DI EUROPA SI DEVE PARLARE… MALE! NOBEL STIGLITZ: L’EURO E’ STATO L’UNICO ERRORE

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Se l’Europa continua a fare il minimo, l’Europa perderà un quarto di secolo, dovete esserne ben consci. La grande recessione mondiale finì in verità con la seconda guerra mondiale, ossia con una massiccia spesa pubblica. L’Europa non recupererà mai quanto ha perduto. Gli USA sono grati all’Europa per gli errori compiuti! L’Europa non cade più, ha già toccato il fondo ma si è rotta le ossa. Arriva un nuovo governo, per cambiare le cose perché lo chiede la gente ma dice che ha le mani legate. Un’ulteriore precarizzazione aggraverà la situazione… 

Gliele (ce le) ha cantate, nella tana del lupo.
Il nobel per l’economia 2001, lo statunitense Joseph Stiglitz, ha tenuto ieri una lectio magistralis a Montecitorio, nell’Aula dei gruppi parlamentari, su “La crisi dell’euro: cause e rimedi”.
L’ha detto a Roma, perché a pochi interessa veramente quel che succede a Bruxelles, quel che fanno gli eurodeputati: fondamentalmente mangiano…

DE MONTE Isabella 2014 eurodeputata (PD)

DE MONTE Isabella 2014 eurodeputata (PD)

Cause della terribile crisi europea: per Stiglitz, “Non c’è stata una guerra, l’unico errore è stato l’euro. L’euro è stato un errore, un progetto politico” che in economia ha fatto solo danni. “Si riteneva che la moneta unica avrebbe unito l’Europa”, invece ha acuito le divisioni.
Riflessioni che si odono oramai da anni, scritte e lette in ogni dove.

E allora? Cosa ci raccontiamo ancora? La storia dell’orso?
Perché continuiamo con la retorica dell’Europa Unita, quanto ci ha agevolato l’Euro e tutte quelle panzane che ci somministrano (a spese nostre) con la campagna pubblicitaria “Di Europa si deve parlare”?

europa di europa si deve parlare

Le speranze sono state pienamente disattese.
Spiega Stiglitz: “La situazione in Europa è molto peggiore di quanto descritto dal Pil: le proposte che sento aumenteranno il senso di precarietà (questo indicatore andrebbe considerato nelle misurazioni economiche e sociali, non solo il PIL)”. Un esempio: “I ventenni dovrebbero essere al lavoro, invece sono senza lavoro: il capitale umano si sta deteriorando, perde competenze, si sta degradando.”
Va giù duro: “Non si riescono a compensare crisi così profonde, l’Europa non recupererà mai quanto ha perduto (17% al di sotto del potenziale, capitale mancante tra 30 e 100 trilioni di dollari)”.
Cosa si è fatto sinora?
“Le politiche di rigore hanno peggiorato le nostre economie. La priorità della FED statunitense è l’occupazione, per la BCE, invece, la moda è l’inflazione (nemmeno l’FMI la pensa così): qualsiasi politica monetaria che parte da queste premesse sarà sbagliata, con impatti gravissimi”.

E il resto del mondo?
Gli USA sono grati all’Europa per gli errori compiuti! La ripresa c’è, grazie alla svalutazione competitiva facilitata dalla politica contraria della UE, seppur con diseguaglianze crescenti”.
Che fare?
L’Europa non cade più, ha già toccato il fondo ma si è rotta le ossa. Non ci sono fondi, serve un fondo europeo per la disoccupazione per le PMI, come quello stanziato per i Paesi entrati da poco nell’Unione. Il principio da seguire è: primum non nocere, evitare di fare ulteriori danni.
Il problema di fondo dell’euro non è la struttura del singolo paese: un paese dopo l’altro che entra in crisi fa naturalmente nascere un interrogativo: cos’è successo? Vi è un problema sistemico legato all’euro. E’ necessaria una riforma urgente della struttura dell’euro-zona, l’UE ha perso, ottimisticamente, cinque anni, rischia di perderne altri cinque e subirà un periodo di stagnazione e declino molto negativo. E’ fondamentale cambiare le regole del gioco, altrimenti sono inutili le politiche monetarie”.

Lo spettro deflazione e il programma tedesco?
La deflazione indebolisce ulteriormente l’economia, è un ulteriore grosso problema: la Germania chiede ai paesi in difficoltà politiche deflattive ma così aumenta il tasso di indebitamento reale. Sarebbe una politica veramente disastrosa per paesi con tasso di indebitamento elevato, la deflazione peggiorerà veramente le cose”.

Democrazia: c’è un deficit democratico creato dall’euro in tutta l’Europa. “Arriva un nuovo governo, per cambiare le cose perché lo chiede la gente ma dice che ha le mani legate, intaccando la fiducia nella democrazia. Delusione, disaffezione, rafforzamento degli estremismi sono la prima conseguenza. La posta in gioco è la natura delle società.”

Primo problema: l’occupazione. Ma “la flessibilità non risolve i problemi: negli USA il mercato del lavoro è estremamente flessibile con forti sperequazioni ed elevata disoccupazione. Un’ulteriore precarizzazione aggraverà la situazione. Contratti flessibili ci sono già, modificando le tutele si modificano gli assetti dello stato di diritto. Serve estrema cautela. Indebolirebbero l’economia senza portare vantaggi”.

Accordo commerciale USA-UE: “L’Europa non deve sottoscriverlo, non è di libero scambio, è gestito per favorire alcuni interessi specifici americani che nemmeno il Congresso conosce. La posta in gioco sono le norme sull’ambiente, sulla sicurezza,.. tutela solo diritti degli investitori. Questi accordi aggravano le diseguaglianze, inaspriscono i problemi dell’Europa”.

L’Europa può permettersi di attendere?
“No, è urgente affrontare adesso tutti questi problemi: se non modifichiamo il quadro, se l’Europa continua a fare il minimo, l’Europa perderà un quarto di secolo, dovete esserne ben consci. La grande recessione mondiale finì in verità con la seconda guerra mondiale, ossia con una massiccia spesa pubblica”.

E i ‘nostri’ rappresentanti in Europa che fanno?
Difficile dirlo: politica? Si, di quella autoreferenziale, i soliti giochetti per le poltrone.
Ecco cosa dice, cosa fa, cosa scrive, intanto, l’eurodeputata De Monte Isabella, renziana, mentre è sempre più diffusa la rabbia, la coscienza di un ulteriore disastro, l’attesa per la dissoluzione dell’Europa:
“24 SETTEMBRE 2014 – PE: DE MONTE, BINDI MI RICORDA VECCHIA CANZONE DI DE ANDRE’”.

de monte isabella 2
Un tweet al giorno, forse due, per diecimila euro al mese più benefit vari,.. sui ‘veri’ problemi di Bruxelles.

Di Europa si deve parlare…

 

>> La lectio magistralis del prof. Stiglitz: http://webtv.camera.it/evento/6830 <<

Tommaso Botto

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