIFICI NON RESIDENZIALI, PERMESSI DI COSTRUIRE

 

2007

2012

Differenza

%

Piemonte

1.150

967

-183

-15,9

Valle d’Aosta

35

27

-8

-22,9

Lombardia

2.034

1.169

-865

-42,5

Trentino-A. Adige

772

660

-112

-14,5

Veneto

1.409

852

-557

-39,5

Friuli-V. Giulia

334

218

-116

-34,7

Liguria

212

164

-48

-22,6

Emilia-Romagna

1.203

989

-214

-17,8

Toscana

901

462

-439

-48,7

Umbria

234

147

-87

-37,2

Marche

478

271

-207

-43,3

Lazio

779

619

-160

-20,5

Abruzzo

326

260

-66

-20,2

Molise

218

112

-106

-48,6

Campania

1.673

897

-776

-46,4

Puglia

1.071

578

-493

-46,0

Basilicata

365

168

-197

-54,0

Calabria

688

453

-235

-34,2

Sicilia

1.368

1.308

-60

-4,4

Sardegna

948

410

-538

-56,8

ITALIA

16.198

10.731

-5.467

-33,8

Nord

7.149

5.046

-2.103

-29,4

Centro

2.392

1.499

-893

-37,3

Mezzogiorno

6.657

4.186

-2.471

-37,1

         

Elaborazione Centro Studi ImpresaLavoro su dati Istat

EDIFICI NON RESIDENZIALI – AGRICOLTURA

 

2007

2012

Differenza

%

Piemonte

332

466

134

40,4

Valle d’Aosta

4

12

8

200,0

Lombardia

541

523

-18

-3,3

Trentino-A. Adige

365

360

-5

-1,4

Veneto

553

380

-173

-31,3

Friuli-V. Giulia

101

112

11

10,9

Liguria

87

92

5

5,7

Emilia-Romagna

389

492

103

26,5

Toscana

391

229

-162

-41,4

Umbria

54

70

16

29,6

Marche

130

148

18

13,8

Lazio

273

292

19

7,0

Abruzzo

111

145

34

30,6

Molise

117

80

-37

-31,6

Campania

862

460

-402

-46,6

Puglia

440

270

-170

-38,6

Basilicata

197

94

-103

-52,3

Calabria

272

215

-57

-21,0

Sicilia

605

850

245

40,5

Sardegna

546

258

-288

-52,7

ITALIA

6.370

5.548

-822

-12,9

Nord

2.372

2.437

65

2,7

Centro

848

739

-109

-12,9

Mezzogiorno

3.150

2.372

-778

-24,7

         

Elaborazione Centro Studi ImpresaLavoro su dati Istat

EDIFICI NON RESIDENZIALI – INDUSTRIA E ARTIGIANATO

 

2007

2012

Differenza

%

Piemonte

395

181

-214

-54,2

Valle d’Aosta

10

4

-6

-60,0

Lombardia

915

291

-624

-68,2

Trentino-A. Adige

148

90

-58

-39,2

Veneto

538

212

-326

-60,6

Friuli-V. Giulia

112

43

-69

-61,6

Liguria

48

16

-32

-66,7

Emilia-Romagna

471

208

-263

-55,8

Toscana

281

89

-192

-68,3

Umbria

87

28

-59

-67,8

Marche

200

31

-169

-84,5

Lazio

216

101

-115

-53,2

Abruzzo

118

30

-88

-74,6

Molise

35

8

-27

-77,1

Campania

398

109

-289

-72,6

Puglia

335

113

-222

-66,3

Basilicata

69

23

-46

-66,7

Calabria

171

57

-114

-66,7

Sicilia

333

154

-179

-53,8

Sardegna

187

50

-137

-73,3

ITALIA

5.067

1.838

-3.229

-63,7

Nord

2.637

1.045

-1.592

-60,4

Centro

784

249

-535

-68,2

Mezzogiorno

1.646

544

-1.102

-67,0

         

Elaborazione Centro Studi ImpresaLavoro su dati Istat

EDIFICI NON RESIDENZIALI – COMMERCIO e TURISMO

 

2007

2012

Differenza

%

Piemonte

139

91

-48

-34,5

Valle d’Aosta

3

2

-1

-33,3

Lombardia

272

115

-157

-57,7

Trentino-A. Adige

129

105

-24

-18,6

Veneto

175

103

-72

-41,1

Friuli-V. Giulia

54

20

-34

-63,0

Liguria

14

13

-1

-7,1

Emilia-Romagna

172

129

-43

-25,0

Toscana

109

71

-38

-34,9

Umbria

34

13

-21

-61,8

Marche

68

40

-28

-41,2

Lazio

124

84

-40

-32,3

Abruzzo

53

30

-23

-43,4

Molise

17

5

-12

-70,6

Campania

235

101

-134

-57,0

Puglia

169

95

-74

-43,8

Basilicata

59

14

-45

-76,3

Calabria

120

64

-56

-46,7

Sicilia

170

108

-62

-36,5

Sardegna

117

35

-82

-70,1

ITALIA

2.233

1.238

-995

-44,6

Nord

958

578

-380

-39,7

Centro

335

208

-127

-37,9

Mezzogiorno

940

452

-488

-51,9

         

Elaborazione Centro Studi ImpresaLavoro su dati Istat

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