E-Census: il censimento della popolazione via internet

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Pro e contro delle applicazioni web alle rilevazioni censuarie nazionali.

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E-Census, ossia censimento telematico, on-line.

L’aggiornamento elettronico del vecchio censimento consiste in questo: al viso del rilevatore è stato sostituito lo schermo di un personal computer: i rispondenti possono effettuare la compilazione del questionario all’interno di pagine specifiche dei siti web istituzionali degli enti statistici nazionali ovviando, in linea generale, all’impiego di carta e penna.

Corifei dell’iniziativa telematica sono stati gli Stati Uniti (nel Marzo 2000, su un ristretto campione, limitatamente agli short census form), Singapore (contemporaneamente all’esperimento statunitense, su un campione del 20 % della popolazione, esclusivamente riguardo ai long census form), Svizzera (nel Dicembre 2000, limitatamente ad un campione pari al 4,2 % della popolazione) e Spagna (nel Novembre 2001, con una partecipazione all’iniziativa, 12.000 persone circa, nettamente inferiore alle previsioni iniziali del 2-3 % dell’intera popolazione ).

Canada, Australia e Nuova Zelanda hanno parimenti iniziato ad utilizzare l’e-Census durante le rilevazioni censuarie di dieci anni fa, all’interno, tra l’altro, di una ben più vasta pianificazione delle relazioni tra cittadini e istituzioni attraverso i protocolli di comunicazione di internet, in un’ottica di necessario adeguamento delle amministrazioni pubbliche alle innovazioni offerte dall’Information Technology (e-Government o Ciberadministration).

Via via tutti i Paesi più evoluti hanno iniziato ad affiancare alle tradizionali modalità cartacee di rilevazione i censimenti elettronici, Italia compresa.

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Studi e ricerche spulciate tra i siti web dei principali istituti statistici nazionali, consentono alcune riflessioni sull’ e-Census.

In primis, l’accesso a internet risulta strettamente determinato da fattori socio-economici che pregiudicano l’utilizzo del medium ad una cospicua fetta di popolazione (anziani, digital divided, costi).

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I principali vantaggi riscontrati nella modalità elettronica sono i seguenti:

1. facilità di connessione: le pagine di partenza sono facilmente identificabili;

2. semplicità d’accesso: inserendo una UserID e una password si effettua rapidamente il login; gli identificativi sono stati precedentemente inviati per posta;

3. rapidità compilativa: è stato valutato che il tempo impiegato per la compilazione elettronica risulta mediamente inferiore del 50 % a quello necessario per l’operazione tradizionale;

4. efficienza compilativa: il form elettronico consente di passare immediatamente alle interrogazioni “coerenti”; ad esempio, non verrà richiesto ad un quindicenne se è in possesso del diploma di laurea; oltretutto il questionario elettronico verifica automaticamente la sua completezza compilativa, impedendo la registrazione e l’invio delle risposte in caso di lacune o errori.

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Le problematiche inerenti al censimento elettronico si riferiscono principalmente a:

1. copertura incompleta: per le motivazioni socio-economiche sopra addette internet non è ancora un medium alla portata di tutti;

2. costo telefonico: compilare il questionario tradizionale non comporta costi economici (tranne quelli per l’acquisto di una penna biro);

3. “pregiudizio generazionale”: i giovani hanno maggiori facoltà intuitive nell’utilizzo dei mezzi informatici;

4. problema dell’identificazione: quando saranno approntati sicuri e certi sistemi di individuazione anagrafica elettronica (codici personali o chip card identificative) si ovvierà alle lunghe procedure attuali;

5. sicurezza: nessun sistema telematico è, al giorno d’oggi, sicuro da intrusioni; da non sottovalutare è l’attrattiva per gli hackers.

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L’e-census dovrebbe riscuotere successo tra i rispondenti (in Italia si spera che il 30% della popolazione risponda on-line ai quesiti censuari) per quattro motivazioni principali: la implicita riduzione dei costi di rilevazione, il miglioramento della qualità dei dati (già disponibili in formato digitale e quindi “trattabili” attraverso gli strumenti informatici, senza alcun intervento di conversione), la user-friendliness, consistente in una diminuzione dei tempi e delle difficoltà cognitive, grazie all’ affiancamento automatizzato in fase di compilazione, e la comunicazione di un’immagine moderna del censimento, al passo coi tempi, esemplare nell’utilizzo degli strumenti dell’ Information Technology in sostituzione di modalità e procedure ormai antiquate.

Per una diffusione “a portata d’uomo” dell’e-questioning censuario è però necessario approntare alcuni cambiamenti tecnici nelle procedure di rilevazione, prima fra tutte la revisione delle modalità di identificazione: non si dovrebbe più ricorrere ad una identificazione ad hoc, ossia utilizzando nomi e parole chiave d’accesso specifiche per tale servizio, bensì sarà utile (anche per altre applicazioni amministrative) fornire all’intera popolazione codici identificativi o chip-card “anagrafiche” per rendere sicuro ed esclusivo l’utilizzo di tutti quei servizi offerti nell’ambito della pubblica amministrazione che necessitano di identificazione dell’intestatario.

Il tema della sicurezza delle informazioni e della riservatezza dei dati personali dovrà essere maggiormente approfondito per produrre sistemi efficienti ed efficaci a garanzia della privacy.

Dovranno parimenti essere approntate soluzioni di tipo qualitativo e tecnico, miranti ad offrire maggiore agilità e flessibilità all’interno dei siti censuari: necessariamente andranno valutati aspetti quali l’ergonomia dei siti web e la possibilità della compilazione in multisessione (ossia interrompendo l’operazione per poi riprenderla successivamente nel punto in cui la si era interrotta).

Dovranno essere forniti incentivi agli utilizzatori della procedura via internet: il più semplice consiste nel rimborso delle spese telefoniche.

L’innovazione va comunque effettuata con dovute cautele, mirando ad integrare la summa di tutte le esperienze passate con le novità offerte dalla tecnologia.
In tal senso, si intravvedono nella letteratura specifica mondiale, alcune perplessità inerenti l’utilizzo di macchine anziché di uomini per la rilevazione censuaria: diminuirebbe la partecipazione “umana”, verrebbero meno quegli elementi informali ma attuali ed utili, sintetizzabili in una generica funzione di “segnalatore sociale”, da parte del rilevatore-persona, capace di rilevare con discrezionalità aspetti non propriamente pertinenti alla rilevazione censuaria, quali particolari situazioni di disagio e di difficoltà.

L’estensione del censimento elettronico non interesserebbe comunque gli strati più deboli della società, quali vagabondi, individui senza fissa dimora e nomadi, che dovranno essere enumerati “di persona”.

E se il Censimento ha come finalità prima di enumerare tutti i residenti in una data entità territoriale, l’e-Census non è sufficiente perché andrà a “contare” quelle persone che già “conosce”.

E si ripresenta la debolezza ontologica del nostro censimento: a cosa serve?

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Tommaso Botto

1 comment

  1. […] solo in parte la tecnologia Internet, ad uso dei rispondenti che preferiscono censirsi via web (e-census), comunque dopo aver ricevuto il questionario […]

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