Disservizi telefonia mobile in aree di confine

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I disservizi delle linee per la telefonia mobile nelle aree di confine sono oggetto di un’interpellanza presentata dal vicecapogruppo Pdl in Consiglio  Regionale del Friuli Venezia GiuliaFranco Baritussio.

Tre, in particolare, i problemi portati alla luce dall’esponente del Pdl: la mancanza di segnale nelle zone alpine frequentate dagli escursionisti, la difficoltà a comunicare, in caso di emergenza, con i servizi sanitari sloveni o austriaci, la maggior potenza del segnale straniero, in grado di sovrastare quello italiano nelle aree prospicienti al confine.

“Gli escursionisti italiani nella zona Nord-Est delle Alpi Giulie, nel caso in cui dovessero trovarsi in difficoltà in assenza di copertura di linea italiana – afferma Baritussio – selezionando il numero 118 non otterrebbero risposta, poiché negli Stati vicini i numeri relativi all’emergenza sono altri“.

Oltre a questo, c’è il disagio patito da chi abita a ridosso della vecchia linea di confine e si trova a dover limitare l’utilizzo del telefono cellulare: “Gli utenti italiani residenti vicino al confine, in caso di spostamento all’estero, rientrando a casa non riottengono la connessione con le linee di telefonia italiane – spiega Baritussio – che rimangono ancora coperte, e quindi sia nel ricevere che nel fare telefonate subiscono il carico della sovrattassa del roaming internazionale.

Spesso, addirittura, la copertura slovena o austriaca subentra anche quando l’utente italiano si trova nella propria residenza senza necessariamente espatriare”.
Baritussio non si limita a segnalare la problematica, ma propone anche una soluzione: “Sarebbe opportuno concordare un medesimo numero per il soccorso fra i diversi Paesi, e istituire una fascia di rispetto per i residenti in aree non lontane dal confine, entro la quale essere esentati dai costi del roaming internazionale“.

Redazione

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