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DECLINO DI TARVISIO: SERVONO RISPOSTE STRUTTURALI
7 Giugno 2012 Comunicati
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“Il declino di Tarvisio (UD) pare irreversibile.
Sono i numeri a emettere una sentenza senza appelli.
Crolla il numero di abitanti (da quasi 6000 a 4683), il turismo non decolla, il gap con l’Austria si dilata e i nostri giovani non resistono alla tentazione di passare il confine per godere di condizioni decisamente migliori, sia sotto il profilo fiscale che sociale.
Se la Regione non affronta seriamente la faccenda, presto Tarvisio sarà un paese fantasma, senza anima e prigioniero dell’incapacità di questi 20 anni di partorire una proposta turistica e commerciale seria“.

Enore Picco, consigliere regionale della Lega Nord chiede, con un’interrogazione alla Giunta del Friuli Venezia Giulia, di non “minimizzare la crisi che avvolge e soffoca Tarvisio.
Quanti milioni sono stati investiti in questi anni? Con quali risultati?
Non ha senso mantenere baracconi in cui infilare vecchi arnesi della politica o sedicenti imprenditori che si spacciano per esperti consulenti turistici.
Quanti enti, organismi, società partecipate hanno ricevuto fondi regionali per garantire a Tarvisio un Rinascimento mai arrivato?
Perché la nostra località sciistica pare brancolare nel buio del Medio Evo, e perde progressivamente competitività nei confronti dell’Austria?”

Picco chiude: “Oltre confine la benzina costa meno, si vive meglio, la pressione fiscale non sfiora chi ha un reddito inferiore ai 1300 euro.
I giovani non possono resistere alla tentazione di trasferirsi, a meno che la Regione non metta in campo un piano di rilancio che riaccenda il paese e faccia finalmente decollare il turismo”.

“Ben venga un’azione forte per Tarvisio, come sollecita il consigliere regionale Enore Picco. Non giova, però, il solito piano di rilancio; serve, una volta per tutte, un intervento strutturale che affronti di petto la grave questione delle aree di confine“.
Ad affermarlo è il vicecapogruppo del Pdl in Consiglio regionale Franco Baritussio, intervenendo nel dibattito sulla situazione turistico-economica del Tarvisiano avviato dal collega della Lega Nord.
“La fuga verso l’Austria, la differenza sui costi della benzina, dei servizi e sulle opportunità occupazionali – aggiunge Baritussio – sono purtroppo realtà ben note a chi ogni giorno su questo territorio vive e anche a chi lo amministra, sapendo peraltro che le vere cause non si possono ascrivere così semplicemente a 20 anni di assenza di proposte di crescita serie. Già dal 1995 (caduta del confine, perdita di dogane, case di spedizione, caserme) amministratori locali, e non solo, hanno cominciato a impegnarsi su un fronte che ormai è peggio di un bollettino di guerra“.

“A problemi strutturali così profondi, purtroppo – prosegue l’esponente del Pdl – non è più tempo di rispondere con piani di rilancio, servono invece risposte di natura strutturale.
Sono urgenti interventi che incidano sui differenziali dei costi sulle aree di confine.
Che poi si chiamino aree franche o zone con fiscalità di vantaggio o sviluppo
, non ha importanza.
L’Europa non è riuscita nell’intento di armonizzare i livelli di vita sui suoi confini interni, anzi.
Da Trieste quindi – conclude Baritussio – si deve partire, ma poi si deve passare per Roma e arrivare a Bruxelles”.

 

 

 

"1" Comment
  1. ehhhhhhh…. non ci sono parole per descrivere certe cose quando manca la lungimiranza i popoli soffrono.

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