Dove emigriamo?

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Vivere in Italia pare oramai a molti impossibile: tasse, crisi, disservizi e casta politica inefficiente e parassitaria rendono la vita nel Bel Paese soffocante, stressante e triste, al Nord come al Sud.
È difficile prendere la decisione di emigrare ma se ne sente spesso parlare: informandosi qua e là si scopre che parecchi italiani sono in lista d’attesa per essere accolti in un altro Paese.

Infatti, le Nazioni più ambite, da sempre, hanno una quota annua di immigrazione, con differenti aliquote suddivise per Paesi si provenienza. Suddividendo i Paesi in tre categorie, quelli bene accetti, quelli moderatamente ben voluti e quelli considerati a rischio, notiamo, saltellando via web tra gli uffici dell’emigrazione dei Paesi più interessanti, che agli italiani non si stende proprio il tappeto rosso: limiti reddituali, certezza dell’impiego e capacità linguistiche inseriscono i nostri potenziali emigranti nella seconda fascia d’accoglienza, come dire “desideriamo solo i migliori di voi, tenetevi pure gli altri, non vogliamo fastidi”.

Canada, Nuova Zelanda e Australia continuano ad accettare persone dall’estero, dapprima “in prova”, con un permesso di lavoro semestrale, e poi, se si dimostra di essersi ben inseriti, con un permesso di residenza e di lavoro di più lunga durata, tramite l’assegnazione di un documento, l’ambita green card, che attribuisce il sostanziale diritto di vivere e di lavorare in questi Paesi al pari dei cittadini veri e propri.

Ma dove andare?
Il Mondo non è poi così grande, la globalizzazione imperversa e i mali sembran tutti comuni.
L’Onu stila annualmente la classifica dei paesi al mondo in cui si vive meglio.
I paesi vengono analizzati secondo lo Human Development Index, l’indice, da 0 a 1, di sviluppo umano che tiene conto di una serie di parametri combinati e pesati: aspettativa di vita, istruzione, alfabetismo, prodotto interno lordo per persona in relazione al potere di acquisto.

Nell’ultima rilevazione, che si riferisce però al 2007, Norvegia, Australia, Islanda e Canada risultano i luoghi dove si vive meglio.
Il posto peggiore è il Niger, preceduto da Afghanistan e Sierra Leone.

L’Italia è al 18° posto (guadagna una posizione rispetto all’edizione precedente), gli Stati Uniti al 13°, la Spagna al 15°, il Regno Unito al 21°, la Germania al 22°. Se consideriamo i singoli fattori, siamo solo al trentesimo posto per l’istruzione, con il solo 10,1% della popolazione adulta in possesso di una laurea. Siamo invece al sesto posto per l’aspettativa di vita.
Se ne deduce che in Italia non si sta poi malissimo (meglio dire “si stava”, giacché il rapporto si riferisce ad un periodo ante-crisi, economica e morale) ma l’uomo, si sa, anela sempre al meglio.
Se poi ha figli, spera sempre di garantire loro una vita migliore della propria.

I primi 30 nella classifica Onu dei paesi al mondo in cui si vive meglio

  1. Norway 0.971
  2. Australia 0.970
  3. Iceland 0.969
  4. Canada 0.966
  5. Ireland 0.965
  6. Netherlands 0.964
  7. Sweden 0.963
  8. France 0.961
  9. Switzerland 0.960
  10. Japan 0.960
  1. Luxembourg 0.960
  2. Finland 0.959
  3. United States 0.956
  4. Austria 0.955
  5. Spain 0.955
  6. Denmark 0.955
  7. Belgium 0.953
  8. Italy 0.951
  9. Liechtenstein 0.951
  10. New Zealand 0.950
  1. United Kingdom 0.947
  2. Germany 0.947
  3. Singapore 0.944
  4. Hong Kong 0.944
  5. Greece 0.942
  6. Korea 0.937
  7. Israel 0.935
  8. Andorra 0.934
  9. Slovenia 0.929
  10. Brunei 0.920

 

Tommaso Botto

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