DISOCCUPATI CON PIU’ DI 29 ANNI SCARICATI IN GARANZIA GIOVANI: LA GRANDE FARSA DI PIPOL

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Il nome buffo (PIPOL) è solo un’anticipazione della scarsa serietà ed inutilità del “Piano integrato di politiche per l’occupazione e per il lavoro”, avviato dalla giunta Serracchiani (DGR n.731 dd. 17 aprile 2014) per, come dicono in burocratese, “l’integrazione delle politiche del lavoro”.
In buona sostanza, vi dovrebbe ricorrere chi cerca lavoro e non lo trova, affidandosi così al servizio regionale della Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia.

limiti età
Inizialmente PIPOL veniva ideato con distinte -logiche- anime finalizzate ad impiegare differenti fasce di popolazione: la scriminante dei 29 anni d’età (oltre ovviamente al possesso del diploma o della laurea) veniva considerata lo spartiacque tra due gruppi che necessiterebbero di differenti servizi e programmi d’inserimento.
Ad esempio, un conto è impiegare (o formare) un diciottenne che non ha voluto studiare o un neodiplomato etc. (con il fatidico Garanzia Giovani); altro paio di maniche è trovare un lavoro a una donna con laurea, figli, un mutuo e che ha già lavorato per 15 anni (il programma si chiamerebbe Occupabilità).

Il concetto è questo, è importante ribadirlo: ricorre a PIPOL, alla Regione, chi è disperatamente senza lavoro, anche da anni.
Sia chiaro: la Regione dovrebbe farsi in quattro per risolvere questo problema esistenziale, garantito dalla Costituzione.

Ebbene, si apprende nei Centri di Orientamento che la regione FVG ha recentemente esteso il programma di Garanzia Giovani anche a chi ha più di 29 anni, indistintamente, senza alcuna valutazione su precedenti esperienze e titoli di studio.
Tutti quindi in un gran calderone: giovani, adulti, vecchi, analfabeti, diplomati, laureati, ‘masterizzati’.
Pare che la scelta sia stata imposta da una tardiva erogazione dei finanziamenti. Finanziamenti misteriosi, questa è l’enigmatica tabella del decreto, frutto dell’annuncite esasperata che affligge il Paese:

pipol risorse
In verità, nei Centri per l’impiego non sanno che fare, non trovano lavoro se non a loro stessi.

E infatti, nella pratica, che fa PIPOL per, tornando all’esempio, una 41enne con figli, laureata e con già 15 anni di lavoro alle spalle?
La chiama via e-mail, pena l’esclusione dal progetto senza se e senza ma -magari proprio a quell’ora aveva già fissato un colloquio di lavoro-, ad una riunione con altri undici fortunati.
Qui le fanno subito firmare l’adesione al progetto, che le illustrano solo successivamente.
Le fanno firmare il foglio delle presenze e le fissano un altro appuntamento, se lo vuole, per l’orientamento.
La nostra disoccupata credeva d’andare a cercare lavoro: nemmeno si parla di curriculum…

Altrimenti le chiedono già di aderire ad un corso formativo nei più svariati ambiti ma generico e, soprattutto per chi ha già discrete esperienze, vago e banale da 150 ore.
Ma meglio di tutto, spiegano sia alla riunione che al successivo, eventuale, breve e anche questo banale incontro di orientamento, conviene che si metta d’accordo con qualche ditta per un tirocinio (“fa curriculum”, “per farsi conoscere”).
Tirocinio, che si deve trovare da sola, durante il quale la fortunata si vedrebbe messa a lavorare -senza sapere bene in che ruolo e a far cosa- per 500€ al mese (40 ore a settimana), o a 300€ al mese (20 ore a settimana), da 3 a 6 mesi.
Sperando di riuscire almeno a ripagarsi le spese (auto?) e quindi, lavorando gratis, di fare curriculum (che ha già) e di farsi conoscere.

Altrimenti, coma da Garanzia Giovani, un bel corso da mille ore (1.000!) per una qualifica professionale di 3° livello.

Di lavoro concreto e retribuito, quindi, nemmeno l’ombra.
E la 41enne, laureata con figli, si sente chiaramente da buttare.

Tommaso Botto

4 commenti

  1. luca says:

    Dic 16, 2015

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    meglio stare a casa a non fare niente? almeno prendonon 4 soldi per non gravare sulla società e imparano un qualche mestiere.

  2. TRIP says:

    Dic 17, 2015

    Rispondi

    luca parli degli addetti del centro impiego vero?

  3. Marta says:

    Apr 14, 2016

    Rispondi

    Luca… mi ritrovo io in questo profilo, 41 anni, laureata e mamma single…. (non è che chi ha scritto l’articolo sia un mio conoscente?) ma con 20 anni di contributi versati. Beh, se io devo pagare la baby sitter per fare un tirocinio che a malapena mi ripaga della benzina… sì sto a casa! Tu evidentemente hai la paghetta di mamma e papà, ma io devo portare a casa i soldi per il mutuo, le bollette, l’asilo, l’assicurazione, le spese condominiali, la spesa, le medicine per il pupo quando sta male. Tu evidentemente vivi di filosofia….. prima bisogna occupare chi ha figli minori da mantenere. Poi… gli altri andranno a 18 anni a servire gelati in Germania come hanno fatto tutti quelli della mia generazione!

  4. monica says:

    Set 29, 2016

    Rispondi

    Salve a tutti, sono una laureata disoccupata di 41 anni. Ho partecipato ad un corso Pipol di480 h, comprensive di un inutile e gravoso stage di 6 settimane , al termine del quale mi è stato consigliato di trovarmi da sola un’azienda a cui proporre un tirocino (per il quale forse nemmeno ci sono i fondi). Complimenti!

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