DELINQUENTI FELICI: inaccettabili tagli alla Polizia di Stato previsti dal governo Renzi

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«Bisogna rivedere completamente il “Progetto di rimodulazione dei presidi della Polizia di Stato” con particolare riferimento a Roma, visto l’aumento della criminalità nella Capitale». A chiederlo è il deputato del MoVimento 5 Stelle Walter Rizzetto che ha depositato una interrogazione per sapere dal governo Renzi quali misure siano state predisposte per la sicurezza dei cittadini di Roma, che continuano a veder crescere quotidianamente la propria percezione di pericolo di fronte all’assenza di un numero adeguato di forze dell’ordine sul territorio.

Polizeikontrolle - 21.6.2013 - TRIESTE

«Nella proposta per la revisione della spesa pubblica per gli anni 2014-2016, è previsto un taglio per le Forze di Polizia pari a 0,8 miliardi di euro per il 2015 e 1,7 per il 2016 nonché la chiusura di 300 presidi. Nel prossimo biennio, le forze dell’ordine complessivamente perderanno 22 mila uomini, scendendo da 260 mila a 238 mila addetti» spiega il vice presidente della Commissione Lavoro della Camera.

«Questi tagli sono inaccettabili soprattutto alla luce dei dati sulla criminalità che mettono in forte discussione l’opportunità del piano di riduzione delle spese per la Polizia voluto dal governo. Basti pensare che a Roma e provincia, solo nel 2013, i furti in abitazione hanno segnato un +3.3% rispetto al 2012 e un +7.9% nell’ultimo triennio. Inoltre è assurdo – conclude Rizzetto – che, per motivi sconosciuti, attualmente un cospicuo numero di agenti di Polizia resti parcheggiato in caserma invece di essere utilizzato per la sicurezza».

 

Di seguito il testo dell’interrogazione.

 

CAMERA DEI DEPUTATI

Interrogazione a risposta scritta 22 luglio 2014 -RIZZETTO –

Al Ministro dell’Interno

 

– Premesso che

 

il Commissario per la spending review, le cui funzioni sono state potenziate dal Decreto Legge 21 giugno 2013 n.  69, convertito dalla Legge 9 agosto 2013 n. 98, può promuovere un riordino di carattere strutturale della spesa, superando il principio dei tagli lineari dettati dalle situazioni di emergenza, introducendo criteri permanenti di gestione della spesa basati su costi e fabbisogni standard;

in data 23 ottobre 2013, Carlo Cottarelli è stato  nominato Commissario straordinario per la spending review;

nei giorni tra il 16 ed il 23 marzo c.a., autorevoli quotidiani hanno riportato la notizia che, nella proposta per la revisione della spesa pubblica per gli anni 2014-2016, è previsto un taglio per le Forze di Polizia pari –  rispettivamente per gli anni 2015 e 2016 –  a 0,8 e 1,7 miliardi di euro;

tale proposta prevede la chiusura di 300 presidi, la centrale unica per gli acquisti, la disdetta dei contratti di affitto e il trasferimento negli immobili demaniali, l’eliminazione delle auto blu;

la relazione contiene, altresì, grafici e tabelle per dimostrare il risparmio ottenuto negli ultimi anni e il limite da non oltrepassare “senza incorrere nel rischio di intaccare ulteriormente la funzionalità e l’operatività degli apparati già sensibilmente messi in crisi dalle riduzioni degli ultimi tempi” come dichiarato dal Capo della Polizia, Prefetto Alessandro Pansa, nell’articolo comparso il 22 marzo scorso sul Corriere della Sera;

il piano di riduzione delle spese per la Polizia, come riportato nel “Progetto di rimodulazione dei presidi della Polizia di Stato” del Dipartimento P.S., prevede complessivamente sul territorio nazionale la chiusura di: 11 commissariati e 2 da trasferire presso altre strutture; 29 presidi e la conseguente riorganizzazione di  7 presidi della Stradale; 73 presidi della Ferroviaria e la conseguente riorganizzazione di 33 nonché l’istituzione di 16 nuovi presidi; 73 presidi della Postale; 12 presidi della Polizia di Frontiera, con la conseguente riorganizzazione di 16 presidi; 68 unità speciali (50 squadre nautiche, 4 squadre sommozzatori, 11 squadre a cavallo, 3 nuclei artificieri);

a quanto è dato sapere, nel prossimo biennio, le forze dell’ordine complessivamente perderanno 22.000 uomini (scendendo da 260.000 a 238.000);

molte sono le preoccupazioni degli operatori delle Forze di Polizia in ordine ai blocchi stipendiali effettuati, alla difficile situazione nella quale sono chiamati a lavorare quotidianamente e per la paventata diminuzione dell’organico, nel prossimo biennio,  che comporterà ulteriori difficoltà nel coprire adeguatamente i turni di servizio, soprattutto a causa della recrudescenza di alcuni reati;

la legislazione “schizofrenica” alla quale assistiamo, come il provvedimento c.d. “Svuotacarceri” fa sì, come recentemente accaduto e reso noto in un comunicato stampa dell’UGL Polizia di Stato, che l’Autorità giudiziaria competente – non potendo inviare presso il locale istituto di pena alcuni immigrati che abusivamente chiedevano soldi ai parcheggi – inviti i poliziotti a procedere a denunce a piede libero;

lo scorso 17 luglio è stato dato ampio risalto agli esiti dell’incontro fra le organizzazioni sindacali di Polizia ed il Questore di Roma, Massimo Maria Mazza, il quale ha annunciato un piano per far fronte alle esigenze dei mesi estivi nella Capitale;

tale provvedimento prevede che alcuni commissariati, rispetto a quelli attualmente in servizio 24 ore, restino chiusi di notte e nei festivi, al fine di far fronte alle esigenze di personale da schierare in campo nell’ordine pubblico (manifestazioni ed eventi sportivi) e per rinforzare il reparto scorte;

nella stessa data sono stati resi pubblici alcuni dati, alla luce dei quali è stata messa in discussione  l’ opportunità del predetto piano, infatti a Roma e provincia, solo nel 2013, i furti in abitazione sono stati 15.777 con un +3.3% rispetto al 2012 (15.272) e un +7.9% nell’ultimo triennio;

sembra che un cospicuo numero di agenti di Polizia è attualmente “parcheggiato” presso la caserma romana di Via Statilia ed il Questore Mazza, nonostante le continue sollecitazioni, non intende utilizzarlo per motivi ad oggi vaghi ed imprecisi.

 

Chiede di sapere:

 

quali siano le valutazioni del ministro interrogato rispetto ai fatti esposti in premessa;

se il ministro non ritenga opportuno porre in essere una verifica di quali misure sono state predisposte per la sicurezza dei cittadini di Roma, che continuano a veder crescere quotidianamente la propria percezione di pericolo di fronte all’assenza di un numero adeguato di forze dell’ordine sul territorio;

se non intenda adottare provvedimenti al fine di rivedere nel complesso il “Progetto di rimodulazione dei presidi della Polizia di Stato” con particolare riferimento a Roma, per garantire ai cittadini romani una maggiore sicurezza.

 

Walter Rizzetto

 

Redazione

7 commenti

  1. Davide Bisignano says:

    Lug 24, 2014

    Rispondi

    ancora a creare palude e fermare le riforme, che pppalle, siete vecchi e tromboni, lasciateci lavorare

Commenti

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